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  1. antonio Rispondi
    La bolla sulle obbligazioni è già visibilissima, basta guardarne i prezzi , una volta finita questa follia del qe se ne vedranno delle belle. Pensare che basti svalutare la moneta per accrescere in maniera significativa le esportazioni, è quantomeno ingenuo , in quanto l'elemento fondamentale è il rapporto qualità-prezzo , Germania docet . Inoltre basare le previsioni di crescita esclusivamente sull'export è una follia, Giappone docet . L'elemento fondamentale per lo sviluppo economico di un paese sono i consumi interni e finchè l'Europa manterrà l'attuale struttura non sarà possibile alcuna crescita . Ad onta delle balle che quotidianamente siamo costretti a sorbirci dai TG per cercare di infondere fiducia nei cittadini
  2. Piero Rispondi
    Si stava sull'orlo del baratro, per fortuna che Draghi ha fatto ciò che doveva fare circa due anni fa, il QE, naturale che l'inflazione deve riprendere, ricordo che con l'austerita sono cresciuti i debiti degli Stati europei, quindi non è stata la scelta giusta, oggi avere l'inflazione anche oltre al2% e' fondamentale per la ripresa; l'asticella del 2% posta dalla Bce e' l'inflazione tendenziale, nel breve si potrebbe spingere anche al 4%; chiaro che questa politica fa indebolire l'euro riportandolo sotto la parità; con questo scenario l'economia riparte, il Qe poi sicuramente trasferirà la liquidità all'economia reale, sono state le altre manovre fatte da Draghi che non hanno avuto effetto (effetto che non era anche voluto per le prime, furono tutte sterilizzate si fini della liquidità- Smp-Ltros, mentre quelle del 2014 erano inutili). A questo punto il problema torna agli Stati, non hanno più nessuna scusa per non riformare in senso più leggero e dinamico il settore pubblico; oggi in un contesto globale e competitivo, lo stato non può piu assorbire oltre il 50% del Pil, le imprese per competere hanno bisogno di risorse, lo stato deve agevolare spendendo meno e quindi meno tasse ed essere più efficiente. Lo stato deve spendere di più nel settore delle infrastrutture e meno nel settore della spesa annuale per i consumi, non si deve tornar alla politica del deficit spending di cui molti politici vorrebbero attivare con la scusa della crisi.
  3. antonio Rispondi
    dott.esposito, pensare che basti la svalutazione della moneta per incrementare le esportazioni è quantomeno ingenuo, cio' che spinge l'export in misura maggiore è il rapporto qualità prezzo dei prodotti , inoltre l'exoport in zone al di fuori dall'euro è piuttosto modesto . Inoltre , come dimostra il giappone in negativo , è l'economia interna il volano della crescita . La verità è che l'Europa ha bisogno di riforme strutturali , queste folli politiche di allargamento di base monetaria creano solo bolle speculative che si stanno gonfiando in maniera ormai chiarissima , il 22% dei bond in circolazione su scadenze medio brevi offre rendimentio negativi , obbligazioni a 30-40 anni con cedola del 5-6% lordo quotano 130-140 o anche oltre , e non è ancora inizato il QE , credo che non debba essere io a spiegarle cosa significa questo . Non occorre essere Warren Buffett per capire cosa accadrà tra qualche anno .