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  1. Piero Rispondi
    Con la politica monetaria restrittiva, rimarranno sul mercato solo il 20% delle imprese che hanno una gestione che produce liquidità e non l'assorbe, le altre chiuderanno, vi sarà la deflazione, quando si verificherà ciò aumentare la liquidità nel sistema non servirà a nulla, abbiamo la classica situazione della trappola della liquidità, sarà il fallimento storico della politica monetaria fino ad oggi attuata dalla Bce, un po' di coraggio lo ha avuto Trichet con gli Smp, subito bloccati da Draghi. Oggi si parla di indebolire il cambio sul dollaro, come se ciò fosse avvenuto per meriti dell'euro, si vuole acquistare dollari e vendere euro per indebolirne il cambio, nulla di più sciocco, in primis va rilevato che il dollaro si è svalutato sull'euro perché ciò è stata una scelta americana conseguente alle sue politiche monetarie espansive, non è un merito dell'euro ( anzi l'euro non è stata capace come moneta di sostituire le valute soppresse come ammontare in circolazione), se si vuole indebolire l'euro sul dollaro vanno fatte le stesse politiche monetarie espansive fatte dall'America, aumentare le riserve valutarie in dollari non porta ad un aumento della liquidità nel sistema.
  2. nextville Rispondi
    "Un cambio euro-dollaro che ritorni verso i livelli pre-crisi (1,2 contro dollaro)" Ai livelli pre-crisi l'euro stava persino a 1,599USD (15 luglio 2008): http://www.ecb.europa.eu/stats/exchange/eurofxref/html/eurofxref-graph-usd.en.html Una ragione in più per non illudersi che il cambio EUR/USD vada giù da solo per effetto dell'azione della FED nei mesi a venire.
    • marcello esposito Rispondi
      15 luglio 2008 non era proprio pre-crisi. Paulson aveva dovuto già muoversi per salvare le agencies (Freddie, Fannie, ,...), i CDS delle banche USA stavano esplodendo e la Bce decise l'ultimo aumento di tasso, con un timing che penso passerà agli annali. Quindi, se il senso della tua osservazione è quello di non farsi troppe illusioni sulla capacità della Bce di leggere la situazione economica, hai ragione: il track record non lascia spazio a troppe speranze.
      • nextville Rispondi
        Trichet aveva aperto i rubinetti della liquidità per primo, già nel 2007. Quello che intendo è che i livelli attuali dell'euro sul dollaro non sono una punta eccezionale, sono circa sulla media degli ultimi 10 anni, mentre l,2 sul dollaro è stato circa il suo lower bound da molti anni: lo ha toccato ad es. nell'estate 2012, quando il rischio di break up era arrivato al massimo. E al momento l'euro è sorretto dal forte surplus commerciale dell'eurozona, contro un deficit commerciale Usa di oltre 42 miliardi di dollari ad aprile. Il prezzo di scambio euro-dollaro dipende da questo. Da tutto ciò ricavo che, mentre molti si aspettavano (e si aspettano) una discesa dell'euro per effetto del tapering della Fed, senza misure specifiche da parte Bce, quello non scende!
        • Piero Rispondi
          La debolezza del dollaro dipende principalmente dalla politica monetaria espansiva della Fed.
    • Piero Rispondi
      Al momento dell'adozione dell'euro vi era una parità con il dollaro, si arrivò anche sotto la parità; tutto ad un tratto vi è stata una costante ascesa dell'euro sul dollaro, alla quale non è corrisposta un'altrettanta ascesa dell'economia dei paesi euro sull'America, quindi il rapporto del cambio non è dovuto agli scambi commerciali tra i due paesi ma alle politiche monetarie fatte dalle rispettive banche centrali.
  3. Piero Rispondi
    Un QE di 500 miliardi annui, proquota i singoli Pil, senza sterilizzazione, il tutto per la durata di 10 anni, e' l'unica manovra che può salvare l'area valutaria dell'euro, in difetto di tale manovra vi sarà la rottura dell'area valutaria o con l'uscita della Germania o con la creazione di un euro 2. Naturale che una manovra di tale portata avrà un effetto benefico sul cambio che potrà arrivare alla parità con il dollaro e vi sarà una ripresa dell'inflazione che permetterà il pagamento del debito pubblico, naturale che verrà pagato con la moneta svalutata. Il rischio che gli stati non facciano le riforme non esiste, il pareggio del bilancio deve essere un dogma per tutti gli stati, naturale che la manovra di politica monetaria permetterà un allineamento di tutti i tassi verso il tasso tedesco, gli stati avranno un consistente risparmio sugli interessi che potrà essere utilizzato per la tutela dall'inflazione delle classi più deboli.
  4. EzioP1 Rispondi
    L'immissione di liquidità nel sistema bancario corre il rischio di aumentare i depositi nelle casse delle banche e di non fluire alle imprese e ai consumatori. E' quanto sta avvenendo oggi a seguito della crisi di fiducia da parte dei cittadini e delle imprese. In queste condizioni la maggiore disponibilità di liquidità verrebbe usata dalle banche per loro operazioni puramente finanziarie a causa della ridotta capacità e propensione ai consumi di consumatori e imprese. Se è vero che la crisi di oggi sta nella: riduzione dei consumi, elevata disoccupazione, tendenza dei consumatori quando possibile al risparmio per tempi peggiori, difficile situazione socio economica e politica mondiale; tutti fattori che creano sfiducia e di incerta soluzione. Allora forse il modo per superare questa crisi è di accettare la “deflazione” dove una riduzione dei prezzi potrebbe generare una nuova fiducia nei consumatori della generazione che questa fiducia hanno perso. Senza questa deflazione corriamo il rischio giapponese dove i cittadini si sono abituati a consumare meno e forse solo le future generazioni si riadatteranno a uno stile di vita nuovamente orientato ai consumi. In questo contesto gioca un ruolo importante l'ammodernamento delle infrastrutture del paese (investimenti dello stato) per rendere alle imprese e ai consumatori nuove funzionalità capaci di migliorare la produttività del paese e in ultima analisi gli utili delle imprese e il livello di servizi ai consumatori. E' evidente che il ritorno sugli investimenti infrastrutturali sarà ridotto rispetto a quelli del passato, ma ciò è dovuto alla diversa natura degli stessi, dal “brand new” del passato ai “better performing” di oggi. Da qui la necessità di cambiare le regole in Ue, diversamente si torna indietro al separatismo.
    • Marcello Esposito Rispondi
      Questo argomento della liquidità che rimane intrappolata nelle "operazioni finanziarie" e non fluisce nell'economia è stato utilizzato per criticare l'LTRO di Draghi. In realtà, anche se la liquidità prestata alle banche fosse stata esclusivamente impiegata dalle banche in operazioni di carry trade sui soli titoli di Stato, la riduzione dei tassi d'interesse sui BTP, Bonos, ... ha un doppio effetto positivo per l'economia reale. Il primo è che i titoli di Stato rappresentano il vero benchmark rispetto a cui le emissioni obbligazionarie corporate vengono confrontate. Una riduzione dello spread governativo quindi si riflette in una riduzione del costo del capitale per le aziende private. Il secondo effetto è relativo allo spazio che si crea nei conti pubblici per operazioni di espansione fiscale. E' chiaro che quanto più in basso si sposta la curva dei rendimenti tanto minore diventa l'utilità marginale di un QE. Se la liquidità così immessa non va a favore dell'economia. A meno che il QE non venga in qualche modo strutturato per indebolire il cambio. In questo modo, infatti, indipendentemente dalla "liquidità" prestata all'economia reale, i settori export-oriented ne beneficerebbero (e tra questi quelli più price-sensitive, cioè i produttori italiani più di quelli tedeschi). Ed è questa un pò la tesi del mio intervento.
    • Piero Thor Rispondi
      è inutile fare troppi sofismi.. tutto il mondo sta facendo una guerra Svalutaria.. gli Usa.. Uk.. Jpy.. ed la Cina darà una spallata agli stimoli.. mentre tutti spingono gli unici a fare manovre Restrittive Fiscali e Monetarie siamo noi pirla Europei.. ora anche la Germania si sta ammorbidendo x 2 motivi : 1) con lo Yen Debole la Toyota sta facendo il mazzo alla VW (ecco perchè Weidmann cambia stile anche se provoca).. 2) alle elezioni europee i vari Le Pen e Grillo (che Voterò per ragioni di Stimolo Finanziario :) avranno molto successo, nn conteranno nulla al Parlamento Europeo che a sua volta non conta nulla vs Commissione.. ma spingeranno la Gross Coalitions e la Buba a mollare un pò i cordoni per calmar l'opinione pubblica mediterranea ed evitar che il giocattolo tirando troppo la corda si spezzi x davvero (la Germania nn te lo dice ma ha 800 mld di crediti Commerciali del Passato alias Target2 vs Piigs che si troverebbe svalutati.. ed anche le sue vendite di VW future sarebbero fortemente danneggiate non solo vs Extra-Europa / Toyota ma anche vs i Piigs con la Lira vs Marco.. (se poi mi obietti che siamo un paese corrotto, con altissima spesa pubblica ed evasione ti dò ragione 100%.. ma questo nn falsifica ciò che ho detto prima.. le due cose si sommano)..
      • Piero Rispondi
        Dal dividere al 100%, se la Germania con l'euro ha avuto oltre 1200 miliardi di euro di surplus della bilancia dei pagamenti tra i paesi euro, vuole dire che è creditrice di 1200 miliardi verso i paesi meridionali, gli ultimi se vanno in default la Germania deve svalutare i propri crediti, per tale motivo la Merkel ha adottato la politica dei compiti a casa propria, ossia dobbiamo stringere la cinghia per pagare con la moneta buona e non quella svalutata i crediti dei tedeschi vantati nei nostri confronti, tale manovra non riuscirà, anche se i nostri politici, stando sul libro paga della Merkel, non sono più rappresentativi del popolo.
  5. Alessandro Rispondi
    Nessuna operazione funzionerà a breve! Chiunque venga in possesso di liquidità oggi la accumula non la cede, per un motivo semplice in Europa tassi di inflazione sopra il 3% non si avranno mai. Forse l'unica possibilità è l'elicottero: € 1000 mld / 333 447 082 (persone) = €. 29.897,97. Ecco la soluzione: dare questa cifra a tutti i cittadini europei (neonati compresi), si ridurrebbero i debiti, aumenterebbe il consumo e l'inflazione salirebbe appena al 1.6% all'0.6 % attuale, altro che corporate tedesche!
    • Ryoga007 Rispondi
      A naso hai sbagliato il conto di uno zero...
      • Alessandro Pagliara Rispondi
        Si, mi sono accorto di aver digitato male: €. 2989,80 Ma non cambia il senso del ragionamento. Considerando che bisognerebbe portare l'inflazione al 3% e che €10.000 a famiglia sarebbero comunque la giusta porta per aumentare l'inflazione.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Già che ci siamo perché non fare proprio 30mila euro così ci compriamo una auto nuova, facciamo una vacanza alle Maldive e i neonati si possono comprare già da subito la playstation? Siamo seri.