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  1. Riccardo Rossi Rispondi
    Io lavoro e ho sempre lavorato nel settore dell'energia, ora fuori dall'Italia quindi potrei avere un conflitto d'interesse, ma avendo studiato la materia da vicino credo che Lei abbia colto perfettamente nel segno. Il problema è che da più parti vengano ripetute da più o meno 5 anni quando la norma è stata introdotta. Risultati? Nessuno, perchè tanto energia, petrolio, tutti cattivi, tutti uguali grandi piccoli e se c'è qualcuno che fa giustizia con un'addizionale, ben venga. Io li chiamo specchietti per le allodole. Le faccio una domanda, crede che l'effetto di una Tobin tax sulle transazioni finanziarie possa essere molto diversa?
  2. Sergio Ascari Rispondi
    Ottimo articolo. Purtroppo la tendenza politico - regolatoria a sfidare le leggi di gravità si va diffondendo, non solo in Italia. E in parte è la reazione ad un'altra "mission impossible": pensare che i mercati al dettaglio dell'energia potessero raggiungere la concorrenza perfetta dei manuali di economia delle matricole. E' seguito l'ovvio fallimento - si hanno oligopoli, spesso collusivi o con imprese dominanti: vale per l'Italia come per l'Inghilterra. E del resto se non avessero saputo che finiva così, le imprese avrebbero alzato barriere ancora più alte, per mezzo della loro influenza sui parlamenti. In mezza Europa, non solo in Italia, si tenta di contrastarli con prezzi finali regolamentati e/o Robin Tax. Rimedi peggiori del male, in quanto aumentano l'incertezzza e scoraggiano la concorrenza e gli investimenti. In America sono stati molto più cauti nel consentire la concorrenza al dettaglio, da noi è prevalso un populismo consumeristico con poche basi scientifiche.
    • Riccardo Rossi Rispondi
      Professore, le sue considerazioni sulla concorrenza nei mercati al dettaglio potrebbero estendersi anche ad altri servizi, ma credo che un livello accettabile di concorrenza sia raggiungibile, ovviamente a condizione che il consumatore evolva: la possibilità di scegliere è una gran cosa, ma senza conoscenza serve a poco, anzi. Se invece la protezione dei consumatori si risolve con decisioni politiche e regolatorie che servono solo a ripararsi da comunicati stampa, o a pubblicarne, bè allora non andiamo lontano. I meccanismi per creare concorrenza al dettaglio e all’ingrosso esistono, ma senza fiducia non decollano. Per dirla alla 'bersanese': le rotelle alla bici di un bambino gli permettono di non cadere, ma se prima o poi non gliele togliamo, imparerà ad andare in bicicletta?
  3. Filippo Crescentini Rispondi
    Se il problema è la liberalizzazione dei mercati, possiamo avere fiducia che tra un po' sarà un problema risolto. Ritorna Bersani.
  4. enzo Rispondi
    Ma c'è davvero qualcuno che crede che Tremonti non sapesse che quella tassa sarebbe ricaduta sui consumatori? si è trattato della solita tassa occulta festeggiata dal popolo-pollo. Come dire ai porcellini : da oggi non si mangerà più bistecca di maiale ma solo salsiccia.
  5. Maurizio Cocucci Rispondi
    La differenza tra quanto accade qui in Italia e in molti Paesi democratici non è nel comportamento delle aziende, che sarebbe uguale anche in quelli più virtuosi, ma nelle autorità preposte al controllo che da noi latitano, nel caso in questione il Parlamento.
  6. Fdderico (estero) Rispondi
    Edtoriale fin troppo pacato- ed educato- quello del Prof. Scarpa, a fronte di simile... scempio. eh si, effettivamente geniale, così come del resto ingenious si sono rivelati altri provvedimenti del so-called prof. Tremonti. vero fenomeno al contrario nell'anti-paese dove tutto è esattamente l'opposto di come dovrebbe essere in un mondo ideale.