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  1. Claudio Rispondi
    Soldi buttati, sprecati, gettati al vento senza avere una visione di lunga durata e complessiva del paese! Riformando tutti gli ammortizzatori sociali si poteva fare una riforma del lavoro degna di questo nome con: 3 tipologie di contratto. Intederminato. Stagionale, Apprendistato Abolizione per tutti dell'articolo 18 e di tutti gli altri impedimenti che ostano all'assunzione. Cassa integrazione di 12 mesi subordinata al riavvio della produzione. Unico ammortizzatore universale uguale per tutti. a mio parere sarebbe stata una GRANDE riforma del lavoro semplice ed efficace!
  2. Massimo GIANNINI Rispondi
    Certo scrivere "Il bonus da 80 euro del governo Renzi è stata forse la misura di politica economica più importante per stimolare l’economia sostenendo la domanda" eppoi non saper dire né quanto né chi ne ha beneficiato è un vero controsenso. Un'economista dovrebbe per lo meno verificare il grado di correlazione statistica tra il bonus e la domanda aggregata. E' ragionevole pensare che l'effetto sia nullo se da una parte si è dato un bonus ma dall'altra si sono aumentate alcune tasse...
  3. roberto Rispondi
    L'effetto bonus scemerà passato il mese di luglio, dopo che tutti constateranno le proprie uscite con il pagamento delle tasse di saldo 2014 ed acconto 2015. Il bonus é stato un benefit per fine solo elettorali. Da una parte a dato e dall'altro a tolto, vedasi le detrazioni.
  4. Pif Rispondi
    Nell'economia, a dispetto dei sostenitori delle scelte razionali, conta molto la psicologia ( come dimostrato dalla behavorial economics) , ora è impossibile che il bonus non abbia avuto effetto, ma d'altro canto considerando che la sensazione che abbiamo come maggioranza di cittadini è che le tasse non diminuiscano e dalla crisi non siamo usciti ciò comporta un modesto aumento della propensione marginale al consumo dei percettori di bonus. Per allargare il discorso, se sulla componente consumi si riesce a far poco, poco si è fatto sulla componente spesa pubblica ( vedi piano Cottarelli abbandonato), gli investimenti privati restano al palo e quelli pubblici promessi da Juncker sono una bufala, infine non ci rimane che l'export ,che da segni di miglioramento, ma se avessimo la lira andrebbe molto meglio. Insomma non ci sono molte speranze e siamo e restiamo in un cul de sac e tutti ripongono eccessive speranze su San. Draghi.
  5. bob Rispondi
    ...credere che si possano risolvere le difficoltà di questo Paese senza azioni drammatiche e dolorosissime o è da ingenui o è da furbi! L' altissima % di "economia inutile" andrebbe eliminata ma un buon 70% delle persone si troverebbero a spasso. Soluzioni senza dolore a mio avviso non ci sono allora si vive sugli escamotage, sullo zuccherino ....senza neanche avere coscienza che ormai non viviamo più dentro una casa con porte e finestre da poter chiudere all'occorrenza, ma siamo su una piazza aperta a tutti i venti
  6. Asterix Rispondi
    Il problema di questo intervento è che manca completamente di visione strategica. Non è un aiuto alle categorie più deboli perché ne sono esclusi gli incapienti e perché interessa solo alcune categorie reddituali. Non è una riforma dell'IRPEF, che rimane il prelievo sui redditi delle persone fisiche più alto in europa (le tabelle di confronto allegate alla riforma fiscale presentate in Parlamento sono impietose). Non è un sostegno ai consumi visto che contemporaneamente è aumentata l'aliquota IVA e l'accise sui carburanti. E' un sostegno troppo limitato per causare uno shock sui consumi.. Quindi la domanda da tecnici che ci dobbiamo chiedere è se potevano essere investite tali somme in riforme più strutturali che avrebbero avuto un maggiore impatto sociale ed economico (tipo una riforma Irpef a tappe, come proposto dal nens o per avviare un reddito minimo garantito)? Si allora perché non è stato fatto? Per motivi politici il bonus 80 ha un impatto mediatico più forte rispetto alle altre misure ed era l'unica cosa che la politica di austerity ci poteva concedere.. Da qui la domanda è la seguente: le politiche di austerity e le politiche mediatiche possono assicurare all'Italia (e all'Europa) una vera crescita (quel 2-3% minimo richiesto per ridurre la disoccupazione come ogni economista sa)?