logo


  1. Federico Leva Rispondi
    Le polizze hanno lo stesso problema degli incentivi: non saranno minimamente considerate da chi non dispone di contanti da investire in vista di un beneficio futuro. C'è chi propone un modello ESCo per gli adeguamenti sismici nel progetto "casa italia", ma gli interventi di risparmio energetico si finanziano col risparmio sulle spese correnti. L'adeguamento sismico invece si ripaga aumentando il valore dell'immobile (ovvero riducendo la probabilità che il valore si azzeri in seguito a un terremoto). Il finanziatore allora deve giocoforza finanziarsi con una quota di tale capitale. Non si può immaginare un vettore finanziario che attinga prestiti a tasso quasi zero dalla BEI, li giri a imprese qualificate per l'esecuzione di interventi di adeguamento sismico, e ottenga in cambio un pari capitale sotto forma di ipoteca di lungo periodo (50 anni?) sugli immobili privati?
  2. bob Rispondi
    La prevenzione di un Paese e di un territorio si fa con progetti e politiche lungimiranti e non con le assicurazioni che è solo uno scaricabarile verso soggetti più deboli. Si possono attuare strumenti come quelli descritti nell' articolo solo dopo una pianificazione che ha tempi lunghi come tutti i progetti seri.A mio avviso il problema è solo politico. Senza progetti politici di lungo termine un Paese è allo sbando. L' Appennino che è la zona maggiormente interessata da sempre da movimenti tellurici è completamente abbandonato. Una vergognosa inesistente politica demografica avrebbe dovuto fare quello che si è fatto in Alto Adige, gestire il territorio perchè la gente rimanesse e non andasse ad infoltire le periferie di grandi città. In Appennino si poteva poichè ha grandissime risorse su un territorio non particolarmente aspro come possono essere le Alpi: risorse agricole, turistiche e di produzione di energia. Se alla casalinga di Vipiteno diamo 1000 euro per tenere i gerani sul balcone con la stessa lungimiranza e forse con molto meno risorse si doveva guradare ad un territorio così ampio come gli Appennini. Ma il Paese Italia a finito di esistere dal '70 in poi e qualcuno ancora ci viene a raccontare favole
  3. tiberio damiani Rispondi
    ad esempio una contrattazione unica standard con le ditte che effettuano i lavori, privilegiare l'artigianato locale e uso e recupero di matriali locali, favorire l'impiego di tecnici locali e creare scuole di restauro edilizio e manutenzione del territorio aperte sia agli studenti delposto sia a quanti vogliano visitare, per creare e rafforzare una cultura del territorio e della sua manutenzione. sono osservazioni che nascono da trenta anni di lavoro in Appennino. cordialità
    • bob Rispondi
      ..il localismo e la discutibile figura del " geometra" è quella che ha causato i maggiori danni in questi territori. La convivenza familistica in piccoli comuni è deleteria oltre che vergognosa di uno Paese arretrato. Alla affermazione "..chi meglio di un artigiano locale può assicurare la necessaria conoscenza di base per arrivare al restauro?" rispondo " molte , tante competenze non necessariamente locali, che oltretutto spesso hanno carenza di esperienza globale e anche mentalità di approccio molto limitata, oltre come già sostenevo a convivenze deleterie da " bar di paese"
  4. tiberio damiani Rispondi
    inoltre è da considerare che il restauro antisismico di un paese e del suo comprensorio ha un valore complessivo di tutela del paesaggio e della nostra cultura. quindi dovrebbe essere considerato un investimento e non una spesa. affidare i lavori alla manodopera locale significa potenziare la occupazione e le competenze professionali storiche, ma anche controllare chi li effettua. è difficile immaginare un restauro del centro storico senza che avvenga lo stesso per le frazioni e le case isolate e per tutte le sedi di beni artistici che in esse si trovano. basta vedere quante chiese affrescate si trovano in amatrice e nelle frazioni... chi meglio di un artigiano locale può assicurare la necessaria conoscenza di base per arrivare al restauro? infine, ma non di minore importanza, è la creazione di lavoro in appennino, privilegiando i piccoli insediamenti artigiani e di trasformazione agricola con opportune agevolazioni. sempre che si voglia avere una regione montana abitata e non spopolata, la copertura assicurativa degli immobili ha senso solo come complemento di un programma complessivo di risanamento edilizio sociale ed economico. il ruolo pubblico di garanzia potrebbe essere una contrattazione aperta e collettiva sui lavori e sui materiali. è bene tenere presente che il reddito personale e familiare in montagna è direttamente proporzionale all'età delle persone e alla loro condizione lavorativa. osservazioni di chi lavora in montagna da quasi trenta anni. cordialità
  5. tiberio damiani Rispondi
    la ricorrenza di tragedie umane e anche materiali per cause naturali ha colpito anche questa volta un'area particolarmente disagiata economicamente e con una popolazione ridotta numericamente dalle emigrazioni ormai secolari e per di più anziana. una politica di restauro del territorio montano complessivo (l'Appennino e buona parte della regione alpina sopra quota mille slm come Amatrice) dovrebbe tenere conto di questi elementi, oltre alla mancanza di lavoro, se non quello legato al turismo e alla agricoltura, esiste poi una ulteriore specificità urbanistica: i paesi hanno un nucleo contornato da una miriade di frazioni e case sparse, spesso luogo di vacanza e rientro episodico per figli e nipoti di emigrati.proporre incentivi per il restauro e la emssa in sicurezza dei paesi deve tener conto di queste caratteristiche complessive, non si può intanto discriminare la casa di prima o seconda residenza, che spesso sono sovrapposte e intersecate per fatti ereditari secolari, quindi occorre un progetto organico per tutto il complesso abitativo, che veda la partecipazione del privato (con la possibilità di recupero intero delle spese e non troppo dilazionato (immaginiamo una persona di settanta anni con la dilazione a dieci del recupero e pensionato e che ha tre figli lontani da una generazione e inizia ad aver bisogno di una badante...) ed il ruolo della amministrazione nel garantire un'opera completa cercando di superare le difficoltà di ordine proprietario con garanzia pubblica
  6. Andrea Rispondi
    Condivido quanto espresso nell'articolo, con una obiezione in merito alle assicurazioni private. C'è il rischio che i sinistri, non diluiti nel tempo ma concentrati in un singolo evento, causino il fallimento della compagnia assicurativa. Inoltre appare difficile applicare criteri di progressività delle polizze in base al rischio sismico (che non è uniforme in tutta Italia) posto che questa sia da stipulare su base volontaria: chi non è toccato dal rischio non sottoscriverebbe la polizza e ciò inflazionerebbe il costo della stessa per le persone in territorio, riducendone a sua volta la penetrazione (problema simile a quello del sistema assicurativo sanitario americano). E' lo stato a dover far da "assicurazione" garantendo un patto sociale tra tutti i cittadini, affinché il rischio che colpisce i pochi sia ridistribuito sulla comunità.