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  1. domenico schiesari Rispondi
    Avrei una domanda da fare: poichè penso ci voglia tempo per modificare la costituzione greca, non è possibile ricattare la lobby armatoriale greca? Commento: non penso che tutti i greci abbiano vissuto al di sopra dei loro mezzi!
  2. Bruno Jimenez Rispondi
    Abbiamo gia dato! In particolare, e' ampiamente dimostrato che i precedenti piani di "salvataggio" della Grecia non sono stati altro che un colossale trasferimento del rischio dal mondo privato (banche tedesche e francesi, per circa 130 miliardi di euro) a quello pubblico (BCE e fondi vari con sigle astruse). Paradossalmente, l'italia era esposta pochissim ocon le sue banche, eppure sono calate in borsa, dall'inizio della crisi, il doppio/triplo di quelle tedesche, e l'ammontare di denaro pubblico che perderebbe l'Italia in caso di Grexit e' 3~4 volte maggiore di quello che era l'esposizione iniziale delle nostre banche. In altre parole, l'agghiacciante verita e' che l'indebitatissima Italia avrebbe contribuito, in caso di Grexit, a salvare le banche tedesche e francesi facendo debito pubblico. E adesso tutti i giornalisti allineati nello stesso meggaggio buonista (e irresponsabile) di salvare la Grecia ad oltranza! L'Italia e' appesa alla canna dell'ossigeno, altro che regalare altri soldi agli inaffidabili Greci! Fra poche settimane la situazione potrebbe degenerare e allora ci pentiremo di ogni centesimo sprecato.
  3. Mario Cancellieri Rispondi
    L'articolo è discreto, la citazione dell'ottimo economista spagnolo Luis Garicano lodevole; condivido espressamente la chiusura del vostro articolo, la Grecia paese Mediterraneo ha vissuto fino ad ora sopra i propri mezzi con una presenza dello Stato invasiva e corrotta credendo di poter assicurare il benessere dei propri cittadini esclusivamente con la effimera vocazione turistica e l'organizzazione di eventi sportivi come le Olimpiadi. I recenti accadimenti sembrano confermare che si tratta di una visione miope illusoria, un paese che vuole avere elevati standard di benessere dovrebbe dare spazio all'iniziativa privata e alla manifattura.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Condivido valutazioni generali e previsioni. Non ho l'attrezzatura per discutere dati statistici. Ascolto e leggo studiosi, giornalisti e politici di vari paesi, in particolare in F e in D. Al di fuori dell'Italia tira un vento molto diverso, a parte la solidarietà del PS francese con la SX greca, forse più perché in difficoltà nei sondaggi che non perché di SX (basta paragonare con gli esponenti del SPD) . In quasi tutti i paesi governi e popolazioni sono prevalentemente d'accordo con Schaeuble: aiutare i Greci, ma nel rispetto delle regole. Non sarà facile per Tsipras stasera. Il suo unico vantaggio è che la Merkel - nonostante le dichiarazioni contrarie - deve e vuole un accordo, anche se deve mettere tanta acqua nel suo vino. Il compromesso che vedremo domani o poco dopo purtroppo sarà polvere da sparo per TUTTI i movimenti anti-euro di matrice ormai nettamente contrapposta: nei paesi in difficoltà come Italia e Francia sono movimenti marginali, Lega, M5S e FN, mentre altrove dove la ripresa sarà più netta perché ci sono state riforme è l'elettorato dei partiti dell'establishment che non accetta più di essere "munto" dai paesi con governi demagogici incapaci di portare avanti riforme vere (pro efficienza). Vedo tempi difficili all'orizzonte, comunque vada.
  5. QW Rispondi
    ..i dati, si sa, sono parziali, vanno interpretati, possono essere usati a piacimento, ma partire dai dati è sempre meglio che argomentare senza nemmeno presentarli. Dunque, 1. "L’economia greca era tornata a crescere nel 2014 e il brusco ritorno alla recessione....sembra essere principalmente l’effetto dell’incertezza e delle strategie caotiche del nuovo governo." Bene, OECD Economic Outlook giugno 2015 riporta:crescita PIL 2014: +0.7%; 2015: +0.1%; 2016: +2.3%. Insomma, non era rosea prima, non lo è ora, probabilmente non lo sarà poi, ma le cifre NON corroborano la visione apocalittica di cui sopra..e le annesse imputazioni (o speculazioni) causali; 2. "i problemi dell’economia greca non sono causati da uno shock reale temporaneo, o da un calo della domanda." ebbene, ecco i tassi di crescita PIL per la grecia: 2000: +4.4%; 2001:+4.1%; 2002: +3.4; 2003: +5.944; 2004: +4.3; 2005: +2.2; 2006: +4.6%; 2007: +3.0; 2008: -0.1%; 2009: -3.2%; 2010: crisi debito sovrano, Memorandum of Understaning con Troika con conseguenti politiche di austerità..: Crescita PIL 2010: -3.5%; 2011: -6.8%; 2012: -4.7%. ...Se si considera che l'economia greca si regge sulla domanda interna, che le politiche di austerità hanno radicalmente "frenato" (..) il gioco è fatto. Non a caso, l''OECD economic outlook 1/2015 riscontra che "export performance remains weak DESPITE competitiveness gains" !!...
    • Fabio Rispondi
      Nessun Paese potrà sperimentare un periodo di crescita economica solo applicando la famosa austerità. Le politiche di rigore devono essere affiancate da politiche di investimenti. Sono gli investimenti che creano la crescita non l'austerity fine a se stessa.
  6. PMC Rispondi
    Breve e semplice. Articolo eccellente. Ma ovviamente chi crede che il realismo magico esista anche in economia oltre che in letteratura non se ne lascerà convincere. Un vero peccato.
  7. QW Rispondi
    Nessuno può sapere oggi se "basta tagliare il debito" per risollevare la Grecia, anche perchè bsiognerebbe saper rispondere anche al "quando" la Grecia si risolleverà, e la scienza economica non ha queste capacità previsionali...ad ogni modo, se si vuole affrontare seriamente il tema, e non per "spot e slogan", bisognerebbe quando si parla di riforme strutturali (vd anche commento di Michele sopra): 1. passsare in rassegna le riforme strutturali raccomandate da EC-ECB-IMF dal 2010; 2. valutare quali e quante delle prime sono state effettivamente adottate e che effetti hanno avuto; 3 capire il perchè, eventualmente non hanno prodotto gli effetti sperati (ahimè, il moltiplicatore dell'IMF...); 4. rivedere eventualmente il piano di riforme strutturali da adottare. "riforme strutturali", "paese che vive sopra ai propri limiti dagli anni '80" son più adatti a talk show e cene con gli amici..
  8. Michele Rispondi
    Il tema centrale credo siano le famose "riforme strutturale", espressione di per se vuota di contenuti. Occorre metterceli. Se il contenuto sono solo politiche di austerity sulla base di una impostazione ideologica e fideistica, credo ci siano ampi margini di dissenso. I fatti supportano il dissenso, non il contrario, altrimenti i creditori della Grecia non si troverebbero ora nella condizione di perdere tutti i loro crediti.
  9. Francesco Rispondi
    Articolo impeccabile, complimenti
    • Armando Beffani Rispondi
      Qualcuno sarebbe in grado di spiegarmi la questione del debito pubblico italiano? ...è corretta la formula var Debt = var(Infl + PIL reale)? In caso affermativo, come si fa a ripagare il debito con un deficit/pil del 3%, #inflazione 1% e PIL all'1%?