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  1. Luigi Calabrone Rispondi
    Bene. Nel paese dove l'Amministrazione Pubblica non funziona, ignora le leggi vigenti e/o produce mostruosità (vedi la recente richiesta del fisco ad un contribuente per ricuperare 12 cent. di euro), e dove, dal dopoguerra in poi non è stata capace di far funzionare il collocamento pubblico, né di abolire la mostruosità della Cassa Integrazione, né di ridurre il numero dei sei milioni di cause civili pendenti, si propone di istituire una nuova procedura burocratica, che si andrà ad aggiungere tra quelle che intasano i tribunali civili e del lavoro. Questa proposta, verosimilmente, proviene da studiosi che non hanno idee precise né esperienza su come, in pratica, funzionano i rapporti di lavoro in Italia. Per loro propongo uno stage di sei mesi al tribunale di Milano, in cui assisteranno i giudici, magari compilando i processi verbali di udienza. Probabilmente, dopo questa esperienza cambieranno idea.
    • Giovanni Teofilatto Rispondi
      Il salario si guadagna, non è profitto e non è usura del lavoro. Attenti, la deflazione aiuterà il più forte!
  2. Maurizio Cocucci Rispondi
    Ho seguito con molta attenzione il dibattito in Germania sul salario minimo che il governo tedesco ha deciso di introdurre e francamente mi trovo ad essere dalla parte di chi lo considera poco utile e con risvolti negativi che ne deriverebbero. E' vero che in Germania i contratti non sono nazionali collettivi come qui, e per noi lo ritengo un punto negativo infatti auspico che anche in Italia la contrattazione avvenga sul modello tedesco, ovvero localmente, però sul salario lascerei alla libera contrattazione tra lavoratore e azienda. So bene che questo potrebbe portare da un lato a situazioni di (quasi) sfruttamento, soprattutto in situazioni di crisi economica e di eccessiva disoccupazione come oggi, però c'è anche da dire che salari più bassi possono permettere un maggiore numero di posti di lavoro. Mentre in Germania è presente un welfare che prevede comunque un sostentamento per chi si trova in difficoltà e quindi fissare un livello di salario minimo che causi una riduzione di domanda di lavoro da parte delle aziende che non fossero disponibili a pagare il lavoratore quel minimo non sarebbe fonte di disagio, qui da noi finché tale welfare non verrà introdotto ritengo preferibile che un disoccupato percepisca almeno un reddito per quanto basso invece che niente.
    • Letizia Rispondi
      Guarda, secondo me perdi di vista un aspetto fondamentale del salario minimo garantito, ossia restituire dignità al lavoratore. L'unico obiettivo delle aziende quando offrono posti di lavoro è di risparmiare il più possibile e spesso, giocando al ribasso, si tende a sfruttare il lavoratore (spesso anche qualificato), senza dargli gli strumenti economici necessari ad una vita dignitosa in un paese dove il costo della vita è mediamente alto. Chiaramente la cifra da stabilire non potrà essere alta, ma non sono più accettabili le situazioni in cui un lavoratore possa essere anche pagato 2-3€ l'ora, condizione che soltanto gli immigrati, che vengono da situazioni di grande disagio, sarebbero disposti ad accettare. Tra l'altro, purtroppo è proprio quest'ultima situazione che porta gli immigrati stessi a non avere una vita dignitosa in Italia, cosa che impedisce loro ulteriormente di integrarsi nella nostra società. Ad ogni modo, come riportato nell'articolo, ci sono fior di studi che dimostrano come il salario minimo garantito possa portare benefici economici, tutto sta a decidere la cifra giusta.
    • Massimo Rispondi
      2 domande da profano:il salario minimo non rischia un effetto speculare a quello dei calmieri,portando verso il basso i salari sopra quella cifra(ma già bassi rispetto al costo della vita)? Riesco facilmente ad immaginare chiusure e riaperture di aziende con riassunzione al salario minimo per risparmiare. Poi,fra poco non partiranno le geremiadi sui salari minimi troooppo alti,che costringono ad aumentare il nero? Con relativa richiesta di abbassarlo,prontamente colta da qualche parte politica.
    • rob Rispondi
      "E' vero che in Germania i contratti non sono nazionali collettivi come qui, e per noi lo ritengo un punto negativo infatti auspico che anche in Italia la contrattazione avvenga sul modello tedesco, ovvero localmente". Le chiedo se i danni che ha fatto il "regionalismo" ancora non gli bastano? Mi spiega quali vantaggi?
      • Maurizio Cocucci Rispondi
        Lei si riferisce al cattivo federalismo amministrativo mai attuato completamente che altri risultati non poteva dare. Io non ho mai capito perché la Lega, che è stato il partito che ha basato la sua politica sul federalismo, non ha semplicemente proposto di introdurre il modello tedesco (o austriaco), modello riconosciuto come uno dei più efficienti tant'è che dopo 25 anni dalla riunificazione oggi il Pil pro capite delle regioni ex DDR è del 50% più alto di quello delle nostre regioni meridionali. Ma venendo alla sua domanda la ragione è semplice: è necessario riferire le retribuzioni sulla base della produttività, produttività intesa come valore aggiunto prodotto per ora lavorata. Così nelle aziende più produttive i salari saranno più alti e viceversa. Nella condizione attuale invece le variabili in gioco vengono per così dire messe in secondo piano, è solo una prova di forza e un baratto con una parte che chiede un determinato aumento e la controparte che offre il meno possibile e il risultato dipende dalla forza contrattuale delle parti in funzione della situazione economica in corso. Poi ci sarebbero altri aspetti da introdurre e copiare dal modello tedesco come la Cogestione (Mitbestimmung) per le aziende più grandi, ma questo richiede un cambiamento radicale della cultura del nostro sindacato il quale deve depoliticizzarsi ed essere unitario e di rappresentanza di ciascuna categoria.
        • rob Rispondi
          i Sindacati cono coloro che hanno distrutto il concetto di cultura del lavoro, a tuttoggi uno che fa impresa viene definito "padrone" nel loro linguaggio e nella loro cultura uno da abbattere. Del caso FIAT si dovrebbero vergognare. Se parla di germania le porto un esempio: il Germania la nefasta "rivoluzione del '68" durò 15 gg da noi coloro che ingannarono tanti giovani oggi li incontri con il sigaro in bocca a produrre vino e a farci le filippiche. Un clan come la Lega in Germania sarebbe durato 2 mesi. Il Paese che era stato di De Gasperi, di Togliatti di Vanoni, di Malagodi etc aveva Ministro delle Riforme Umberto Bossi. Di cosa parliamo? Parliamo del dialetto nelle scuole o delle ambasciate regionali per il mondo, di quale Federalismo? La Cogestione? Negli anni '70 noi produciamo l'Arna e l' Alfa Sud la VW inventa con Giugiaro ( cacciato dall'Italia) la Golf in un progetto di nuova auto del futuro cogestito tra azienda e sindacato. L' Arna serviva a creare un bacino di "pecorume votante" comodo al sindacato. Attenzione : la nostra non è una "crisi" di qualcosa la nostra è una crisi culturale un bubbone canceroso, accumulato da 40 anni, che porterà una crisi strutturale senza precedenti. Le avvisaglie si intravedono con la "lungimirante" idea del TFR in pratica arraffare quello che una Italia diversa ha prodotto e accumulato e che oggi non produce più