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  1. Mario Angli Rispondi
    Ma un fact-checking sulle affermazioni di Grasso a Coffee-break ''gli immigrati ci pagano 130.000 miliardi di tasse'' no?
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Mario, può inviarci una segnalazione a info@lavoce.info? Siamo molto interessati! Grazie
      • Mario Angli Rispondi
        http://www.imolaoggi.it/2018/02/10/grasso-gli-immigrati-pagano-130mila-miliardi-di-tasse-in-italia/ (Ok il non è dei migliori, ma sono gli unici che hanno registrato il segmento a quanto pare)
  2. EzioP1 Rispondi
    Tutta la logica dell'articolo è basata sulla convenzione di Ginevra che definisce i tre casi aventi diritto alla protezione. Mancano nella stessa convenzione alcune considerazioni di fondo: 1 il tempo differente e le conseguenti differenti condizioni che qualificano i casi degli aventi diritto; 2 lo stato sociale politico ed economico dei paesi che sono oggetto di richiesta di protezione; 3 la dimensione in termini di volume di richiedenti la protezione. Basare una valutazione solo dal lato dei richiedenti la protezione è una ingiustizia che si infligge ai cittadini dello stato oggetto della richiesta. La dimensione dell'ingiustizia sta nei costi economici e in quelli sociali e politici che lo stato ospitante deve sostenere.
  3. marino Rispondi
    Se anche in una platea colta ed informata come 'La Voce', si manifestano razzismo e populismo siamo proprio messi male.....
  4. Stefano Rispondi
    Quindi, poichè in Nigeria l'omossesualità è un reato punibile perfino con la pena capitale, è sufficiente che, negata ad un negeriano, il diritto d'asilo si autodichiari omosessuale senza possibilità di accertarlo in base ai nostri diritti e gli viene concesso il diritto di protezione sussiadiaria ?
    • claudio r Rispondi
      Che ragionamento contorto.... Molto più probabilmente dichiarerà la sua paura di essere discriminato e messo a morte al momento della richiesta d'asilo. Ma poi di grazia come si accerta l'omosessualità in 'in base ai nostri diritti'?
      • Stefano Rispondi
        Diritto alla privacy ad esempio e ciascuno può dichiarare quello che meglio crede pur di ottenere l'asilo o di rimanere in Italia. Nelson Kadowa, il cittadino senegalese accusato di aver violentato una clochard tedesca di 75 anni sotto i portici di piazza Vittorio a Roma, ha trovato un trucco per evitare l’accompagnamento coatto, essendo privo di documenti ha fornito per cinque volte una data di nascita diversa rigenerando ogni volta il suo "profilo anagrafico". [fonte : Corriere della sera].
  5. Stefano Rispondi
    Allego stralci di quanto trovato in http://www.truenumbers.it/immigrati-italia-clandestini/ datato 20.06.2017: "…Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per gli Rifugiati (UNHCR), nel corso del 2016, sono stati 181.436 i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo per arrivare in Italia. Un numero record che, tra l’altro, non include tutti quelli che sono riusciti ad entrare di nascosto sfuggendo al controllo delle forze dell’ordine e delle Ong. Ma la vera notizia è un’altra: solo 4.940 sono stati riconosciuti come rifugiati e hanno ricevuto asilo in Italia. Si tratta del 2,7% del totale. Un terzo delle persone che arrivano nel nostro paese (57.954) non ha mai persino chiesto asilo: sono senza documenti, scomparsi chissà dove. E forse è proprio questa la vera emergenza immigrati: il fatto che di moltissimi di loro non si sappia assolutamente nulla. Che fine fanno gli immigrati senza asilo? Nonostante il fatto che alla maggioranza (95%) degli immigrati in Italia sia stato negato l’asilo, soltanto 5mila sono stati rimandati a casa, il che significa che più di 175mila sono rimasti nei centri di accoglienza (o altrove) in Italia, la maggior parte ancora in attesa di sapere cosa ne sarà di loro".
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Stefano, grazie di averci sottoposto questa riflessione. In realtà il dato del 2,7% non ha fondamento: non si possono applicare gli esiti delle richieste d'asilo come nominatore in un rapporto con i dati sui flussi annuali di sbarco. Si tratta di platee differenti, dal momento che le procedure per il riconoscimento dell'asilo durano anni e dunque non interessano, in gran parte, gli sbarchi del 2016. L'analisi inoltre non prende in considerazione gli esiti dei ricorsi, che allungano ulteriormente la durata dei processi di riconoscimento, e dunque allontanano temporalmente le platee di riferimento. Come scrive true Numbers inoltre esistono altre forme di protezione (sussidiaria e umanitaria) che fanno aumentare il numero dei protetti al 40% delle risposte alle richieste. Infine, non tutti coloro che non richiedono l'asilo o che se lo vedono rifiutato rimangono in Italia. In parte vengono rimpatriati (circa 20mila nel 2017, secondo Minniti), altri fuggono all'estero.
      • Stefano Rispondi
        Gentile Lorenzo, ogni tanto leggo delle statistiche e sembra che fonti differenti, più o meno interessate, vogliano fornire un quadro d’insieme spesso più ideologico che reale (ad es. il tasso di disoccupazione che diminuisce con un ora di lavoro la settimana..). Questo è un problema che diventa veramente complesso se minimizzato o meglio spesso nascosto dallo scudo ideologico. Può diventare una fonte di accesi scontri sociali perché la percezione (ed è soggettiva) di un fenomeno come questo combinato con malessere, frustrazione personale/sociale possono diventare, prima o poi, una miscela pericolosa se non gestita adeguatamente. Se lo scopo, per milioni di persone di cui noi non sappiamo nulla, è di esigere l’Europa anche con una protezione sussidiaria, sfruttando i tempi e le lacune del sistema, non è difficile inventarsi l’essere omosessuali o dissidenti politici se provenienti da nazioni in cui, per questi reati, è prevista la pena capitale. Per il fatto che fuggano all’estero…diventa poi un problema di altre nazioni che si comporteranno di conseguenza. Rimango dell’avviso che a prescidendere dall'entità e la natura delle cifre aggiornate e riportate dalle diverse fonti, non è possibile accogliere tutti coloro che lo vogliono e consentire arbitariamente loro se rimanere, a prescindere dal diritto, o meno. Infine è meglio inquadrare la Legge corretta: chi viene soccorso in mare è un naufrago, non un profugo.
        • Lorenzo Borga Rispondi
          Possiamo essere d'accordo o in disaccordo con la sua posizione legittima, io lo sono in parte. Il fact-checking non assume però una posizione, ma elenca dati e fatti. Grazie del confronto!
        • claudio r Rispondi
          Credo che lo scopo di questa ondata di disperati sia di fuggire da terre depauperate delle loro risorse dalle nostre società per permetterci di vivere con tutti i confort, oppure molto più banalmente di sfuggire dagli aiuti a casa loro che vendiamo a dittatori sanguinari e che piovono dal cielo con molto rumore e spargimento di sangue. In ultimo i diritto dell'uomo sono universali e non legati alle provenienze geografiche.
  6. Savino Rispondi
    l fact checking va fatto al popolo italiano che, ormai, è in totale contraddizione con sè stesso. Un popolo che continua a sentirsi povero, ma ha un'economia parallella in nero inestimabile. Un popolo che dice di continuare a vivere in difficoltà, ma ha i materassi e le cassaforti piene di soldi, soprattutto in signori attempati, che continuano ad avere paura del babau nero che li deruba, confortati dalle trasmissioni di rete 4 che amplificano il tutto ogni 3 per 2 e, che, nel loro delirio di immortalità, andranno a chiudere la loro "roba" a chiave nella cassaforte più grande del cimitero. Un popolo che ipocritamente si indigna, cerca un rivoluzionario alla Di Battista e, poi, vota e fa vincere il solito Berluscoini. La giustizia europea sui diritti umani avrà difficoltà nel trattare il caso di un formalmente ineleggibile che il popolo "sovrano" vuole a tutti i costi sulla poltrona di sultano, circondato dalle sue escort. Questa volta non avremo la scusa di un "governo non scelto dagli italiani". Questa volta gli italiani se lo stanno ri-scegliendo e se lo tengono.