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  1. Alfonso Salemi Rispondi
    Proposta interessante. Credo, però, che manchi un particolare. Il salario minimo dovrebbe essere collegato ad un'attività corrispondente. Ad esempio, se il salario fosse di 1000 € il beneficiario dovrebbe dare 1000 € di lavoro, il suo lavoro, naturalmente. Un medico dovrebbe lavorare in una struttura sanitaria, anche in sovra numero, un ingegnere in un'attività collegabile alla sua preparazione, un operaio generico in un'attività generica in enti pubblici o privati. Queste attività dovrebbero essere regolate, registrate e controllate dagli uffici pubblici del lavoro. In ogni caso bisogna uscire dall'ambiguità che considera lavoro solo le attività remunerate. In realtà esiste un lavoro non remunerato (ad esempio la solita "casalinga") ed una remunerazione non collegata al lavoro (ad esempio la pletora di persone impiegate, ma nullafacenti). Bisogna fare in modo che ad ogni lavoro, qualunque esso sia, corrisponda una retribuzione. In natura avviene così, in chimica ad ogni ossidazione corrisponde una riduzione....sempre. In ogni caso i responsabili politici di una società civile devono dire come fa una persona a vivere senza avere un reddito.
    • Lisa Dorigatti Rispondi
      Discussione importante, ma francamente non capisco perché un salario minimo fissato per legge dovrebbe essere più rispettato dei minimi tabellari dei CCNL che, come dicono gli autori, spesso non sono applicati nonostante siano di fatto obbligatori. L'elusione e la violazione del salario minimo sarebbe comunque un problema che si presenta dove ci sono meno controlli e dove c'è lavoro nero, quindi non credo sia un tema che possa essere sollevato quando si valuta uno strumento normativo.