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  1. Luigi Rispondi

    In merito al dibattito se sia o meno opportuno prevedere un salario minimo ai lavoratori subordinati vorrei ricordare una norma che, di fatto, viene tranquillamente calpestata. Si tratta dell’art 36 della Costituzione che, per comodità del lettore, qui trascrivo: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Se la così detta crisi della quarta settimana ha un suo fondamento appare evidente che nella definizione dei livelli retributivi non ha trovato applicazione la norma Costituzionale sopra richiamata.

  2. LM Rispondi

    Credo invece che la proposta del Prof. Boeri sia assolutamente condivisibile, a condizione che tale misura si accompagni immediatamente con la necessaria riforma degli ammortizzatori sociali volta a tutelare il lavoratore flessibile non solo sul posto di lavoro, cioè proprio come si intende fare con il salario minimo, ma anche (e soprattutto) nel mercato del lavoro (vedi: Statuto dei lavori). Non credo sarebbe utile altrimenti un unico mero intervento di integrazione del salario minimo da parte dello Stato...ciò potrebbe significare sussidiare la precarietà senza eliminarne gli abusi e senza avviare processi virtuosi di aumento della qualità del lavoro. In un Italia con salario minimo garantito per legge è chiaro che a quel punto non sarebbe più prorogabile la decisione di riformare gli ammortizzatori sociali in senso universalistico. ...ma per quella sembra quasi che vi sia sempre tempo a disposizione...sono i soldi forse quelli che mancano...

  3. Ciro Moretti Rispondi
    Il salario minimo già esiste in tutti i contrratti collettivi. Che senso ha aggiungerne uno ulteriore? Teniamo presente che i salari minimi già presenti nei contratti collettivi sono molto bassi e spesso al limite della povertà. Pensare di ridurli ulterioremente per incentivare le assunzioni è solo un portare il salario minimo a livello pressochè nullo. La differenziazione per aree già avviene ed è sottogli occhi di tutti. Da decenni esiste il superminimo individuale che in alcune zone è nullo e per altre è molte volte superiore allo stipendio legato a quel livello. Aggiungere un ulteriore livello minimo se ulteriormente inferiore sarebbe dannoso e se fosse simile a quello contrattuale sarebbe inutile.