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  1. Davide Rispondi
    Islanda e Irlanda e Irlanda del Nord sono campionati storicamente scarsi e quindi di scarsa attrattiva per gli stranieri. L'Ucraina fino a qualche anno fa importava sudamericani a bizzeffe, poi è iniziata la guerra e sono scappati. In ogni caso, inserirli come esempio di ''basso livello di stranieri'' e ''nazionali mediocri'' è un argomento debole: nei primi 3 casi, il numero basso di stranieri è conseguenza, non causa del livello mediocre: si tratta di paesi con limitata tradizione calcistica. Nel caso Ucraino è semplicemente colpa della guerra. Un'analisi statistica che non tiene conto di contesti storici o politici vale ben poco.
    • Gabriele Guzzi Rispondi
      Ciao Davide. La nostra analisi statistica non voleva provare una propria tesi, ma solo smentire quella di Salvini e Meloni: più stranieri nei campionati non implicano per forza risultati insoddisfacenti delle nazionali. La seconda parte dell'articolo si sofferma solo sui grandi campionati, le cui nazionali sono ovviamente comparabili. Un saluto, Gabriele
      • Davide Rispondi
        Ciao Gabriele, grazie per la risposta. Mi pare che la conclusione dell'articolo alla fine sospenda il giudizio, oppure la riconduca ad altre questioni, vivaio etc. Ad esempio, in campionati tipo Germania o Spagna dove vi è un numero di stranieri un po' più basso, ma neanche troppo, unito a una ottima gestione di vivai, l'impatto stranieri si sente meno. Se la gestione vivai manca, si sente di più (vedi Italia). In questo senso, le affermazioni di Salvini e della Meloni non sono errate, ma superficiali in quanto andrebbero inserite in un contesto di scarsa valorizzazione dei vivai, che accentua l'impatto di un elevato numero di stranieri sul rendimento della nazionale. La Francia poi è un caso unico. Il campionato è zeppo di giocatori che hanno la cittadinanza francese ma anche quella delle ex colonie, immagino vengano calcolati come francesi nel dato del 46%? Molti di quelli che poi non vengono chiamati per la selezione francese poi accettano la chiamata dei paesi d'origine, quindi è un caso difficilmente equiparabile agli altri. Se poi guardiamo altrove, ad esempio usciamo un attimo dall'Europa e guardiamo all'Uruguay, pochi stranieri, tanta tradizione e vivai e una buona nazionale. Idem il Brasile o l'Argentina. La Cina invece di recente si sta riempiendo di stranieri, ma mancano i vivai e la tradizione e la nazionale non si è qualificata, nonostante i buoni risultati dei club cinesi.
  2. Gabriele Lazzati Rispondi
    Ottimo articolo, ben fatto. I numeri dicono molto ma non tutto. Inoltre è davvero complesso trovare l'incidenza dei giocatori stranieri sull'apporto della nazionale del paese in cui giocano visto che ci sono moltissime variabili. Sottolineerei il caso NBA, dove sempre più stranieri si stanno imponendo nella lega, senza per questo diminuire la qualità della nazionale e dei giocatori USA. Questo va di pari passo con un ottimo management della lega, ambiente maturo, commissioner innovativo, arene NUOVE e belle ecc. Secondo me è comunque un esempio da cui prendere spunto, pur parlando di un altro sport come la pallacanestro.