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  1. Fiorella Rispondi
    Volevo integrare la presentazione del percorso scolastico inglese, chiarissimo, con l'indicazione che, in Uk, numerose scuole propongono per gli ultimi due anni di High School non gli A level ma l'Internationatl Baccalaureate. Ne esiste qualcuna anche in Italia, molto poche. Il corso di due anni permette allo studente di scegliere 6 materie, 3 a livello High e 3 Standard. Ci sono dei vincoli nella composizione del curriculum, affinché tutte le aree di insegnamento siano presenti (pur con diversi livelli di approfondimento). A queste 6 materie si aggiunge Theory of Knowledge, simile a epistemologia, e lo svolgimento di attività diciamo socialmente utili, come una sorta di educazione alla cittadinanza. Alla fine del cicli si ottiene un diploma riconosciuto sostanzialmente in tutte le università del mondo, Italia compresa. Speravo la riforma di Renzi si indirizzasse verso questo percorso, che sto sperimentando indirettamente attraverso mio figlio e che mi pare molto ben concepito, ma dall'intervista di stamane sul Corriere al ministro Giannini ho letto che la specializzazione negli ultimi anni delle superiori non parte. I ragazzi continueranno a studiare troppe materie, molte a livello di infarinatura generale, senza la possibilità di approfondire i loro interessi e i loro talenti e di abbandonare quelle discipline, comunque studiate fino a 16 anni, che non li interessano più.
  2. vinicio giuseppin Rispondi
    Chi è delegato all'aggiornamento degli insegnanti e alla loro formazione?Ci sono graduatorie nazionali o regionali?
  3. Giacomo Rispondi
    Si può essere d'accordo sul fatto che il modello inglese ti stimoli e responsabilizzi molto lasciandoti scegliere i corsi da frequentare ed orientandoti, almeno mentalmente, alla carriera sin da molto giovani. C'è da considerare però un aspetto molto negativo, che mi è stato riferito da molte persone care e fidate provenienti da diversi ceti sociali conosciute in questi 4 anni vissuti in Inghilterra. La distinzione indicata nella tabella in alto tra "middle school" e "high school" è molto spesso inesistente in termini di istituto che eroga il servizio, per cui si trovano bambini di 12 anni (anno 7) nello stesso istituto di quasi-adulti di 16 o anche 18 anni. Ciò è inaccettabile dal punto di vista della formazione del giovane 12enne, che molto spesso si trova ad avere influenze negative e tentazioni da parte dei più grandi. Non a caso, l' Inghilterra è (assieme all'Ungheria se non sbaglio) il paese con il tasso di gravidanze di molto giovani più alto d'Europa, giusto per dare un indice. Chiunque fosse a conoscenza di più studi su questa materia mi farebbe un gran piacere, è da molto che cerco supporto scientifico a queste tesi.
  4. Gianni De Fraja Rispondi
    In realta’ il percorso formative e’ sostanzialmente indifferenziato fino a 16 anni (cioe’ per i primi 11 anni di formazione). Dico sostanzialmente, perche’ negli ultimi anni dell’obbligo c’e’ possibilita’ di scegliere qualche materia (fare fotografia invece che storia, tecnologia del cibo invece che una seconda lingua straniera). E’ senz’altro vero che l’estrazione socio-economica determina la possibilita’ di andare all’universita’: in molte scuole e’ debole la cultura dell’instillare ambizione negli studenti capaci, vuoi per motivi ideologici, vuoi perche’ i problemi causati dall’arretratezza socio-economica sono piu’ pressanti. L’azione congiunta di scuole e universita’, ha comunque sostanzialmente migliorato l’accesso rispetto a venti-trenta anni fa: oggi penso siano pochissime le scuole dove agli studenti migliori non e’ suggerito di far domanda di ammissione all’universita’, suggerimento rafforzato da aiuti pratici, anche economici (visite pagate agli “open day” di qualche universita’, con informazioni, supporto organizzativo, eccetera.
  5. stefano delbene Rispondi
    Qualcuno mi spieghi come sia possibile che da tutta questa "varietà" poi si possa arrivare ad un giudizio finale basato su prove uguali: evidentemente questa variabilità di materie e programmi non ha come obiettivo quello di formare persone che sviluppino talenti diversi rispettando le attitudini di ciacsuno, quanto creare dei percorsi differenziati sin dai primi anni di studio, che poreteranno solo una minoranza ad accedere ad una formazione superiore e quindi alle alte carriere. sarebe interessare confrontare i dati di profitto con l'estrazione socio-economica degli studenti. E non vale neppure dire che in UK vi siano più laureati che in Italia, dovuto soprattutto alla scarsità di mezzi di cui dispone la scuola italiana nel sostenere il percorso dei ragazzi/e. In Italia uno ragazzo, di condizione socio-economica modesta che ha fatto l'IPSIA può laurearsi in Fisica ed andare ad insegnare a Stanford: mi chiedo se una cosa del genere potrebbe succedere con il sistema britannico.
  6. Michi Rispondi
    Commento di un ragazzo del liceo dall'Australia: "Molto interessante, vero? A mio parere, con esperienza nelle due scuole, dico che il modello inglese è molto più stimolante ed intuitivo di quello italiano e molto meno stressante. Tutto il materiale (qualunque cosa) può essere fornito allo studente dalla scuola. Strumenti di ricerca e studi sono avanzati ed efficienti e sono a disposizione degli studenti. L' idea di una classe per professore è ottima perché non richiede "il laboratorio di scienze" o quello "di informatica" che in 3 anni di liceo credo sia stato usato dalla mia classe 4-5 volte (spesso uno spreco di tempo perché venendoci raramente i professori non sanno neanche dove è il materiale). Dicevo, ogni professore ha una classe destinata allo studio della sua materia e spesso porta da casa i suoi strumenti per fargli usare agli studenti. Quindi si ha molto da fare manualmente è si ha reale esperienza di quello che si studia e questo aumenta la curiosità e aiuta a ricordare. Al contrario in italia, il 99.9999% di quello che si studia e puramente assolutamente e insopportabilmente teorico. E con tutto quello che si studia di teoria in Italia si dimentica quasi subito il 90% di quello che si e' fatto. Anche se in Inghilterra o Australia si studiasse il 10% di quello che si studia in Italia i risultati sarebbero simili perché gli studenti ricordano tutto (anche perché si ripete tutto ogni anno aggiungendo qualcosa)"
  7. antonio gasperi Rispondi
    ..se ne deduce che " A mano a mano che il percorso scolastico prosegue, la differenziazione può diventare più formale: negli anni 10-11, gli ultimi dell’obbligo, i programmi di molte materie sono nettamente distinti da classe a classe: una classe studia per ottenere A* e A in matematica, e allo stesso tempo, in un’altra classe, l’insegnante cerca di far ottenere il voto minimo di C ai suoi studenti" serve sostanzialmente a selezionare i docenti. A tal proposito è curioso osservare l'andamento dei risultati GCSE: partendo da matematica dove seguono quasi perfettamente una gaussiana centrata sulla sufficienza, sarà un caso che gli inglesi sono più versati nelle scienze "dure" mentre faticono sul versante "artistico"?
    • Pasquale Andreozzi Rispondi
      Sarà interessante leggere il seguito in riferimento alla governance...noi avevamo avuto l'occasione "Berlinguer" che rivedeva completamente i cicli, cercava di rendere più flessibile e, allo stesso tempo, unitaria l'istruzione e la formazione...via, senza mitizzare il sistema scolastico della GB, di cui leggo numerose e fondate critiche sul G.In effetti, però, l'organizzazione descritta nell'articolo la si ritrova anche in altri sistemi scolastici, con ottimi riscontri nelle classificazioni internazionali. Vista così, comunque, il tema/problema per l'Italia è sempre quello: fuoriuscire dall'era gentiliana, per passare ad un sistema scolastico unitario e perciò inclusivo, che, innanzitutto, abbia al centro l'utilità e la scelta da parte dello studente. E cioè un sistema con un'architettura molto diversa dall'astrusità (non pensata) stratificatasi nel disegno istituzionale italiano (vedi la ripartizione - si fa per dire - dei compiti tra Stato, Regioni, Province e Comuni, con lo strascico pletorico di norme primarie, secondarie, sub sub qualcosa, fino alle circolari e note ecc.). Perciò, spero di non essere troppo sconfortato dal contenuto del prossimo articolo a proposito di organizzazione, selezione, valutazione e democrazia interna.