Il grafico mostra che in novembre la già lenta ripresa della produzione industriale ha subito una battuta d’arresto dopo due mesi di crescita. Nel complesso, le serie destagionalizzate dell’Istat indicano che, durante l’attuale ripresa, l’indice della produzione industriale è salito del 2,3 per cento rispetto al suo minimo di maggio 2014. In questi 18 mesi di ripresa la produzione industriale è comunque diminuita in otto mesi rispetto al mese precedente. Oltre che lenta la ripresa è anche accidentata.  Non c’è da scoraggiarsi: dopo tutto, di questo passo, il livello di produzione industriale pre-crisi (quello dell’aprile 2008) sarà toccato di nuovo nel 2034, tra poco più di 18 anni. Un obiettivo più alla portata del sistema Italia è il ritorno al livello della produzione industriale prevalente prima della crisi dell’euro: con il passo degli ultimi 18 mesi, la produzione industriale tornerà al livello dell’aprile 2011 tra sei anni e mezzo, dunque a metà del 2022.

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Data la elevata dipendenza dei numeri positivi dei mesi precedenti dalla robusta ripresa della produzione di autoveicoli, è il caso di dire che il motore della ripresa dell’industria batte in testa. Il ritorno in negativo della crescita della produzione industriale è stato infatti determinato dal dato negativo registrato per la produzione di autoveicoli, scesa del 2,4 per cento nel mese di novembre. Il dato di novembre interrompe una stringa di dati positivi che ha portato la produzione di autoveicoli a un meno 11,3 per cento rispetto ai livelli del 2008 e a un sonoro +18,2 per cento rispetto al massimo del gennaio 2011.
Per l’automobile insomma, la crisi (almeno quella post-estate 2011) è finita. Non così per chi ne produce le componenti: questi settori hanno certo beneficiato della ripresa (la produzione di carrozzerie e di altre componenti è aumentata – rispettivamente – del 42 e del 6 per cento rispetto ai livelli di maggio 2014). Ma, fatta 100 la loro produzione pre-crisi dell’aprile 2008, i livelli di oggi delle produzioni indicate indicano 50,7 e 65. Come dire che metà della produzione italiana di carrozzerie è scomparsa. Lo stesso è avvenuto a un terzo della produzione italiana di componenti per autoveicoli. Il settore automobilistico si è ripreso, ma senza generare l’indotto di una volta. Inutile stupirsi che Pil e produzione industriale languiscano.

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