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  1. Patrik Vesan Rispondi
    Ringrazio la prof.ssa Saraceno. Quando parlavo di "testa di ponte" intendevo fare riferimento sopratutto al consolidamento di un sussidio assistenziale di disoccupazione di II livello, pensato a copertura dei limiti intrinseci della Naspi. L'attuale Asdi potrebbe anticipare l'adozione di un "vero" assegno di disoccupazione (non solo sperimentale) per tutti i jobseekers al di sotto di un certo reddito, come esiste ad esempio in Francia. Questo obiettivo non è stato raggiunto, ma se così fosse si tratterebbe di una novità rispetto alla storia del nostro paese, che può cambiare. Come forse cambierà domani rispetto al sistema delle Casse integrazioni guadagni. Se l'eventuale consolidamento di uno schema di II livello finirà con il costituire un alibi per rinviare sine die l'adozione di uno strumento di garanzia di ultima istanza (rinvio avvenuto anche quando l'Asdi non esisteva), dipenderà ovviamente da come verranno giocate le carte della politica (al di là del Jobs Act che non è incentrato sulla lotta alla povertà). Ho comunque presente i rischi di frammentazione che Lei denuncia e che mi preoccupano egualmente. Purtroppo sono ben consapevole del fatto che il nostro sistema di ammortizzatori sociali sia stato costruito per successive stratificazioni, che l’hanno reso sempre più iniquo. Ma adesso mi pare che lo sia meno, anche se il percorso finora compiuto deve essere completato. In tal senso, mi auguro che Lei si sbagli, solo perché in fondo desideriamo la stessa cosa.