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  1. Mario F.Parini Rispondi
    Sono favorevolissimo alla flat tax ad una condizione ;abolizione totale del contante circolante.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Ottimo intervento, giudizio pertinente su un tema importante. Il mondo accademica ha la sua responsabilità a far emergere la verità sui progetti di flat tax, vera o da contratto di governo.
  3. Vittorio Mapelli Rispondi
    La Corte Costituzionale, con sentenza n. 179/1976, aveva dichiarato incostituzionale il cumulo dei redditi familiari. L'unità impositiva non può essere la famiglia, ma è il singolo percettore di reddito. Come pensano i proponenti della nuova imposta di superare questo ostacolo (insormontabile)?
  4. Stefano Rispondi
    Ciao Simone, potresti spiegare meglio il salto al 27 percento dell'aliquota marginale effettiva per un lavoratore dipendente single, tra gli 8000 e i 15000 euro? Mi riferisco al grafico 5. Grazie mille! Stefano
    • Simone Pellegrino Rispondi
      A partire dal periodo d'imposta 2014 la soglia di incapienza per un dipendente single è pari a 8.145 euro. L'aliquota marginale effettiva (cioè la variazione dell'imposta netta data una variazione di reddito ante imposta) per redditi appena superiori a tale soglia è pari al 27,51 per cento. Essa è pari alla somma tra l'aliquota marginale legale e l'inclinazione della detrazione. Si consideri un lavoratore dipendente con reddito complessivo pari a 10 mila euro senza deduzioni. La base imponibile è pari a 10 mila euro, mentre l'imposta lorda è pari a 2.300 euro. La detrazione per lavoro è pari a 1.789,80 euro. Ipotizzando l'assenza di detrazioni per familiari e per oneri, l'imposta netta è pari a 510,20. Si ipotizzi un incremento di reddito complessivo pari a 100 euro. In questa situazione l'imposta lorda è pari a 2.323 euro, mentre la detrazione per lavoro a 1.785,29. L'imposta netta è dunque pari a 537,71. Un aumento di reddito pari a 100 euro comporta un aumento di imposta netta pari a 27,51 euro, che è l'aliquota effettiva riportata nel Grafico 5.