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  1. Stefano Lombardi Rispondi

    Buongiorno, a parte la buona fede con cui può essere stata pensata la politica fiscale, ciò che mi chiedo é: la teoria economica non aiuta a prevedere gli effetti delle accise su determinati beni? Alla luce delle previsioni, non sarebbe stato utile chiedersi "che cosa si potrebbe fare per rendere questa politica realmente effettiva?" (vedi dei controlli realmente utili). Non era in alcun modo prevedibile che se il prezzo del petrolio fosse decresciuto, quello della benzina lo avrebbe fatto con qualche periodo di ritardo per rifarsi della extra tassazione? (a tal riguardo qualche tempo fa, purtroppo non ho modo di citare la data, è uscito su repubblica un articolo che sosteneva, dati alla mano, esattamente questo). Rispetto all'ultima domanda io penso che la risposta sia: sì, era ampiamente prevedibile. E quindi il cuore della politica fiscale sarebbe dovuto essere il "come fare per impedire che ciò accada". Un ministro dell'economia, a mio parere, ha il dovere di ragionare in questo modo, se no ciò che rimane è la parola "Robin", che, certo suona bene per la massa...

  2. franco Rispondi

    Aldilà dei numeri, qualcuno ancora crede che uno o l'altro Governo possa risolvere i problemi di questo Paese senza passare per una strettoia comune e unica che è : "sangue", morte e dolori! Vorrei dire agli illusi del "federalismo fiscale che sistemerà tutto", dopo cosa ci sarà? Orde di "disperati" che dal Molise tentano di raggiungere l'Emilia Romagna in cerca di una vita migliore?Sarebbe da spiegare alle persone come si crea la ricchezza e già questo basterebbe per dissolvere in un attimo la barzelletta del Federalismo (compreso quello fiscale). Oppure basterebbe avere un pò di onesta memoria di questo Paese per valutare meglio il futuro. Ma le case senza fondamenta non si reggono, così come i popoli senza memoria non hanno futuro.

  3. Paolo Landi Rispondi

    Sono gli azionisti delle grandi sorelle petrolifere? Prendiamo a riferimento il luglio 2007, quando il barile ha cominciato la sua corsa dai 70 ai 150 dollari il barile. Da allora l'ENI ha perso il 22% della sua quotazione al MI, Exxon Mobil e Royal Dutch Shell hanno più o meno le stesse quotazioni di allora, ma in dollari e sterline che si sono robustamente svalutate. Insomma alcuni "grandi petrolieri" non ci hanno mica guadagnato dal boom del barile. Lo stato invece tra le imposte che preleva in forma percentuale (ad esempio l'IVA) ha sicuramente rimpinguato il gettito fiscale senza spiegarci come lo ha destinato. Quindi: chi specula sugli speculatori?

  4. Giuseppe Rispondi

    Ho letto attentamente l'interessante articolo e devo ammettere che su molte questioni il mio punto di vista diverge in modo netto da quello delle autrici. Le misure in materia fiscale, attuate dal governo, abolizione dell'ici e dettassazione degli straordinari sono misure positive ed efficenti. Ritengo che la completa abolizione dell'ici sulla prima casa sia un'importante agevolazione per le famiglie italiane, in primis le meno agiate. La detassazione degli straordinari è una misura sperimentale, di inbubbi vantaggi per i lavoratori, in particolar modo per gli operai, e credo che questa sia l'unica via per rendere più pesanti le loro buste paga, vista l'impossibilità attuale, al di là delle demagogiche dichiarazioni del leader dell'opposizione. Chiaramente sono misure che richiedono una copertura finanziaria, che il ministro dell'economia Tremonti mira a realizzare tramite una misura fiscale che possa comunque rappresentare un ulteriore vantaggio per i ceti meno abbienti, quale è la Robin Hood tax. I vantaggi, che a mio avviso sono palesi, sono questi:incremento delle entrate per lo Stato facendo leva su contarenti forti, ed allo stesso tempo possibilità di intervenire in modo in modo rapido e concreto per i ceti bisognosi, in quanto il sistema non si crea e non si modifica in un mese, ma piccoli e immediati miglioramenti vanno fatti. se si pensa che imposte sugli extra-profitti possano essere traslati, bhè allora tassiamo a vita gli operai, che non hanno il potere di scaricare su altri. La riduzione delle tasse può essere raggiunta solo con il federalismo fiscale, oggi come oggi, con il deficit attuale. La pressione fiscale, per cui, non va inasprita in modo indiscriminato, cioè su tutti, ma in modo discrezionale, la lotta agli speculatori rappresenta l'inizio, il primo passo verso la realizzazione di un sistema economico più equo e più vicino ai consumatori ed alle loro esigenze.

  5. enrico Rispondi

    Vorrei innanziutto ringraziare le autrici per il brillante contributo al dibattito. Senza entrare in tecnicismi, mi sembra che non sia in linea con una cultura liberista tassare di più alcune imprese perchè solo perchè hanno avuto l'idea di investire in un settore che si è rivelato profittevole, soprattutto perchè si trattano gli utili, che dovrebbero essere il frutto non solo dell'idea, ma anche della gestione dell'impresa. In effetti, se si pensa che lo stato partecipa, in modo molto opaco, alle perdite degli (alcuni e ben definiti) imprenditori che hanno avuto cattive idee, il discorso torna. Per concludere, pensare che questo trattamento è stato riservato alle odiate imprese petrolifere e alle odiate banche e non alle amate autostrade (come argutamente osservato dalle autrici) alimenta, infine, alcuni indicibili sospetti, peraltro gli stessi che sono recentemente venuti all'autorità antitrust.

  6. Luciano Sonaglia Rispondi

    Non vorrei sbagliarmi, ma Colui che ha avuto questa idea è per caso lo stesso che l'ex governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio aveva definito in un'occsaione " esperto di paradisi fiscali" ? Se fosse così probabilmante un piccolo aiuto al dissesto delle nostre finanze lo ha dato anche Lui. Complimenti per l'ottimo lavoro che aiuta a conoscere alcuni argomenti anche ai non addetti ai lavori. Grazie

  7. Andrea Ruini Rispondi

    Se Robin Hood è rimasto a Sherwood è anche perchè l'Italia si è impegnata ad azzerare il deficit in un orizzonte temporale molto ravvicinato. Se l'obiettivo non è più stare sotto il 3 per cento di deficit, ma arrivare allo zero, è evidente che gli spazi per la politica di bilancio si riducono drasticamente. Difficile in particolare tagliare le tasse. Anche perchè è difficile tagliare la spesa per interessi, a causa della nostra carenza infrastrutturale, e difficile è anche tagliare la spesa corrente, perchè le inefficienze della pubblica amministrazione richiedono una cura che avrà effetti, se li avrà, nel medio-lungo periodo. A meno che l'economia torni a crescere al 2-3 per cento: ma adesso sembra un miraggio. Però non è colpa di Robin Hood.

  8. Roberto Rispondi

    Ormai parliamo di una guerra tra poveri, Tremonti finge di avere idee geniali mentre il Governatore Draghi finge di strapparsi le vesti in nome delle banche, ma ancora nessuno e ripeto nessuno sa chi pagherà cosa. Mi sembra lo stesso stile utilizzato da Brunetta, (che sembra serio, pieno di idee e convinto di quello che dice) predica bene e razzola male.. staremo a vedere. Grazie e buon lavoro

  9. marco Rispondi
    ...non capisco perchè non vi riesca mai una valutazione obiettiva non influenzata da convicimenti politici ed ideologici. Come al solito le vostre riflessioni sono sempre le stesse ossia: sì ok la robin tax è culturalmente corretta però mi viene da pensare siccome sono di sinistra e non l'ha proposta il "buon" governo Prodi, non va bene perchè si ridistribuisce troppo poco... Il taglio ICI è virtuoso quando fatto dal governo Prodi, deleterio se il governo Berlusconi decide di cancellarla, ah ma questa è una cambiale elettorale del governo fascista populista pagata agli elettori, peccato invece non sottolineare la giustezza di questo provvedimento che cancella una tassa odiosa di possesso di carattere socialista. Di cui occorre sottolinearlo ne beneficieranno soprattutto le fasce meno abbienti. Io prima di esprimere giudizi tranchant aspetteri la discusione del DPEF in sede parlamentare, tutto è migliorabile ma il processo alle intenzione, per altro a mio modo di vedere positive, non sono intellettualmente corrette. Grazie per l'ospitalità.
    • La redazione Rispondi

      Nel nostro contributo non sosteniamo che la Robin tax sia culturalmente corretta. Al contrario, diciamo che non è né efficiente, né equa. Non abbiamo esitato, a differenza di quanto sostiene il lettore, a criticare il governo Prodi per la riduzione dell'Ici sulla prima casa (gli articoli sull'argomento usciti su la voce sono tantissimi, ma per limitarci a citarne uno che riporta la nostra opinione, il lettore può vedere: LA SCOMMESSA DELLA POLITICA FISCALE, 29.01.2008. Non abbiamo mai sostenuto, dunque, che eliminare l'Ici sulla prima casa sia stato un bene per la parte fatta dal governo Prodi e un male per quella fatta dal governo Berlusconi. Riteniamo che intervenire sull'ICI sia stato comunque un errore. La completa abolizione dell'ICI prima casa attuata dal governo Berlusconi peggiora però le cose, soprattutto perché accentua fortemente gli effetti redistributivi negativi dell'intervento.
      L'accusa di "ideologia" va per la maggiore e non ci meraviglia ma andrebbe meglio circostanziata.

  10. Francesco Rispondi

    I cittadini italiani sono notoriamente, storicamente e visceralmente refrattari al rispetto delle leggi. In Italia persistono alti percentuali di trasgressione ai limiti di velocità, all'obbligo di allacciare le cinture, di portare il casco in moto e di abusivismo edilizio senza pari nel resto del modo civilizzto, di un grado di evasione fiscale vergognoso per un paese del G8, nonostante sanzioni pecuniarie (e in qualche caso di reclusione) alquanto robuste. Ciò detto, occorre essere assai ottimisti per pensare che le società colpite dalla cd. Robin Hood Tax rispettino l'obbligo di non traslare l'onere sul cliente/consumatore. Tant'è che il divieto non è neppure corredato di qualsivoglia sanzione. In compenso all'Agenzia Energia è attribuito il compito di vigilare sul rispetto del divieto. Tutt'al più l'Agenzia poi riferirà al Parlamento. Non male come contributo per contenere l'inflazione. Poi sentiremo il nostro Ministro delle Finanze accusare la BCE, rea di aver aumentato il tasso di riferimento e di aver cosi reso più difficile la vita agli italiani. Con buona pace dei consumatori. Cordiali saluti. Francesco

    • La redazione Rispondi

      Non è l'Agenzia delle Entrate che deve vigilare sulla non traslazione della Robin Tax sui prezzi, ma l'autorità per l'energia elettrica e il gas (d.l. 112 /08, art. 81 comma 18). Le possibilità però sono molto limitate, come ha ben spiegato l'articolo di Carlo Scarpa. Ma guardi anche la relazione dell'Autorità dell'energia presentata pochi giorni fa alla Camera. Va inoltre ricordato che il divieto di traslazione non si applica a quella parte della Robin tax che grava su banche e assicurazioni, che restano perciò libere di far pagare di più correntisti, mutuatari e assicurati.
      D'altro canto, è la prima volta (a quanto ci risulta) che si tenta di regolare per legge un fenomeno economico, come la traslazione di un'imposta che non è per nulla "vecchia ideologia". A meno fino a che saremo in un libero mercato, senza prezzi fissati per legge o in via amministrativa!

  11. Ireneo Rispondi

    Ma un governo pseudo-democratico e populista, cosa volete ...che stia dalla parte dei meno abbienti, ovvero la maggioranza, ormai?! Finché la popolazione autoctona, non si compatterà il "nemico" (governo) farà quello che vuole, impunemente. Ma, prima o poi, i conti, devono tornare e allora, vi sarà la... resa!

  12. giuseppe faricella Rispondi

    Quello che chiedo alle autrici dell'articolo (o a chiunque sappia e voglia rispondermi) è: 1) gli inasprimenti riguardano anche le bcc? 2) questi provvedimenti, ledendo di fatto il principio di neutralità della PA in base a principi apparentemente non razionali, non espone l'Amministrazione finanziaria dello Stato a possibili future controversie, anche ed eventualmente riguardanti profili di illegittimità costituzionale? grazie e complimenti per il lavoro di controllo democratico che svolgete.

    • La redazione Rispondi

      Tutte le banche sono assoggettate alle restrizioni nelle deducibilità previste nel decreto.
      Le differenze fra banche e altre imprese riguardano la definizione della base imponibile. Si tratta di differenze di trattamento generalmente considerate ammissibili, ma dovrebbero avere una giustificazione chiara.

  13. Rodolfo Vanzini Rispondi
    "Robin Hood è rimasto a Sherwood" è senz'altro un esempio di cura e attenzione ai dettagli che spesso mancano negli articoli della stampa di grande tiratura. Grazie.