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Chi decide nella scuola made in England

Continua l’analisi del sistema scolastico inglese, uno dei modelli per la proposta di riforma della scuola italiana. Il meccanismo decisionale vede al vertice un governing body elettivo, che sceglie preside e insegnanti e i loro stipendi. Le risorse dai ministeri sulla base del numero di iscritti.
LA GOVERNANCE DELLE “ACCADEMIE”
Nell’articolo precedente ho cercato di descrivere schematicamente la vita scolastica di un tipico studente inglese. In questo secondo pezzo, spero di continuare a dare il mio contributo al dibattito sulla riforma del sistema scolastico italiano, stimolato dalla proposta del Governo, cercando di spiegare i meccanismi decisionali (la governance) di quello inglese. La governance di ogni scuola è affidata interamente al governing body, responsabile per tutte le decisioni, ovviamente entro i limiti stabiliti per legge. Ha tra i 15 e i 25 membri, rappresentanti dei genitori e degli insegnanti, eletti per un dato periodo, e il preside; molto spesso ci sono altri membri, nominati dalla comunità locale, o da varie istituzioni, pubbliche o private, o co-optati dal consiglio (qui un esempio). In passato, con poche importanti eccezioni, le scuole erano controllate dalla provincia. Recenti riforme hanno offerto incentivi per la loro conversione in “accademie”, enti giuridicamente indipendenti, registrati sia come “azienda”, sia come “organizzazione di beneficienza” (e quindi soggetta alle stesse regole in termini di ispezioni, controlli e pubblicità). Nella sostanza è cambiato poco: invece di essere finanziata dalla provincia, un’accademia entra in contratti successivi con il ministero centrale e riceve fondi a seconda di una formula piuttosto complessa, ma alla cui base vi sono il numero di studenti di ogni anno e la percentuale di quelli provenienti da aree socialmente depresse. I risultati degli esami, invece, non influenzano il finanziamento. In questo rapporto preparato per il Governo, si vede (p. 14) che le scuole medie e superiori ricevono in media tra le 5mila e le 6mila sterline all’anno per studente. Una tipica scuola con 1.500 studenti degli anni 10-13, avrebbe così un bilancio tra 8 e 9 milioni di sterline (11-12 milioni di euro). Le decisioni di spesa spettano al governing body, con il vincolo che il deficit e il surplus siano limitati a una piccola percentuale del budget, per evitare trasferimenti tra studenti di anni diversi. Informazioni molto dettagliate sul modo in cui le scuole spendono questi fondi si può trovare qui. Tra l’85 e il 95 per cento del budget è generalmente speso in personale: per avere un’idea, la scuola dei miei figli ha 1.600 studenti e un centinaio di insegnanti (per lo più a tempo pieno) e altrettanti non insegnanti (molti a tempo parziale). Poco per altra amministrazione (elettricità, telefoni, spese per esami), il resto in conto capitale: dal campo di calcio, a un’aula multimediale, al rifacimento delle mense, all’acquisto di ipad o laptop per studenti e docenti.
CARRIERA E STIPENDIO DEI DOCENTI
Il governing body assume tutto il personale: direttamente per posti di dirigenza (preside, vice presidi, direttori di facoltà), per delega per insegnanti e amministrativi. Le assunzioni avvengono in seguito a un annuncio pubblicato quasi sempre in questo paywall privato; una selezione di chi fa domanda viene invitata per una visita, che include necessariamente un colloquio con un comitato costituito formalmente, spesso una breve lezione, e colloqui informali con docenti e studenti. Gli insegnati sono pagati nel complesso bene; la media è quasi 40mila sterline lorde annue (da cui van tolte 6mila sterline di Irpef e 2mila, opzionali, per la generosa pensione privata). Bonus e avanzamenti accelerati di carriera sono decisi dal governing body (che ovviamente delega tranne che per il preside e i vice-presidi), e sono meno frequenti, ma più generosi di quelli suggeriti dal rapporto del Governo italiano. È difficile confrontare direttamente gli stipendi tra i due paesi, in quanto molti insegnanti in Inghilterra ottengono promozioni a direttore di facoltà, direttore di anno, assistente preside, vice-preside, preside. Queste promozioni si traducono in aumenti di stipendio, dato che la dirigenza è ben retribuita: le ultime cifre ufficiali indicano che circa 900 presidi sono pagati più di 100mila sterline (130mila euro). Il sistema di assunzione funziona, dato che i posti vacanti sono tra lo 0,1 e lo 0,2 per cento. Il governing body ha anche l’autorità di licenziare il preside (e i vice-presidi) la cui performance è insufficiente, o per altri validi motivi. Ciò avviene con frequenza sufficiente a interessare la stampa locale, quella nazionale solo di tanto in tanto. Perdite di posti di lavoro avvengono anche per riduzione del numero complessivo di studenti, per cambiamenti in quello che vogliono studiare e per riduzione dei fondi disponibili: le scuole e i docenti, se possono, preferiscono ovviamente ridurre l’organico con pre-pensionamenti o dimissioni volontarie, ma se ciò non è sufficiente, si mettono in atto le stesse procedure di licenziamento (redundancies) in vigore per il settore privato. Un insegnante che perde il posto di lavoro non viene paracadutato in un’altra scuola, ma ha gli stessi diritti e doveri di un dipendente di un supermercato che perde il lavoro per la chiusura della sua sede. Il governing body decide quali materie insegnare, e come. Non esiste un orario “ministeriale”: una scuola può dedicare più tempo alla matematica perché ritiene che ce ne sia bisogno, o organizzare lezioni addizionali per gli studenti più deboli, o per quelli più bravi. Il governing body decide se accettare o meno le condizioni sindacali stabilite da contrattazioni collettive nazionali. Decide i criteri di ammissione degli studenti se la domanda eccede il numero di posti; un fattore importante è quasi sempre dove abita la famiglia e se un ragazzo ha fratelli già nella scuola, ma altri criteri frequenti sono l’esito di un esame o altre misure del talento, o l’appartenenza a una religione: circa il 40 per cento delle scuole elementari sono religiose (in prevalenza anglicane o cattoliche, poche ebraiche, musulmane, indù, sikh, e così via), e come tali possono restringere l’ammissione a studenti provenienti da famiglie religiose.
UN’AGENZIA INDIPENDENTE PER LE ISPEZIONI
Le scuole sono ispezionate da un’agenzia indipendente dal governo, Ofsted, i cui rapporti sono pubblici. Il rapporto copre sia la didattica, sia la governance, sia l’atmosfera generale della scuola: gli ispettori osservano lezioni, parlano con gli studenti, con i genitori, con i docenti, con i membri del governing body. In passato, l’ispezione era annunciata con largo anticipo, creando così mesi di fervore e di decisioni tattiche; ora la telefonata che annuncia l’ispezione avviene il pomeriggio del giorno prima. Il rapporto giudica con voto da 1 a 4 i vari aspetti, individua aree di debolezza e assegna un voto generale: all’80 per cento delle scuole viene dato uno dei due voti più alti. Scuole considerate “insufficienti”, vengono sottoposte a misure speciali, e in casi estremi possono venire chiuse. Un’ultima nota: i siti web delle scuole e i giornalini che vengono stampati e distribuiti a genitori, studenti potenziali ed ex-allievi sono pieni di fotografie di studenti, in gruppo, sorridenti, o impegnati in attività didattiche o sportive; non esiste in Inghilterra l’assurda avversione italiana alla pubblicazione di fotografie di minorenni, e sia ai genitori sia ai ragazzi fa sempre molto piacere vedere la propria foto resa pubblica in questo modo.

Leggi anche:  Sull’istruzione universitaria il Pnrr è dispersivo

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12 commenti

  1. antonio gasperi

    Interessante, per esempio il fatto che, nonostante l’oculata gestione finanziaria, pare che gli insegnanti, quelli che se lo meritano, guadagnano molto di più degli analoghi nostri, che evidentemente lo fanno per la gloria.
    Tutttavia, perchè ostinarsi a prendere ispirazione dal modello inglese, quando il nostro per cultura, tradizione, istituzioni potrebbe applicare alcune migliorie traendole dai modelli tedesco francese o anche spagnolo?

    • Rainbow

      Peró possono essere anche licenziati,e le scuole che non funzionano vengono chiuse! L’insegnante licenziato non viene spostato in un’altra scuola,ma ” ha gli stessi diritti di un operatore di un supermercato”! Esiste un sistema di controlli seri,e rigorosi che rendono il sistema ” meritocratico”. Se queste cose venissero fatte in Italia,ci sarebbe una rivolta nel mondo della scuola che paralizzerebbe tutto il settore! La meritocrazia non fa parte del DNA del ns paese!

      • antonio gasperi

        esatto caro “arcobaleno”: sei forse uno di quei pochi fortunati italiani che lavorano in un’azienda meritocratica? quanto alla grande bellezza del sistema scolastico anglosassone, non mi risulta poi che la scuola degli enti pubblici (da non confondersi con la public school) produca queste “eccellenze”

        • Francesco zucconi

          Infatti il sistema scolastico anglosassone fa mediamente schifo.
          È un sistema terribilmente classista. Inoltre vi raccomando la mobilità sociale britannica.

          • romano casalini

            Concordo pienamente . In GB solo chi ha i soldi puo’ accedere ad una vera istruzione e la scuola pubblica paragonata alla nostra fa pena . Chi puo’ manda i figli gia’ dalle elementari alla scuola privata .. dovremmo smetterla di sputarci addosso solo per inseguire la perfida abitudine di spargere negativita’ a tutti i costi . Basta !!

  2. vinicio giuseppin

    Interessante è che i controllori dell’efficienza della scuola sono indipendenti come quelli che organizzano gli esami anche con la scelta dei contenuti delle prove.Una domanda:esiste una graduatoria nazionale degli ispettori e come lo si diventa?
    Rilevante anche i gruppi di allievi per abilità dimostrata relativamente ad un anno di un curriculum disciplinare.Il che significa che il lavoro di programmazione dei contenuti e la distribuzione dei tempi delle esperienze e degli strumenti didattici sono

    • Gianni De Fraja

      Ofsted, l’ispettorato nazionale, assume ispettori a tempo pieno. Per essere assunti, e’ necessario avere rilevante esperienza (spesso insegnanti diventano ispettori ma non solo). In ogni ispezione c’e’ un “lay inspector”, un non-professionista, che riceve solo le spese.

  3. vinicio giuseppin

    I gruppi di livello dimostra comunque che il lavoro preliminare di programmazione dei contenuti,dei mezzi didattici e delle esperienze è notevole e per forza deve essere professionale.Tuttavia una domanda:come viene costituita la commissione che valuta i meriti del personale scolastico e da chi è costituita?Anche questi membri sono indipendenti dal sistema scolastico generale e chi li paga?

    • Gianni De Fraja

      Importante domanda. Lo statuto della scuola determina la composizione e le regole del nucleo di valutazione del preside. Tipicamente, ci sono tre membri del governing body (non rappresentanti dei docenti, a volte incluso, a volte esplicitamente escluso il presidente del governing body), assistiti da un eserto esterno, che e’ spesso un consulente indipendente (quindi pagato), o puo’ essere un ufficiale del provveditorato. Nella sua ispezione, OFSTED commenta anche sulla validita’ del processo di valutazione.

  4. sergio firpo

    ho visitato per due anni scuole inglesi e sostanzialmente l’analisi del prof De Fraja è corretta.Ha dimenticato di sottolineare che: il personale non docente non in tutte le scuole è cosi numeroso come dice (la mia,una grammar school, aveva tre amministrativi,un portinaio,un assistente tecnico con circa 900 alunni,la ricerca dei docenti e dei tecnici e capi istituto è fatta anche tramite stampa quotidiana,non esiste un esame di maturità nazionale ma è definito dagli ispettori area per area dopo avere consultato le singole scuole,il personale scolastico ha ottimi stipendi anche perchè la pensione è a carico dello stesso tranne quote irrisorie definite dallo stato.i docenti hanno spazi comuni e spesso individuali,le ore di lezione in genere vanno dalle 9 alle 16 (mensa compresa),tuttavia hanno spesso compiti da svolgere presso proprio domicilio(compiti,preparazione lezioni ecc.).se lo si desidera posso raccontare come si svolge l’esame di maturità.

  5. Renato

    Il sistema anglosassone, sicuramente e’ tarato per il “sistema sociale” anglosassone. Il la vera differenza sta nel fatto che la macchina scolastica anglosassone , e’ inserita in un sistema sociale, che si e’ evoluto nei secoli ed ha raggiunto , oggi, una funzionalita’ ottimale per il modello sociale cui fa riferimento. Ora non riesco a capire, come sarebbe possibile inserire gli istituti di quel sistema in quello italiano, considerando le enormi differenze tra il diritto del lavoro italiano e quello inglese, come pure tra i due sistemi contabili e decisionali. Sarebbe come montare un ricambio fiat su un motore opel. in italia sono da modificare i “fondamentali “, piano ma con la massima convinzione/caparbieta.

    • Giovanni Teofilatto

      Le dinamiche evolutive dell’uomo e della donna richiedono fasi di lungo periodo di apprensione dell’oggetto di studio e di lavoro dato poi l’ambiente economico di breve periodo causa intervento delle ore lavoro di dinamica salariale premessa della crescita del P.I.L. Una misura di politica pubblica di espansione della spesa pubblica e in particolare per l’istruzione è condizione necessaria per lo sviluppo del reddito da lavoro e condizione sufficiente per una maggiore dose di tranquillità sociale fondamentale soprattutto in un’economia immersa nel progresso continuo scientifico culturale umanistico e da non ultimo il progresso tecnologico in garanzia di fondi di investimento comuni di ricchezza nazionale di partecipazione in una stessa economia non afflitta da scontro politico e ovviamente bellico ma in difesa del potere di acquisto come sono le aspettative di tutte e tutti..

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