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  1. Savino Rispondi
    E' stato corretto porsi il problema della rapidità di decisioni, ma proprio per questo non si capisce perchè non sia stato abolito del tutto il Senato. Più in generale, le lungaggini parlamentari non vengono accorciate e i nuovi senatori rischiano di essere i furbetti dei rimborsi spese dei consigli regionali. La riforma andrebbe, poi, completata con l'accorpamento di Regioni e Comuni.
  2. Carlo Rispondi
    Verso la fine se passa il referendum. Speriamo di no. E' una riforma che fa un passo nella direzione sbagliata di accentrare i poteri invece che di aumentare la partecipazione. Rende le istituzioni ancora più miopi (nel senso che guardano vicino invece che lontano) di quanto sono già.
    • George Rispondi
      Le nostre istituzioni sono inefficaci, tra l'altro, perché si perdono in orge infinite di chiacchiere inconcludenti su argomenti affini al sesso degli angeli. Pensare che aumentando la cacofonia già insopportabile della cosidetta partecipazione possa migliorare la situazione italiana è una opinione risibile tanto quanto la democrazia diretta che, per la cronaca, è stato matematicamente dimostrato che non esiste e laddove si insistesse a volerla attuare ci si ritroverebbe vicini alla nascita di una dittatura di rimbalzo (p.e. repubblica di weimar e nazismo). Le riforme del governo Renzi sono insufficienti (sono daccordo con il sig.Savino), ma pur sempre meglio di niente e dello status attuale, purtroppo sono altrettanto convinto che il popolo bue le boccierà dando ascolto ai tanti pifferai che ammorbano l'italietta con la loro cacofonia di argomentazioni irrazionali e fuori dalla realtà!