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  1. Alberto Rispondi
    [Al "nord" la gente è meno geniale, meno creativa, meno furba, ma è più libera perché se si può fidare (un po') di più]. Penso che questa sia una direttrice corretta nel comprendere le ragioni della differenza. Il pensiero di Kant e Martin Lutero è molto diverso da quello di Machiavelli con il quale molti italiani si identificano con vanto. P.S. Il cognome Schmit è di origine tedesca (significa fabbro) ed Henry con la "y" sarebbe stato francese. Cordialità
  2. Daniele Muritano Rispondi
    Una ragione di incostituzionalità risiede anche nel fatto che mentre in una normale procedura concorsuale il creditore può insinuarsi al passivo e sperare di recuperare almeno una parte del credito, nel caso del bail-in il soggetto debitore (la banca) letteralmente scompare dall'ordinamento, per cui il creditore resta con il cerino in mano. Si è quindi ben al di là della violazione degli artt. 2740 e 2741 c.c.
  3. fatti neri Rispondi
    egregio prof hanno fatto notare che i soldi sui c.c. non equivalgono a investimenti, pur se eccedenti la somma regolamentata, e credo molte aziende per pagare merci-dipendenti-fisco sono a rischio con questa new fregatura! non solo bail-in oggi, anche regole dal 1-1-2013 hanno cambiato il panorama sicurezza nell'obbligazionario ergo pur rendendo meno chi sa li preferisce. una domanda: come mai nel citare la costituzione sul risparmio non abbina nella logica il MATTONE? ma ci faccia capire,,,se uno investe su una 2à casa o peggio sul commerciale è un criminale? per la legge NO,,,per il fisco SI. paradossalmente anche se NON investe,,,basta ereditare
  4. Alberto Rispondi
    Spett. prof. Stanghellini, leggo nell’articolo che scrive: “Tuttavia, nel suo impianto generale, il meccanismo non fa altro che far pagare le perdite, nell’ordine giusto, a chi se ne è assunto il rischio”. Posso condividere che l’azionista e l’obbligazionista investano del denaro con l’attesa di un profitto come plusvalenza, dividendo nel primo caso e cedole nel secondo. Il rischio implicito nell’investimento è presente e remunerato. Nel caso della giacenza del correntista, tutti sanno, che non solo le motivazioni sono completamente diverse e i costi del C/C superano i suoi rendimenti. In questo caso il rischio è tutelato dal fondo interbancario con l’importo di 100.000 € (poi si dovrà verificare se le disponibilità sono in grado di rimborsare tale importo) ma non l’importo eccedente. Se Tizio consegna la sua autovettura ad un meccanico per sottoporla ad un servizio, per questo servizio Tizio paga. Se l’officina dovesse fallire e ci si “approprierebbe” (per analogia) legalmente delle parti della vettura di Tizio eccedenti un verto valore sarebbe una corbelleria giuridica. Che poi lei asserisca che: “il rischio di perderli in caso di crisi è alquanto remoto per le persone fisiche, le microimprese e le Pmi”, è contraddittorio. Se esiste la probabilità, seppur remota, non significa probabilità zero !
  5. Ludovico Rispondi
    Il bail in e' incostituzionale. E' chiaro che la legge non tutela l'investimento ma il risparmio ma è del tutto evidente che se la banca mi fa pagare spese non indifferenti per custodire i miei soldi sul normale c/c devo cercare un investimento alternativo almeno per difendere il mio potere d'acquisto originario ! . Passi per le azioni, in cui si rischia anche il capitale per antonomasia ma per le obbligazioni non dovrebbe essere così : si dovrebbe al max rischiare l'interesse ma non il capitale! Non parliamo poi dei fondi sul normale c/c > 100.000 euro... Anch'essi a rischio. La cosa vera da fare non la si fa, invece: ridurre le dimensioni del sistema bancario, in modo da evitare il rischio sistemico e soprattuto svelare la vera natura dei crediti delle banche : denaro creato dal nulla con pochi colpi di bit su un pc... Attività che non potrebbe e dovrebbe mai essere devoluta a privati
    • fatti neri Rispondi
      caspita che bella frase la sua: svelare la vera natura dei crediti delle banche--- sorge un problema, almeno nell'immediato: se li svelano crollano le aste per npl.....dei grandi gruppi che oggi fanno a botte per accaparrarseli in saldi mentre dopo scopriremmo che avrebbero dovuto pagarli molto di più. in sostanza la sua domanda ne ha un'altra come sotto titolo: chi sta acquistando i crediti? il perché lo sappiamo bene, grazie
      • Ludovico Rispondi
        "La vera natura dei crediti delle banche" non è un problema connesso con l'NPL.... È una questione di capire che costituiscono il 97% dell'offerta monetaria. Se loro stessi bloccano l'erogazione di moneta attraverso i prestiti , la scarsità monetaria determina la creazione di NPL... Spero sia chiaro : meno soldi ci stanno in circolazione più i crediti sono deteriorati per crescente difficoltà di restituzione
  6. Henri Schmit Rispondi
    Ottimo articolo. Il bail-in è stato deciso dal consiglio europeo dove l'Italia ha voce. Questo strumento fa emergere quello che non funziona. Prima da parte delle autorità pubbliche che avevano lo stesso tempo degli altri paesi per prendere misure preventive. Ma Banca d'Italia ha preferito dire che tutto era sotto controllo e il governo quindi non ha fatto nulla. Perché nessuno contesta questo errore colossale delle autorità di vigilanza, ovviamente coinvolte in tutte le decisioni circa il bail-in? Poi i privati, spesso truffati, sempre sfruttati, che alla fine capiranno che conviene portare i risparmi presso istituti solidi, ormai piuttosto rari.
    • Alberto Rispondi
      Herr Schmit, secondo lei perché nel nord Europa le istituzioni sono più credibili di quelle del sud Europa ?
      • Henri Schmit Rispondi
        Sono Monsieur Henri, non Herr Schmit. Mi diverte rispondere, improvvisando: ovunque ci sono furbi che provano a fregare gli altri violando le regole e tradendo la fiducia. Al "nord" c'è però uno stato vero, uno stato di diritto, che mi garantisce che questo non avvenga (troppo facilmente). In Italia ampi settori del paese vivono di sopruso tollerato da chi dovrebbe vigilare e far rispettare la legge, c'è una cultura diversa del giusto e della giustizia. In Italia conta di più avere gli amici giusti, benefattori e protettori, che conoscere e rispettare le regole. Perché le sofferenze bancarie sono TRE volte quelle, non dei paesi migliori ma della media UE? Dove, a chi sono andati tutti questi soldi? Quali ricchezze hanno creato? Non è bello ammirare questo tipo di ricchezza come se fosse merito da emulare. È mentalità di popolazioni sottomesse ammirare la ricchezza e il potere a prescindere dalla loro fonte. Al "nord" la gente è meno geniale, meno creativa, meno furba, ma è più libera perché se si può fidare (un po') di più.
  7. Andrea Rispondi
    Credo che il vizio dell'argomentazione risieda nel fatto che i depositanti (indipendentemente dall'entità del deposito e dalla qualifica del soggetto - persona fisica o giuridica) siano equiparati tout court agli investitori. Nel sistema attuale l'uso del conto corrente è diventato di fatto (e talvolta anche giuridicamente) un obbligo. Lo Stato ha attribuito alle istituzioni bancarie lo svolgimento di un servizio pubblico gestito privatamente limitando la propria ingerenza all'espletamento di controlli più o meno efficaci che nella quasi totalità dei casi di crisi bancarie si sono rivelati del tutto inadeguati (se non altro). Se il cittadino è obbligato ad avere un conto corrente per esempio (ma è solo uno dei molti che si potrebbero fare) per usufruire di una detrazione fiscale (come nel caso dei costi per le ristrutturazioni edilizie detraibili solo se pagate con bonifico) per quale ragione in caso di fallimento della banca quello stesso cittadino deve essere chiamato - anche solo in linea di principio e in caso remoto - a pagarne le conseguenze di tasca propria? Sta bene, a mio personale avviso, che gli investitori siano chiamati a rispondere ma è mia opinione che se lo Stato obbliga i cittadini a depositare il denaro in banca dovrebbe poi garantirne (in senso stretto) il corretto funzionamento. L'incostituzionalità a mio avviso dipende dal contrasto tra l'obbligo imposto al cittadino di rivolgersi alla banca e la previsione di una responsabilità per fatto altrui
  8. Piero Rispondi
    Il bail in non è incostituzionale, è illecito il modo in cui è stato fatto in Italia per le 4 banche. Il bail in è l'estrema ratio, nel caso di Banca Marche in due anni non è stata convocata l'assemblea per tentare l'aumento del capitale. In ogni caso agli azionisti e gli obbligazionisti subordinati resta un diritto seppur affievolito nel caso di realizzo delle plusvalenze dei crediti della bad Bank, ciò non è successo in Italia.
  9. Uomo Qualunque Rispondi
    La Ratio del Bail-in è impeccabile. La retroattività un po' meno. Nel senso: giustissimo il Bail-in, ma penso giustissime anche le leggi e i prospetti sotto cui sono state emesse decine di miliardi di Subordinati. Nel caso delle 4 banche, un investitore subordinato avrebbe giustamente avuto il diritto di richiedere una procedura fallimentare e concorrere alla liquidazione dell'attivo come la legge prevedeva; questo non è avvenuto, nonostante nei prospetti dei titoli sottoscritti c'era scritto tutt'altro. Per tutelare la stabilità del sistema, l'interesse dei correntisti e degli obbligazionisti senior, azionisti e obbl.sub hanno visto azzerarsi arbitrariamente il proprio investimento. E' giusto cambiare unilateralmente e soprattutto retroattivamente contratti scritti che definivano clausole di rimborso in situazione di distress ben diverse da quelle attuate? Questa ratio del "causa di forza maggiore" o del "giusto bene comune" quanto si possono spingere in futuro? quanto sono al sicuro altri contratti nell'ambito dei prodotti finanziari? chi mi dice che un domani sempre per una ratio superiore non vengano cancellati accordi, contratti o leggi con un colpo di spugna come niente fosse? non era meglio un'introduzione selettiva e dilazionata nel tempo della normativa bail-in andando a toccare solo nuove emissioni e lasciando scadere le vecchie, in mano a retail specialmente, sotto la vecchia normativa?
  10. Marco Rispondi
    Buongiorno, sulla ratio della regola posso essere d'accordo, sulla declinazione un po' meno. Dal suo punto di vista, è normale che vengano intaccati, nei casi più estremi, anche i depositi dei clienti? Nello specifico mi riferisco ai c/c a vista. Personalmente ritengo che al mondo d'oggi sia praticamente impossibile fare a meno di un conto corrente bancario ergo, non penso si tratti di "investimento". Grazie