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  1. marcello Rispondi
    Allora riassumendo gli 80 euro e il sostegno indiretto agli investitori (sgravi contributivi sul lavoro e incentivi fscali vari delle ultime due Leggi di Stabilità) hanno fatto galleggiare la domanda, in particolare beni consumo non durevoli e auto. La deflazione interna e le politiche pro-cicliche dell'austerità espansiva di cui nessuno più parla, ma che hanno avuto tranti, troppi, fautori, hanno fatto perdere all'Italia il 29% di produzione mentre la crescita dei paesi emergenti è svanita come pure l'obiettivo dell'aumento delle esportazioni con cui riattivare il ciclo economico. L'infalzione è allo 0,1% e le aspettative sono fortemenete deflattive tanto che nel 2015 gli investimenti sono ancora inferiori del 20% a quelli del 2008. Non è che aveva ragione Keynes e con lui tutti quelli che chiedevano investimenti pubblici massicci, anche in deficit, per riaviare la cerscita? Non è che il moltiplicatore fiscale potrebbe lavorare meglio e quindi, mentre riattiva la domanda interna, consentire anche di ridurre quel debito che grazie alle manovre restrittive è cresciuto del 36% del PIL? Non è che finalmente il Governo ha rotto gli indugi e convocato gli Stati Generali dell'Industria per avviare un massiccio piano di investimenti strutturali nei settori riconosciuti come strategici? Non è che finalmente siamo alla resa dei conti con Bruxelles e che questo Governo ha il merito di aver posto la questione della sopravvivenza del paese tra l'elite economica del mondo?