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  1. lui la plume Rispondi

    Vediamo se troviamo una costruzione realizzata in una posizione a rischio con criteri costruttivi a rischio che è colpevole? Chi ha concesso la licenza lo stesso che poi chiede il pagamento dell'ICI. Ecco l'assicuratore (deve essere un privato) chiede pochi soldi se la casa assicurata per eventi rari è realizzata in modo corretto in una zona sicura chiede tantissimo se la costruzione è a rischio. Bene con il ricavato dell'ICI questa assurda tassa che si paga in cambio di nulla visto che oggi viene usata per fare cose .... che poco nulla hanno attinenza con il benessere dell'immobile che è tenuto a versarla; ecco che se il comune fosse tenuto a pagare con una parte di questi introiti il premio assicurativo .... ecco che un certo senso questa gabella lo acquisterebbe. Poi va detto che la tassa colpisce gli immobili con una percentuale che non tiene conto della pericolosità della costruzione mentre il premio ne terrà conto e permettere la costruzione in zone pericolose può portare il comune a perdere denaro. Solo così alcuni permessi non verranno concessi.

  2. Giuseppe Gloria Rispondi

    Da piu’di 20 anni mi occupo di questo problema . Ho visto finire nel cestino decine di Progetti legge per l’assoluta non volontà politicadei nostri parlamentari impauriti di delegare agli assicuratori la gestione del dopo evento nel loro collegio. La possibilità di riuscire a far passare un progetto è ancora oggi molto bassa. La cosa che non viene detta dai vari commentatori è la più importante: qualsiasi progetto legge deve contenere un articolo iniziale in cui si dica chiaramente che i cittadini che non contraggono una polizza contro le calamità naturali non avranno diritto a un euro di risarcimento da parte dello stato e/o qualsiasi ente pubblico. Ciò con dovute eccezioni per i ceti meno abbienti , per gli edifici dei centri storici e per gli ediici condonati dove la stuazione di rischio non è mutata. Nello stesso articolo andrà inserito il principio che le abitazioni abusive non avrano diritto a nessun risarcimento né dallo stato né dagli assicuratori.

  3. Massimo Leonardi Rispondi

    Ci si accorge che l'Italia è un territorio pericoloso solo dopo che sono avvenute le catastrofi. L'edificazione è motore di sviluppo, ricchezza e, soprattutto quando si fanno i piani regolatori, porta voti. Alla fine della storia il Comune ci incassa pure gli oneri di urbanizzazione che oggi sono in gran parte spendibili per la spesa corrente: fino a qualche tempo fa ci incassava pure l'ICI. A chi interessa quindi far prevenzione impedendo di andare a costruire dove c'è pericolo visto poi che i danni li paga Pantalone? Un sistema di assicurazione obbligatoria sui rischi naturali potrebbe divenire una leva efficace per la prevenzione. Andrebbe costruito un sistema nazionale omogeneo di valutazione della pericolosità ed andrebbe istituito un sistema tipo il bonus malus per le auto. Scontando il premio al soggetto che costruisce bene per il rischio sismico, assegnando un rating al Comune in base a comportamenti virtuosi, codificati, che attua per gestire la pericolosità da frana o alluvione. Ecco così che comportarsi bene, sia come cittadini che come comunità porterebbe benefici economici:la polizza più leggera e la prevenzione potrebbe divenire merce di interesse politico.

  4. lui la plume Rispondi

    Vengo a sapere che alcuni edifici sono stati costruiti in un punto dove l'insicurezza era evidente (su una faglia ... il cui significato ignoro). Chi ha dato il permesso di costruire è perlomeno inadatto al compito che svolge. Come si puo' autorizzare una costruzione insicura? .... Benissimo l'assicurazione così qualcuno un po' piu' serio chiede un versamento alto a chi ama il rischio.

  5. Cristina Rispondi

    Abito in una casa rurale in sasso in una zona altamente sismica: se l'assicurazione diventasse obbligatoria probabilmente le alternative per me sarebbero pagare tantissimo per una copertura adeguata o pagare poco per una copertura nulla, comunque pagare... In linea teorica sono d'accordo perlomento per le costruzioni nuove ma come evitare che l'assicurazione diventi solo l'occasione per una ulteriore latitanza dello stato?

  6. Andrea Rispondi

    L'idea può essere in linea di principio buona. Siamo però sicuri di volere uno stato che abdichi al proprio dovere? Quello di operare per il bene dei cittadini? Il governo opera in base ad una delega dei cittadini e la risposte che è in gardo di fornirci è - i problemi li risolva il privato - ma io le tasse cosa le pago a fare? Se lo stato non ha il controllo del suo territorio non si può ribaltare tutta la responsabilità sul cittadino semplicemente dicendogli Paga! che così sei tutelato. Lo stato dovrebbe essere la mia tutela. Lo sanno tutti che i comuni fanno cassa attraverso la concessione della edificabilità. Le ditte che si aggiudicano poi gli appalti vengono controllate? I comuni non si occupano neanche degli oneri di urbanizzazione (che appaltano alle ditte costruttrici). Così anche questi sono eseguiti al risparmio con una bassissima qualità. Vedo in giro solo delle gran chiacchere.

  7. laura benigni Rispondi

    Dati comparativi: sto ristrutturando una casa degli anni Trenta in Umbria: moltissima documentazione, compresa la documentazione geologica. Sopralluoghi frequenti anche per la sicurezza del cantiere. Ma non per aspetti strutturali. Un amico ha ristrutturato una casa in Umbria e una a Parigi. Ha seguito tutte le regole sia in Umbria che a Parigi. In Umbria nessuno ha fatto un sopralluogo, a Parigi ogni anno vanno a controllare lo stato delle travi del tetto, perchè come routine controllano anche i tarli. Credo che il problema sia solo il rispetto della legalità, le regole ci sono, sia in Umbria, che in Abbruzzo che in Francia. Il problema è farle rispettare, non credo che si possa chiamare diversamente la elusione delle regole che emerge in molte delle storie di crolli prevedibili.

  8. giorgio de' polenghi Rispondi
    trovo l'articolo scritto con cognizione di causa. Tocca temi scottanti con precisione, dovizia di particolari, senza dubbio da condividere totalmente. Complimenti all'autore.
  9. luigi del monte Rispondi

    Le tasse in Italia sono molto alte per via di molteplici sprechi, che si spera vengano mano mano diminuiti in concomitanza con i diversi privilegi di molti... Ma ciò non toglie ad obbligare ad una assicurarsi contro eventi sismici. Abbiamo una classificazione geologica di 4 categorie, usiamo quelle come classe assicurativa adottando il criterio della classe, chi è in classe 4 (più pericolosa) paga di più, chi è in classe 1 pagherà una sciocchezza. poi aggiungiamo la assicurazione contro il dissesto idro-geologico con una logica simile. Però poi adottiamo criteri in cui se uno costruisce bene e in luoghi sicuri abbassa il grado di pericolosità e va a pagare meno. così p.e. uno che costruisce sotto il Vesuvio, accanto al mare, su un letto di un torrente è in classe 4 per terremoti, 4 per maremoti, 4 per vulcano, 4 per esondazione e andrebbe a pagare una cifra assurda. quando si trova a ristrutturare la sua casa (60 anni dopo la costruzione) ci penserebbe e la abbandonerebbe per spostarsi in luoghi più sicuri.. Il vantaggio è che si ha una migrazione interna in luoghi sicuri e un patrimonio edilizio rinnovato a costo 0 per lo stato.

  10. Luigi Bernardi Rispondi

    Non sono d'accordo con la proposta di assicurazioni private, specie se volontarie, contro gli effetti delle calamità naturali. Come insegna la teoria, vedi soprattutto i lavori di J. Stiglitz, i mercati assicurativi sono efficienti e completi solo se i rischi sono indipendenti ed equideterminati. E' questo non è certo il caso della situazione sismica e territoriale italiana, per cui il fammento del mercato assicrativo sarebbe inevitabile, a parte gli alti costi di transazione.

  11. angelo agostini Rispondi

    Condivido assolutamente. Dimenticando per un attimo il grossolano conflitto d'interessi (che andrebbe sicuramente regolamentato e risolto), l'assicurazione obbligatoria degli edifici sarebbe un'opportuna risposta, soprattutto in un paese dove il territorio, ma anche purtroppo le costruzioni, sono ad alto rischio. Perchè deve pagare la comunità per chi ha costruito male, su terreni inadatti, abusivamente? Come per la RC auto è ora che si capisca che il problema immenso del danno economico non può essere sempre risolto sul piano della solidarietà nazionale. Inoltre è da sottolineare il potenziale effetto migliorativo sulla qualità edilizia, dei controlli e delle manutenzioni.

  12. Alberto Lusiani Rispondi

    Ritengo sconsigliabile istituire in Italia un'assicurazione obbligatoria sulle abitazioni e gli edifici, perche' si tratterebbe sostanzialmentge solo di una tassa aggiuntiva, senza i vantaggi che un mercato efficiente, trasparente e onesto potrebbe contribuire alla definizione dei costi e dei risarcimenti. Infatti, il contesto economico italiano e' dominato da una concorrenza che e' opaca se non spesso assente, e da abusi sistematici a danno dei consumatori non efficacemente contrastati da leggi e giustizia, che sono pletorici e inefficienti. Inoltre, lo stato italiano preleva forzosamente gia' il 40-43% del PIL e questa quota puo' certamente sostenere il costo delle catastrofi naturali, assieme ai molteplici sprechi diffusi e alle spese faraoniche dei vertici dell'amministrazione pubblica. L'azione piu' sensata che lo stato dovrebbe attuare e' evitare di penalizzare chi ha sottoscritto volontariamente assicurazioni contro le catastrofi garantendo a questi cittadini previdenti gli stessi risarcimenti di chi e' rimasto senza protezione assicurativa. In caso contrario lo Stato sarebbe direttamente responsabile di favorire comportamenti imprevidenti (moral hazard).