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  1. SuperMario Rispondi
    Sarebbe stato più illuminante fare una sorta di bilancia dei pagamenti del crimine esportato dagli italiani nel mondo e di quello importato dal resto del mondo in italia. Temo che l'Italia vanterebbe un surplus di bilancia della criminalità. L'articolo dovrebbe anche dire che c è un doppio livello di autoselezione degli stranieri, primo, quelli che lasciano il paese di origine sono quelli che stanno peggio, secondo, chi è intenzionato a delinquere sceglie di farlo in Italia che è il regno dell'impunità e non in Germania. Ad ogni modo, l'articolo ha un focus troppo ristretto e rischia di essere strumentalizzato.
  2. Alberto Rispondi
    Gli autori potrebbero spiegare perché la frazione di omicidi imputabili agli stranieri resti pressoché costante negli anni, benché gli immigrati siano aumentati di molto. In altri studi si dimostra come la maggiore delittuosità degli stranieri si spieghi con una età media molto inferiore rispetto a quella degli italiani. Complimenti per il bello studio.
  3. Aldo Rispondi
    Nei commenti vedo numerosi "richiami all'oggettività dei dati", oppure affermazioni del tipo "ora che avremo le armi libere, che strage sarà" etc. etc. In realtà, sia nell'articolo che nei commenti, c'è una sorta di "convitato di pietra": la criminalità organizzata. Che da alcuni uccide molto meno (o quasi nulla). Questo fattore da solo "tira giù" le statistiche di un bel po'. Al di là di questo, è assolutamento "oggettivo" il fatto che l'immigrazione incontrollata e massiccia degli ultimi anni abbia creato una situazione intollerabile.
  4. Honorius Rispondi
    Qui si parla solo di omicidi, ma ci sono molti altri tipi di reati in cui gli immigrati "eccellono". L'autore dovrebbe consultare il Sole 24 ore del 28 settembre 2017, che riporta la situazione complessiva fornita dal Ministero degli Interni (ministro Minniti).
  5. Giuseppe Imbalzano Rispondi
    Grazie per il lavoro e per un impegno importante su un argomento su cui non si discute ma si creano solo congetture giornalistiche (siamo tra i primi al mondo per le valutazioni soggettive e non oggettive- con 1100 morti all'anno per incidenti motociclistici il primo atto sono i sedili allarmati per bambini abbandonati in macchina (e anche gli incidenti per erronea modalità di trasporto in autovettura, bicicletta, moto, dei bambini sono molto più numerosi e gravi)). I numeri degli omicidi, oggi, sono molto piccoli (speriamo nella liberalizzazione della acquisizione delle armi, anche da guerra con mimetica, visti i sottosegretari) e le motivazioni (facile acquisizione di disponibilità come mano d'opera) sono determinati anche da flussi specifici in entrata. La riduzione del tasso di omicidi è molto significativa ed è elemento che prevale in una valutazione dove le azioni sono dei singoli. Se l'80% degli stranieri sono senza permesso di soggiorno, nel combinato disposto del nostro sistema di accoglienza mantenere questo modello non favorisce certo l'integrazione e la riduzione dei reati da parte di questi soggetti. Quanti stranieri hanno preso la cittadinanza? Altra questione, il livello socio culturale ed economico e il confronto statistico tra queste popolazioni stanziali/ immigrate. Poi una verifica nord sud per gli italiani potrebbe, sempre in una visione puramente statistica, mostrare qualche segno di diversità rispetto al territorio di riferimento.
  6. Francesco Calderoni Rispondi
    Analisi interessante perchè riporta certi temi fortemente politicizzati sul piano del dibattito empirico. Alcune osservazioni: - sarebbe utile controllare per l'età e il genere della popolazione, poichè la probabilità di commettere un omicidio varia molto durante la vita (+ giovani + omicidi) e secondo il genere (+maschi + omicidi). La popolazione straniera è mediamente più giovane di quella italiana e la distribuzione per genere varia per le diverse nazionalità. Focalizzandosi su individui "attivi" per quanto riguarda la criminalità (per esempio 15-50 anni), il rapporto tra italiani e stranieri cambierebbe. - c'è inoltre il problema degli stranieri irregolari (non rilevati dalle statistiche). Questi però commettono reati che sono rilevati e alzano i quozienti per gli stranieri. - sebbene più intuitivo non condivido l'uso di percentuali e valori assoluti. Per confrontare fenomeni con popolazione di riferimento diversa sarebbe opportuno usare il tasso per 100.000 persone. - Le analisi sopra suggerite porterebbero a una riduzione della differenza di omicidi tra italiani e stranieri, anche se questi ultimi probabilmente resterrebbero superiori. - Il titolo e l'occhiello dell'articolo sono corretti, sui social invece la diffusione è stata effettuata con titoli molto più fuorvianti
  7. Giacomo Rispondi
    Mi piace questo articolo che ha un approccio molto oggettivo e basato sui dati, senza partire con una tesi precostituita, come altri hanno invece e purtroppo cominciato a fare, anche sulla Voce