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  1. DDPP Rispondi
    Anche il lavoro, come gli altri prodotti, è offerto su mercato. Non è tanto la competenza, ma la scarsità della competenza specifica che ne determina il valore. L'esempio del tronista è pertinente se lo considera un "lavoro" a cui si deve dare un valore di paragone con altri, ma così non è. Per fare il tronista devi essere molto bello, devi essere giovane, devi essere sfrontato. Devi avere fatto una gavetta (Weinstein insegna) a cui solo pochi si sottopongono. E devi farlo in un ambiente "lavorativo" a dir poco competitivo. Quanti saranno i "tronisti" sulla piazza? 10, 100, 1000? E quanti sono gli aspiranti insegnati ? 100.000, 500.000, 1.000.000? Questa differenza fa il prezzo!
  2. EzioP1 Rispondi
    Un parametro non è considerato ed è quello dell'equilibrio tra costi del prodotto o servizio e prezzo con il quale viene collocato sul mercato. Questo equilibrio seppure sia molto difficile da stabilire in effetti è stato applicato in larga misura quando un prodotto o servizio nuovo veniva inserito nel mercato. Negli anni '60 e '70 il lavoro degli specialisti in analisi dei processi e programmazione dei computer erano ben pagati in quanto erano lavori nuovi e si doveva incentivare gli studenti a queste nuove discipline; con il passare del tempo e con il crescere degli addetti i salali si sono livellati. Altro parametro da considerare è la professionalità ovvero l'insieme di capacità ed efficacia nello svolgere determinati compiti. La professionalità fa da bilanciamento tra il grado di istruzione e le capacità autodidattiche che la persona si è costruito. Non devono essere considerate solo le etichette blu ma anche i riconoscimenti e le promozioni sul campo. Oggi siamo all'assurdo che a certi posti senza laurea non si accede, succede così che chi ha una laurea anche bislacca viene valorizzato di più di chi invece è in grado di svolgere meglio determinati compiti.
  3. Paolo Ottomano Rispondi
    Come "videomaker" e fotografo (e già mi vergogno a dire che sono entrambe le cose), purtroppo, merito e produttività vengono sempre messi in secondo piano dal fatto che, siccome è facile fare un video con lo smartphone e tutti potremmo farlo, allora tutti pensiamo di poterlo fare bene. E che quindi non valga la pena di pagare bene (o anche solo pagare) chi, per esempio, ti fa un video o delle foto per la tua attività commerciale. E ciò influisce sugli stessi videomaker più giovani, che "per farsi conoscere" fanno prezzi troppo bassi e distruggono il mercato, e così via. Forse basterebbe insegnare a scuola non dico tutti i mestieri, ma almeno far capire la complessità che si nasconde dietro professioni apparentemente alla portata di tutti (guarda caso, soprattutto quelle umanistiche).
  4. Savino Rispondi
    Il salario giusto dipende dal merito e dalla produttività
    • Alberto Rispondi
      Se fosse così un infaticabile ricercatore di glottologia di fama mondiale dovrebbe percepire più di uno sfaticato notaio. Il mercato detta le sue leggi, le norme giuridiche ne dettano altre (vd. i notai), e chissà perché un tronista (ebbene sì, esiste anche questa professione) per apparire una sera in discoteca percepisce più di fisico ricercatore in un laboratorio universitario e non credo che il lavoro di quest'ultimo sia poco considerato.