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  1. Andrea Rispondi
    avete considerato il risparmio che si potrà ottenere dal taglio delle eleganti agende in pelle del senato che un noto stilista ogni anno confeziona, e non solo per i senatori ma anche per un esercito infinito di "collezionisti", ed il conseguente crollo del titolo in borsa? Si passerà ad un unico calendario Pirelli appeso con una puntina all'ingresso di Palazzo Madama?
  2. Claudio Rispondi
    Trovo assolutamente fuorviante il discorso sul "taglio dei costi della politica". Un vero e proprio specchietto per le allodole, o meglio, per i gonzi senza memoria e senza senso della Storia. Quando si parla di Costituzione non c'è costo che tenga.
  3. Vic Rispondi
    A me pare convincente. E cioè se passa il NO..il Parlamento dovrà trarre le conseguenze e abolire Legge Delrio e ripristinare le province. E' una roba indiretta ma non si può ignorarla. Ciò detto, un buon funzionamento della macchina istituzionale vale più di qualsiasi semplicistica riduzione dei costi della politica.
  4. Roberto Cisini Rispondi
    Ha ragione Perotti, non si possono sommare i risparmi relativi ad altre leggi che non c'entrano con la riforma della costituzione. E chiaramente per quanto riguarda il personale del CNEL, secondo il ragionamento di Stagnaro che afferma che non saranno rimpiazzati si potrebberoa ggiungere anche i risparmi relativi alle persone che andranno in pensione nel tempo alla Corte dei Conti e magari anche in altre posizioni della pubblica amministrazione. I costi per migliorata efficenza non li vedo, come, ad esempio, potranno i futuri senatori essere informati sulle leggi europee se non assumendo collaboratori o dando consulenze esterne con aumento dei costi e allngamento dei tempi nelle decisioni.
  5. Vincenzo Rispondi
    Ci sono almeno due voci importanti di potenziale risparmio non quantificate, e probabilmente non quantificabili: uno, l'eliminazione dell'indotto clientelare, nepotistico e di corruttela di 350 centri di potere personale; due, le mancate bestialità politiche ed economiche altrimenti perpetrabili dai suddetti. Ambedue voci rilevanti quanto le altre.
  6. Massimo GIANNINI Rispondi
    Dispiace che su un sito indipendente si ospitino funzionari ministeriali che si inventano "Potenziali risparmi dalla decostituzionalizzazione delle province" al fine di raggiungere il magico numero di 500 milioni di risparmi sui costi dalla politica prospettati dalla riforma. E' poco serio e dal calcolo si evince subito che trattasi di gioco delle tre carte e con le parole per aiutare il SI alla riforma. Parliamoci chiaro: la riduzione dei costi della politica oramai non sono più argomento dirimente per il voto sulla riforma, pochi (la realtà) o tanti che siano (quelli dell'autore). La riduzione dei costi si poteva e doveva fare in altro modo. Perotti probabilmente ne sa qualcosa vista la sua esperienza passata per la spending review.
    • Umberto Rispondi
      Io ci metterei pure un bel taglio alla sanità di 450 milioni. Non c'entra un tubo, però si arriva ad un miliardo di euro. ..che suona bene !
      • Claudio Rispondi
        Le auguro, caro Umberto, di non dovere mai affrontare il doloroso e lungo e percorso che ho dovuto seguire per un grave evento oncologico - forse in fase di risoluzione - presso una struttura specializzata della Sanità italiana (un miracolo di competenze, solidarietà e umanità), grazie ai 450 milioni che Ella gradirebbe fossero bellamente tagliati.
        • Francesco Rispondi
          Io credo che Umberto fosse ironico...
          • Claudio
            Probabilmente Umberto voleva fare un po' di sana ironia, ma l'argomento è tanto serio da urtare la sensibilità di qualcuno che sano non è...