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  1. Savino Rispondi
    Come si può garantire servizi decenti ai cittadini se si è sotto i 20.000 abitanti? E, poi, ci fosse un sindaco che, dopo essersi lamentato dei tagli, consegna davvero la fascia e le relative competenze.
  2. VANNI PANCALDI Rispondi
    Per capire l'efficacia reale il tutto poi misurato anche ex-post, per misurare oggettivamente se si sono raggiunti i risultati voluti a parte i soldi che il potere centrale destina alle fusioni. Nessuno ha ancora pubblicato seri studi del costo globale delle fusioni, somma di costi/vantaggi economici e sociali e di riduzione/aumento della partecipazione e controllo popolare sull'agito delle giunte sempre più lontane anche geograficamente dalle popolazioni.La mia esperienza a livello delle unioni intercomunali è stata negativa sopratutto economicamente e come livello dei servizi e le prime fusioni non risulta abbiano nemmeno diminuito i carichi fiscali come sempre ampiamente promesso. Indagare sul campo dopo le fusioni e non solo teorizzare prima è indispensabile.
  3. Federico Leva Rispondi
    Un settore in cui la fusione o creazione di comuni potrebbe avere un maggiore impatto è l'informatica. Ne è esempio il comune di Lampano, la cui amministrazione intende creare un'infrastruttura digitale efficiente e sostenibile (quindi necessariamente in software libero) come previsto dal codice dell'amministrazione digitale, ma ha trovato in questo ben poco appoggio dall'AgID a ciò preposta: http://www.ils.org/comune-from-scratch
  4. Alfonso Salemi Rispondi
    Non riesco a comprendere perché si debba fare un referendum per unire i comuni appartenenti alla stessa Provincia. Non ci vuole molto a comprendere che la miriade di piccoli comuni appartenenti alla stessa Provincia non sono altro che distaccamenti della Provincia stessa, una sorta di quartiere di una città metropolitana. I vantaggi ottenibili sono innumerevoli e altrettanto i risparmi. Non ci vuole molto a capire che i veri comuni sono i capoluoghi di provincia. Molto spesso la fine di un comune e l'inizio di un altro comune è rappresentato da un cartello. Dalla tabella pubblicata si constata che alcuni comuni che chiedono di unificarsi hanno una popolazione inferiore a 1000 abitanti ed è oggettivamente ridicolo avere sindaco, consiglio comunale, giunta, assessori per comunità così piccole. Le comunità più grandi, come quella indicata nella tabella, potrebbero essere elevate a capoluogo di provincia. Formulo un cordiale invito ai valenti relatori a produrre uno studio approfondito e autorevole su uno scenario che comprenda tante città metropolitane quante sono le attuali Province. Nei piccoli e piccolissimi comuni si potrebbero eleggere i rappresentanti delle comunità con prerogative limitate in base al numero di abitanti e all'importanza del comune stesso. L'operazione di accorpamento dei piccoli comuni di una stessa provincia dovrebbe essere effettuata con una legge dello Stato anziché favorita attraverso referendum.
  5. Serafino Pitingaro Rispondi
    Articolo molto interessante, perchè fa luce su un fenomeno poco attenzionato ma nel contempo strategico per il percorso di riorganizzazione delle istituzioni locali. Segnalo inoltre un piccolo refuso contenuto nella frase: "Nel corso del 2017, i referendum per la fusione sono già stati noce,...."