L’anno appena finito ha visto il ritorno della rubrica di fact-checking su Lavoce.info.  Un lavoro che ha portato alla pubblicazione di 19 articoli dai temi più disparati: Alitalia, mercato del lavoro, banche, pensioni, reddito di cittadinanza, vaccini e i Mondiali di calcio.

La ricerca dello stile e della struttura più appropriati per la rubrica è un lavoro che non finisce mai. E rimane necessario interrogarsi sull’efficacia dello strumento. Il nostro sito gemello VoxEu ha proposto un’analisi empirica svolta nel corso della campagna per le presidenziali in Francia. I risultati mostrano come il fact-checking da solo migliora la consapevolezza dei lettori sul tema specifico, ma non cambia l’opinione dei supporter del politico colto in fallo. Le fake news diffuse da alcuni personaggi pubblici sono infatti quelle che gli psicologi chiamano “bugie blu”: falsità che cioè favoriscono un particolare gruppo politico. Alcuni elettori sembrano dunque accettare dichiarazioni non vere da parte del proprio schieramento, se questo può essere d’aiuto per contrastare gli avversari. Ecco perché per imprimere elementi di chiarezza e realtà nel dibattito è necessaria non solo la verifica dei fatti, ma anche la proposta di una visione d’insieme. Due tipi di contenuto – il fact-checking e l’analisi di contesto – che Lavoce.info si sforza di offrire sempre ai propri lettori.

Per migliorarci, abbiamo chiesto l’opinione dei nostri lettori tramite l’ultima newsletter dell’anno. Il sondaggio, a cui hanno risposto in circa 500, mostra che la rubrica piace perché considerata innovativa e di stimolo alla riflessione, mentre un aspetto suscettibile di ulteriore miglioramento è quello della precisione dei contenuti. Incoraggianti inoltre le risposte alla domanda “hai mai cambiato idea su un determinato argomento dopo aver letto un nostro fact-checking?”. Mentre gli studi citati evidenziano il rischio di alimentare le bolle digitali in cui siamo immersi, la maggior parte dei nostri lettori afferma di aver cambiato opinione almeno una volta dopo la verifica di una dichiarazione. Un risultato di soddisfazione e di responsabilità, anche in vista della prossima campagna elettorale.

Ma ecco, finalmente, cinque tra i fact-checking più letti dell’anno:

  • Fact-checking: più incendi che forestali? – la stagione estiva porta ogni anno con sé centinaia di incendi. Nel 2017 all’allarme meteorologico si è aggiunto il cambiamento organizzativo del Corpo Forestale. Secondo il Governo, senza provocare alcun effetto sulle attività di spegnimento. Sarà vero?
  • In pensione più tardi dei tedeschi? -durante i mesi di discussione e approvazione della legge di bilancio, un tema è sempre rimasto al centro del dibattito: le pensioni. Alcuni sindacati si sono battuti contro l’innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile, ritenendola troppo alta. In realtà le statistiche mostrano che l’Italia sia uno dei paesi Ocse in cui si raggiunge prima la pensione.
  • Ma davvero il Ceta è pericoloso come dice Salvini? – l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada è stato difficilmente raggiunto, anche per via delle preoccupazioni sugli effetti dei prodotti che avrebbero raggiunto le nostre tavole. Preoccupazioni cavalcate da Matteo Salvini.
  • Vaccini: ma la Puglia è davvero virtuosa? – anche i vaccini sono entrati nel vortice del dibattito, dopo l’approvazione dell’obbligatorietà vaccinale. Michele Emiliano si è detto contrario al decreto, vantando una delle più alte coperture vaccinali nella propria regione. I dati del Ministero della Salute saranno d’accordo?
  • Se per Renzi il buco dell’Etruria è poca cosa – il dossier banche preoccupa il Partito Democratico. Matteo Renzi tenta di sminuirne la miccia politica, la risoluzione di Banca Etruria. Un intento corretto, vista la vastità della crisi del credito, ma con numeri sbagliati.

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Infine, un grande grazie a tutti i lettori che hanno seguito e commentato la rubrica. Speriamo che continuino a farlo e che se ne aggiungano molti altri. È anche grazie ad alcuni dei vostri commenti che abbiamo potuto migliorare e correggere i pezzi, in modo sempre trasparente come è giusto e necessario che sia. A voi e a tutti i lettori de lavoce.info, i migliori auguri di buon anno.

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