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  1. Michele Rispondi
    Il passaggio diretto da inattivo a occupato è illogico se applicato su grandi numeri. La sensazione è che la distinzione tra disoccupati e inattivi non riesca a catturate una realtà diventata molto più complessa e sfumata. In realtà una gran parte degli inattivi sono di fatto disoccupati e quindi le statistiche sottostimano di molto il tasso di disoccupazione
  2. Giuseppe G B Cattaneo Rispondi
    L'articolo è la dimostrazione empirica che il tasso di disoccupazione è calcolato con un metodo sbagliato. Per chi pensa male, e qualche volta ci azzecca, questo errore non è casuale.
  3. Corrado Abbate Rispondi
    Che i flussi diretti da inattivi a occupati esistono e superano i flussi normali da disoccupato a occupato lo si può vedere anche nell’articolo di Andrea Garnero, pubblicato su questo sito il 1 dicembre scorso. Inoltre si può osservare che nel mercato del lavoro partecipano anche parenti stretti del datore di lavoro, come figli o coniuge (la quota di nuovi occupati aumenta quasi esclusivamente tra gli ultra quarantenni), che possono iniziare a lavorare nell’azienda di famiglia o in quella di un loro conoscente anche senza mandare alcun curriculum.
  4. Gabriele Garibaldi Rispondi
    Scusi ma come si fa a dedurre chi sono i nuovi occupati dai saldi finali dei tre gruppi ? Possibile che gli inattivi siano diventati disoccupati, e i disoccupati siano diventati occupati. Questo risulterebbe in: -saldo negativo per gli inattivi -saldo neutrale per i disoccupati -saldo positivo per gli occupati Non si puo sapere quali sono stati i flussi tra i gruppi guardando al saldo finale. o sbaglio ? 2. Anche inviare un cv ad un amico o un parente figura come un azione di ricerca di lavoro (e quindi chi lo fa risulta tra i disoccupati, e non gli inattivi), no ?
    • Diego Rispondi
      No perchè gli "inattivi" sono per definizione "invisibili" al sistema di welfare dei c.d. "Servizi al lavoro", e quindi possono solo risultare come differenza tra la platea della forza lavoro potenziale (15-67 anni) e gli occupati regolari (non in nero). E' come se all'anagrafe comunale non venissero registrate le nuove nascite...anch'esse figurerebbero in qualche misura "inattive" o invisibili.
    • Corrado Abbate Rispondi
      I flussi tra i tre stati, rilevati con reintervista alle stesse persone a distanza di 12 mesi, sono pubblicati dall’Istat dal terzo trimestre 2014. Sulla base di tali dati si stima una media annua di 1,715 milioni di nuovi occupati, di cui 982 mila si erano dichiarati, nell’intervista precedente, inattivi e 732 mila disoccupati. Sono classificati tra i disoccupati coloro che hanno effettuato una qualunque azione di ricerca di lavoro nelle quattro settimane precedenti l’intervista (anche solo rivolgendosi, con o senza cv, a parenti o amici) e sono disponibili a breve a lavorare, o inizieranno a breve un lavoro.