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  1. Henri Schmit Rispondi
    Addendum: la logica è semplice, ma l'applicazione della prima regola (riparto proporzionale dei seggi fra distretti) alla nuova normativa sarà complessa perché il sistema pluri-proporzionale scelto è complesso. Per forza nascono incongruenza fra riparto nazionale fra liste e riparto fra liste nelle circoscrizioni e nei collegi plurinominali. Queste difficoltà si risolvono dando la priorità a uno piuttosto che l’altro criterio. Alla fine non interessa nessun, perché intanto non sarà facile comprendere l’alchimia del sistema inventato dai legislatori.
  2. Henri Schmit Rispondi
    La questione sembra complicata, ma la logica è semplice e consiste in due punti. Prima le suddivisioni (collegi, circoscrizioni) e il il riparto dei seggi devono essere proporzionali al numero di abitanti, entro certi limiti (min-max) e costrizioni (i collegi sono parti di circoscrizioni che sono parti di distretti regionali). L'"apportionment" viene aggioranta periodicamente in base agli ultimi dati demografici, con una formula similare a quella per il riparto fra liste (d'Hondt etc) la quale favorisce o sfavorisce marginalmente le frazioni più grandi o più piccole. Alla fine è matematica pura. Il secondo punto è il rischio del gerrymandering che permette di convertire, attraverso un ritaglio calcolato, un maggioranza in minoranza. Come? Ripartendo l'elettorato maggioritario in un ampio numero di distretti dove è di poco minoritario. Come evitare questi trucchi (non vietati negli USA!?!)? Fissando regole convenzionali neutre per tutte le suddivisioni-delimitazioni senza permettere alterazioni per ragioni di calcolo interessato. Altrove (UK) esistono commissioni indipendenti per garantire il fairplay. La trasparenza del metodo e l'apertura al dibattito sono condizioni indispensabili, anche senza commissione.
  3. enzo Rispondi
    Non ho ancora capito il criterio di definizione dei collegi nelle regioni a statuto ordinario. Ad esempio com'e' possibile che la basilicata abbia lo stesso numero di senatori dell'abruzzo pur avendo la metà della popolazione?
    • Marco Esposito Rispondi
      E' scritto nella Costituzione che i senatori per regione devono essere almeno sette, tranne che in Valle d'Aosta (uno) e Molise (due).
      • enzo Rispondi
        ho fatto due conti. In effetti quello della basilicata è un caso estremo. In media nelle regioni sopra la soglia dei 7 senatori garantiti il rapporto è di circa 200mial abitanti per senatore, in basilicata arriva a 80mila abitanti per senatore , in proporzione meglio che vda e molise.