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  1. FB Rispondi
    O più banalmente le imprese non investono in formazione perché le persone formate poi vanno a cercare migliori opportunità altrove. Esattamente come accade in alcune nazioni sottosviluppate con medici e infermieri che poi vanno a cercare lavoro in Europa o negli USA.
  2. arthemis Rispondi
    altra possibile chiave di lettura: molte aziende hanno processi lavorativi che possono essere appresi in poco tempo, quindi possono cambiare spesso i collaboratori perché ininfluente ai fini dei risultati. Sarebbe utile avere l'analisi comparativa sul settore di attività dell'azienda (competitivo, ad alto valore aggiunto o meno), per verificare o smentire l'ipotesi che lavori ad alto contenuto professionale hanno minor tasso di sostituzione dei dipendenti
    • Massimiliano Bratti Rispondi
      Si questo potrebbe avvenire in media, ovvero potrebbe riflettere un trend storico (anche se nella retorica comune si sottolinea un incremento della complessità e non della semplificazione nei task lavorativi). Tuttavia non è chiaro perché questo dovrebbe generare una differenza tra imprese proprio in prossimità della soglia dimensionale a cui corrispondono diversi livelli di protezione dell'impiego.
  3. Savino Rispondi
    L'importante è assumere più giovani, che sono già formati. I dati recenti hanno dimostrato che la produttività del lavoro migliora grazie al tasso di scolarizzazione e alle abilità delle nuove leve. Il jobs act, anche se è medicina amara sotto certi aspetti di tuela del lavoratore, quantomeno stabilisce linee di discrimine tra lavoro produttivo e no.