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  1. Savino Rispondi
    Ma non bisognava contribuire al gettito fiscale complessivo in base alla capacità contributiva? Ditelo ai giudici della Corte Costituzionale! Per ovviare al problema dell'eccessiva tassazione del reddito, del profitto e dell'extra-profitto bisogna creare un'imposizione fiscale interamente su base patrimoniale con disincentivo al tesoreggiamento e al mancato investimento ai fini produttivi. Questo significa non una generica tassa patrimoniale, ma un patrimonio base imponibile. Se un imprenditore ha già 10 Ferrari in garage e, invece di assumere o investire in macchinari, si compra l'11ma Ferrari deve imposte su quei patrimoni allo Stato.
  2. Scogna Rispondi
    Vero che l'analisi economica non è (perché non può essere) il punto forte della Corte Costituzionale, ma nella fattispecie rivolgerei la critica altrove, e cioè a chi nell'intenzione di tassare extraprofitti va a colpire tutta la base imponibile, che è poi ovviamente il motivo per il quale la norma viene censurata. Difficile individuare un criterio legislativo che colpisca solo gli extraprofitti? Beh, ma in questo un Governo dovrebbe farsi aiutare dagli economisti. Direi che invece la Corte mostra una certa sensibilità economica proprio quando afferma il principio (in verità già enunciato in passato) della limitazione alla retroattività per via delle conseguenze che avrebbe sul piano macro. Il che giuridicamente è sicuramente discutibile ma, stando alle motivazioni, viene giustificato proprio per evitare che a risentirne siano proprio le face più deboli che verrebbero presumibilmente colpite da misure finalizzate a "sterilizzare" l'effetto sul bilancio di un effetto retroattivo della sentenza (vedasi punto 8 del considerato in diritto). Ora, noi possiamo certamente chiederci se dal punto di vista giuridico sia apprezzabile questo tipo di previsioni. Ma non possiamo dire che qui la Corte Costituzionale mostri scarsa attenzione alle questioni puramente macroeconomiche e, soprattutto, distributive. Evitare che l'imposta venisse traslata sui consumatori mi pare infine che fosse compito affidato dalla norma stessa all'Autorità per l’energia elettrica e il gas
  3. Scogna Rispondi
    Vero che l'analisi economica non è (perché non può essere) il punto forte della Corte Costituzionale, ma nella fattispecie rivolgerei la critica altrove, e cioè a chi nell'intenzione di tassare extraprofitti va a colpire tutta la base imponibile, che è poi ovviamente il motivo per il quale la norma viene censurata. Difficile individuare un criterio legislativo che colpisca solo gli extraprofitti? Beh, ma in questo un Governo dovrebbe farsi aiutare dagli economisti. Direi che invece la Corte mostra una certa sensibilità economica proprio quando afferma il principio (in verità già enunciato in passato) della limitazione alla retroattività per via delle conseguenze che avrebbe sul piano macro. Il che giuridicamente è sicuramente discutibile ma, stando alle motivazioni, viene giustificato proprio per evitare che a risentirne siano proprio le face più deboli che verrebbero presumibilmente colpite da misure finalizzate a "sterilizzare" l'effetto sul bilancio di un effetto retroattivo della sentenza (vedasi punto 8 del considerato in diritto). Ora, noi possiamo certamente chiederci se dal punto di vista giuridico sia apprezzabile questo tipo di previsioni. Ma non possiamo dire che qui la Corte Costituzionale mostri scarsa attenzione alle questioni puramente macroeconomiche e, soprattutto, distributive. Evitare che l'imposta venisse traslata sui consumatori mi pare infine che fosse colpito affidato dalla norma stessa all'Autorità per l’energia elettrica e il gas
  4. Asterix Rispondi
    La sentenza della Corte Costituzionale è uno splendido esempio di come il diritto tributario (e la Costituzione) in Italia sia stato stravolto negli ultimi anni per ragioni di bilancio dello Stato nel silenzio assordante delle menti "illuminate"... Di come si siano usati ragioni etiche morali per imporre norme tributarie che andavano contro i principi base della nostra Costituzione (uguaglianza, capacità contributiva). Tutto questo è potuto accadere perché si è creato uno sbilanciamento a favore del potere esecutivo, che non ha trovato argini né nel Presidente della Repubblica, né nel Parlamento. Si è continuato ad utilizzare la leva della RHT per coprire vuoti di bilancio, anche quando la stessa era all'esame della Consulta. Ed oggi la Consulta ci ha spiegato che hanno pagato un imposa contraria alla nostra Costituzione del '48 non avranno diritto al rimborso a causa della regola del pareggio di bilancio, prevista dagli obblighi europei (ed incautamente inserita nella nostra Costituzione). Quindi in futuro se il Governo per rispettare i vincoli europei riesca ad introdurre, ad esempio, una tassazione straordinaria sugli uomini con la barba lunga, farla passare con la fiducia in Parlamento ed ottenere la promulgazione del Presidente della Repubblica, non sarà mai tenuto a rimborsare tali somme agli italiani, neanche nel caso la Consulta dichiari l'incostituzionalità della misura, sulla base del sacro principio "mi spiace ma il pareggio di bilancio.."
  5. marco Rispondi
    Per introdurre maggiore concorrenza non sarebbe sufficiente, da parte dello Stato, agire attraverso la compagnia petrolifera di bandiera, variando i prezzi ed evitando i cartelli oramai manifesti?