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  1. guido Rispondi
    analisi condivisibile ma limitata agli aspetti finanziari. la banche italiana soffrono di: 1) elevatissimo cost-income ratio che pesa sulla redditivita; 2) scarsa penetrazione dell'IT; 3) governance inadeguata; 4) sistema giuridico che ostacola il recupero crediti aumentando gli NPL e riducendone il valore. senza risolvere questi nodi il problema odierno rischia di riproporsi. il governo ha provato a porre mano a 3 tramite la riforma delle popolari ed a 4 tramite la riforma dell'escussione delle garanzie ma il populismo dilagante ha ostacolato ogni risultato.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Ottima analisi, molto pessimistica. Secondo me bisognerebbe anche dire quale soluzione effettiva, percorribile e risolutiva c'è. Senza salvataggio pubblico l'unica che vedo è la ripresa dei cadaveri dai grandi istituti più sani, ovviamente a valore zero per gli attuali azionisti. Lo Stato può garantire questi istituti per finanziare e capitalizzare i take-over. È quello che è successo in Belgio sei anni fa. Sono isolato a non apprezzare le divagazioni sulle banche tedesche (che meritano le più aspre critiche) perché 1. distrae dal vero problema nostro e 2. può in caso di crollo del sistema solo affondare ancora di più le banche italiane.
    • SpeculaThor Rispondi
      Salve Schmit : non è una divagazione quella sui Derivati Tedeschi e Francesi (ed Inglesi) a Leva Lorda 40 => PERCHE' SICCOME la finanza è solo carta/bit cioè convenzioni credute vere dalle genti e quindi ontologicamente in sè reali => ALLORA SOLO SE il mal è "Comune" gli Internazionali accettano (senza dirlo esplicitamente alle loro genti) di modificare le convenzioni monetarie e di bilancio (QE, helicopter, garanzie, veicoli, cartolarizzazioni, , ecc.).. SE INVECE il mal fosse solo Nostrano allora loro farebbero i Rigidi e noi ce lo avremmo nello stoppino.. un "piccolissimo" esempio di "baratto sotto banco" lo hai avuto qualche mese fa quando i Tedeschi ci han concesso l'Atlantino in cambio della modifica degli standard di contabilizzazione dei derivati pro DB... Saluti e buone vacanze
      • Henri Schmit Rispondi
        Ringrazio dell'attenzione, ma confermo che la questione dei derivati di DB è una divagazione che distrae l'attenzione dal vero nodo da sciogliere; i NPL italiani sono il 40% di quelli dell'eurozona! NPL e sottocapitalizzazione è uno solo e lo stesso problema. Gli argomenti di incostituzionalità del divieto di bail-out sono penose: dov'erano queste persone un paio di anni fa quando lavoce.info già si occupava del tema? L'unica soluzione è di ricapitalizzare i pochi istituti sani convincendoli ad incorporare i cadaveri bancari sempre più numerosi. La copertura dell'ultimo Economist esprime quello che molti pensano. Non serve (s)vendere i NPL se la banca che incorpora è capace di gestire i recuperi. Bisognerà con il tempo analizzare come mai le sofferenze delle banche italiane sono il triplo della media europea. Qualche idea ce l'ho. PS non sono né francese né tedesco e non ho alcun interesse a difendere le banche marce di quei paesi.
  3. Piero Rispondi
    Condivido anche io la conclusione sui tedeschi. Vorrei aggiungere che una valida alternativa per rilanciare il credito bancario è la garanzia 662 per le imprese. Non vedo perché se lo stato garantisce non può garantire le imprese, sarebbe sufficiente raddoppiare il limite del fondo, oggi bloccato a 2,5 milioni. In questo modo aumenterà la moneta bancaria in circolazione, sarà uno stimolo per l'economia.
  4. SpeculaThor Rispondi
    Ottima la conclusione sui tedeschi. Finalmente qualcuno lo dice. La Db ha leva lorda 40 ed il combinato tra tassi bassi in Europa e tassi lentamente crescenti con la Fed li distruggerà nel 2018 19 (ora caro proff è ancora troppo presto). Quindi strategia Italia: interventi tampone e palla lunga aspettando il 2018 19 quando sarà Weidman a pregar la Bce di stampare 500 billion in 1 notte (includendo Commerz e le Sparkasse)
  5. Fabio Rispondi
    PROPOSTA Premetto che non conosco come le banche gestiscano le proprie operazioni quotidiane. Tra le tante idee per la gestione dei NPL, mi sembra che nessuno parli della più semplice tra le varie opzioni possibili. Si può ipotizzare di vendere i crediti deteriorari ai debitori? Siamo sicuri che nessun debitore, il cui debito è considerato non esigibile, non voglia valutare la possibilità di estinguere il debito pagandolo il 50-60% del valore? Se ho acquistato un'auto da 20000 euro e non ho pagato rate per un totale di 12000 euro, penserei seriamente all'ipotesi di estinguere il debito a 6000-7000 euro. Anche perchè prima o poi qualcuno verrà a recuperare il credito chiedendomene 20000.... Invece di far fare il business a fondi avvoltoio, banchieri, Atlante o altri, penserei a dare un sostegno al debitore, che è forse la vera vittima della crisi.....
    • Dario Rispondi
      Signor Fabio, mi scusi, ma in uno scenario generalizzato come quello da lei proposto nessun debitore si sognerebbe di onorare il suo debito tempestivamente. Tutti farebbero in modo di rendere i propri debiti inesigibili in modo da ottenere uno sconto consistente. Non le pare?
      • Fabio Rispondi
        Dario probabilmente ha ragione lei, anche se nello scenario generalizzato chi non paga i debiti diventa un cattivo pagatore segnalato al Crif con tutto quello che comporta. Ma se la moratoria fosse di tipo straordinario, magari con dei meccanismi di incentivo fiscale per le banche e riferita solo agli anni passati in cui la caduta del pil ha fatto esplodere il fenomeno, avrebbe senso la rinegoziazione dei debiti con i privati e le PMI. Credo che sia quanto le banche già propongano alle aziende in crisi per ristrutturare il debito, tagliandone anche il valore. Ancizhè aspettare i valori lunghi del contenzioso civile, che costa alle banche e ai privati e alle aziende, si otterrebbe anche il vantaggio di ridurre lo stock di NPL. Penso che se strutturata bene abbia anche un ritorno positivo verso l'opinione pubblica.