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  1. Ugo Colombino Rispondi
    Ottimo lavoro. Per quanto riguarda le osservazioni finali sulla riduzione della propensione al lavoro: mie stime ottenute con un modello microeconometrico indicano che il reddito di cittadinanza 5S indurrebbe 6-7 occupati su 100 ad abbandonare il lavoro (10 su 100 nel caso delle donne single)
  2. P.PIERANGELINI Rispondi
    Oltre ai calcoli bisognerebbe porsi il problema se i soldi sono ben spesi,in linea di principio sarebbe meglio che lo Stato facesse il datore di lavoro di ultima istanza piuttosto che l'elergitore di mance perchè com dice Minsky "Ai poveri senza valore non devono essere negati persino la soddisfazione e il riconoscimento sociale che derivano dal lavoro", cioè il lavoro come dice la nostra Costituzione deve essere il fondamento della Repubblica; quindi al di là di misure di emergenza sarebbe meglio spendere i soldi in un piano di investimenti statali ( di cose dafare cene sono mille: dalla messa in sicurezza del territorio al miglioramento ambientale e al recupero archeologico ed edlizio ecc. ecc). Questi investimenti andrebbero poi tolti dal conteggio del debito peri parametri europei. In questo modo si migliorerebbero le infrastrutture si farebbero cose concerte e le persone oltre ad essere utili potrebbero anche farsi una professionalità.
  3. enzo Rispondi
    Colgo l'occasione per fare una domanda agli autori anche se solo in parte collegata all'argomento. 29 mld (annui) che dovrebbero provenire dalla fiscalità. Ogni mese la tipografia di francoforte ha stampato 60 mld per acquistare altra carta con la scusa di innalzare il tasso di inflazione. Indipendentemente dai redditi di cittadinanza e similari è forse efficiente questo indirizzo o non sarebbe stato meglio indirizzare questo flusso di carta fresca per redistribuire il reddito a favore di coloro che hanno una propensione al consumo elevata (oltre che per evidenti motivi di equità sociale e legittimazione politica)?
    • Fabrizio Rispondi
      Se posso permettermi un'intromissione, la BCE (l'istituzione a cui credo lei si riferisca quando scrive "tipografia di Francoforte") non stampa esattamente banconote per i 60 mld (che ormai diventeranno 30) di cui parla, ma piuttosto li accredita sui conti di riserva che le varie banche private dell'Eurozona possiedono presso la BCE stessa (esattamente come lei possiede il suo conto corrente presso una delle summenzionate banche private). Pertanto, non è tecnicamente né legalmente possibile "indirizzare questo flusso di carta fresca per redistribuire il reddito a favore di coloro che hanno una propensione al consumo elevata" come lei suggerisce, in quanto l'unico modo che ha il denaro "stampato" (o, meglio, immesso) dalla BCE di entrare in circolazione è tramite l'accensione di debito privato o pubblico, e cioè, alternativamente o congiuntamente, che le banche private accettino di prestare alle imprese private e/o all'amministrazione pubblica (il che significa maggior deficit, ma a bassi interessi, in quanto, all'aumento dell'offerta di moneta del QE, la BCE ha aggiunto gli interessi negativi sui succitati conti di riserva). Quello a cui credo lei si riferisca è l'Helicopter money, teoria suggestiva ma, a mio avviso, di scarso valore pratico, perlomeno stando a quel poco che ricordo del corso base di economia monetaria. Se le interessano questi argomenti, può trovare molti articoli interessanti scritti dal prof. Andrea Terzi. Mi si facciano pure notare errori o imprecisioni.
      • enzo Rispondi
        Sono contrario all'elicottero. In realtà sono contrario anche a redditi di cittadinanza e similari per motivazioni logiche più che teoriche. In un paese come il nostro bisognerebbe mettere il braccialetto elettronico ai percettori per evitare un incremento del lavoro nero, inoltre in un paese di bassi salari costituirebbe una soglia minima che rischierebbe di disincentivare l'offerta di lavoro. Voglio semplicemente dire che politiche redistributivo del reddito potrebbero avere effetti di stimolo maggiori di quelli fatti.Ovviamente la Bce ha fatto quanto poteva nel rispetto dello statuto. Ma proprio qui sta il limite. Maggiore liquidità indirizzata a chi ha contratto i propri consumi avrebbe avuto maggiori risultati che chiedere ad imprese di investire a basso costo certo , ma senza motivo. Se l'inflazione e' salita in misura risibile, le imprese e i privati trattengono liquidità non remunerato, le obbligazioni pubbliche e private non hanno rendimenti, le azioni aumentano il loro valore nominale oltre il buon senso, vuol dire che le attuali politiche monetarie non raggiungono obiettivi significativi
    • Giuseppe G B Cattaneo Rispondi
      Giusto. Peccato che il modello di sviluppo della BCE non comprenda i consumi dei poveri ma solo quelli dei banchieri
      • Facrizio Rispondi
        Mi scusi, ma il punto nodale credo stia proprio nel fatto che non spetta alla BCE pensare a come redistribuire il reddito o la ricchezza; la politica monetaria governa alcune variabili (offerta di moneta e tassi di interesse) che possono "scaldare" (cioè stimolare il PIL facilitando gli investimenti) o "raffreddare" (nel caso in cui l'eccesso di produzione inneschi spirali inflazionistiche) le economie. E' compito dei governi, tramite la politica fiscale, cogliere al volo le opportunità che un determinato orientamento del banchiere centrale (che persegue altri obbiettivi) offre all'economia, e stabilire per mezzo di essa chi aiutare e come farlo. Almeno questo è il mio personale punto di vista, per cui se non abbiamo sfruttato il QE la colpa non è di Draghi il cattivo, ma di chi ha scritto le leggi di bilancio negli ultimi 5 anni.
  4. Giuseppe G B Cattaneo Rispondi
    Sono sempre più stupito da queste proposte elettorali, compreso il rei, che non tengono conto del principio di uguaglianza e sono ancor più stupito che nessuno lo dica apertamente.
  5. Savino Rispondi
    Quale dignità garantisce elargire soldi pubblici senza controprestazioni di lavoro solo per creare nuove figure di consumatori? Le multinazionali andranno a nozze: per un ragazzo disoccupato che percepisce 700-800 euro di reddito solo per permettergli di consumare ci saranno fast food tutte le sere, jeans e smartphone nuovi. Non siamo più lavoratori o cittadini, ma il nostro ruolo nella società è solo consumare.
    • Giorgio Rispondi
      Chi fatica ad evere un lavoro che gli permetta un certo reddito o si trova in povertà non deve sentirsi responsabile di trovarsi in quella condizione. In un mondo globalizzato dove lo sfruttamento è orami chiamato precariato l'unica risposta per ridare dignità alla persona è il reddito minimo garantito. Solo così passeremo da sudditi dei ricchi e dei potenti a uomini liberi. Come possiamo pensare che si possano fare passi avanti quando il 20% più ricco degli italini detiene il 70% della ricchezza nazionale, dato della ong Oxfam. Alla luce di tutto ciò, forse dovremmo chiederci chi è che governa veramente il nostro paese?
    • Eleonora Rispondi
      Non riesco a capire che dignità di crea con uno stipendio di carità che grava sugli altri contribuenti. Una persona dignitosa dovrebbe essere schifata! I soldi pubblici farebbero meglio a garantire l'accesso gratuito a ospedali, alloggi, istruzione primaria e per reimmettersi nel mondo del lavoro, musei, mense, case dello studente, per queste categorie di persone. Non è necessario "far girare" i solidi privatamente per dare una vita decente a chi in questo momento non più permetterselo. Non è la maniera di creare la società civile che sostiene il cittadino e gli da la possibilità di crescere, ma l'ennesimo un impoverimento sociale e morale.
      • alberto ferrari Rispondi
        Forse varrebbe la pena di leggere le motivazione di una delle prime proposte sul reddito minimo annuo garantito, fatta nel lontano 1955 da Erich Fromm e riportate nel libro Avere o Essere. Le motivazioni addotte sono esattamente opposte. Non è l'assistenza caritatevole, spesso veicolata da una burocrazia che umilia, che aiuta le persone in difficoltà ad uscire dalle loro condizioni di povertà, ma la certezza di poter contare comunque su di un reddito minimo che aiuta a risollevarsi e a cercare di migliorare la propria condizione sociale, anziché cadere in un pericoloso circolo depressivo senza più via di uscita. Non umiliare, ma riconoscere un diritto è la visione proposta da Fromm..
        • Giuseppe G B Cattaneo Rispondi
          Bella citazione. Ci sono appunto due ideologie. Avere un reddito minimo assicurato incentiva il lavoro o lo inibisce? La risposta può solo essere empirica. Personalmente penso che se Bill Gates fosse nato povero non avrebbe mai costruito Microsoft