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  1. Jacopo Rispondi
    In realta' la Norvegia e' arrivata a 21.5 auto elettriche ogni 1000 abitanti, che equivale in Italia a 1.26m di auto. e circa il 90% di queste 21.5 sono state immatricolate dal 2013 al luglio del 2016 (source: FT). oltretutto tra gli incentivi ci sono costi vivi o mancati introiti/costi opportunita' per lo stato. Magari DiMaio parlava solo di costi vivi? Gli autori non lo sanno e nemmeno noi lo sapremo mai. Detto cio', sicuramente la dichiarazione di Di Maio e' piu' probabile che non si realizzi piuttosto che si realizzi, ma e' per questo che servono i leader, per dare obiettivi che siano difficili, ma non letteralmente impossibili. "The role of a leader is to articulate non-arguable goals aspirations for the institution". Se per caso con un obiettivo del genere si arriva a 1m di auto elettriche in Italia nel 2021, sarebbe un successo per DiMaio e il popolo italiano. Quindi il secondo punto e': in quali situazioni il fact checking e' utile? secondo me, nel momento in cui c'e' un dibattito su un tema specifico e il politico in caso usa numeri e dati per sostenere/confutare una tesi, e' giusto fare fact chceking. Quando un politico utilizza numeri, esplicitamente approssimativi (vd. "qualche centinaio", vd. il non indicare di che costi si parla o di che auto esattamente si parla), per indicare una direzione politica o un aspirational goal, allora il fact checking risulta piuttosto inutile.
  2. enzo Rispondi
    Un aspetto equivoco della questione è l'impatto ambientale dell'auto elettrica. A parte il problema dello smaltimento delle batterie in termini di CO2 cosa succederebbe se sostituiamo le tradizionali autovetture con quelle elettriche ? Quante centrali elettriche in piu ci vorrebbero ? La composizione di fonti energetiche che sostituirebbero benzina e gasolio che impatto avrebbero in termini quantitativi e qualitativi sull'inquinamento ? Credo che le prospettive vadano verso auto elettriche nei grandi centri urbani ma non di proprietà ma di noleggio. Cioè l'effetto positivo si può avere solo riducendo complessivamente il numero di auto circolanti almeno nelle grandi città eliminando le emissioni in questo ambiente ma riducendo anche lo spazio occupato da autovetture inutilmente ferme la maggior parte del tempo e senza trasferire l'impatto ambientale dai centri urbani ad aree esterne addette a fornire energia
    • Sergio Bocchini Rispondi
      Un aspetto equivoco è parlare di smaltimento batterie e altri aspetti senza saperne. 1) Le vecchie batterie sarebbero in termini grossolani la fonte principale di litio, il minerale preziosissimo che si trova in natura in concentrazione minore nelle rocce da estrarre. 2) In termini teorici il motore elettrico può raggiungere efficienze di conversione dell'energia del 100% quello a scoppio solo il 30%. 3) Le fonti distribuite di fotovoltaico sarebbero la soluzione ideale eliminando così il problema del dover immettere in rete quanto prodotto sul tetto di casa. 4) Al momento abbiamo centrali per la produzione di energia elettrica in eccesso specialmente le famose turbogas, un utilizzo della rete attuale intelligente (smart grids) eviterebbe la costruzione di nuove centrali, inoltre l'impatto sulla produzione di co2 sarebbe sensibile, basta solo immaginare il venir meno dei canali di distribuzione della benzina tradizionali (camion che vanno a carburante che portano in giro carburante). Detto questo concordo con il fatto che dimaio è un inetto.
  3. gianni Rispondi
    Scusate ma l'articolo sembra scritto da uno che non vive nel passato. Negli ultimi mesi tutte le più grandi marche di auto hanno annunciato l'introduzione di auto elettriche a partire dal prossimo anno, alcune vedi Volvo addirittura al posto delle auto a benzina/disel, non in alternativa. Il disel verrà messo fuori legge fra un paio d'anni o poco più in seguito a decisione a livello europeo poichè cancerogeno. Quindi scusate ma Di MAIO ha detto una cosa ovvia che chiunque al governerà dovrà agevolare. Il M5S proprie perchè inserito nel programma già da qualche anno mi sembra coerente nel confermare le line guida di sviluppo che negli altri partiti nemmeno si sentono. L'articolo avrebbe avuto un senso se si fosse tentato di confrontare le politiche green fra i diversi partiti. Posto cosi risulta scitto da chi vive fuori dalla realtà ignorando cio' che le case automobilistiche hanno annunciato e che qualsiasi lettore avrà già letto. Peccato perchè la voce sta perdendo credibilità nel cercare di difendere in ogni suo articolo il PD.
    • Roberto S. Rispondi
      Sono i numeri che parlano. E i numeri "non sono democratrici": sono numeri.
    • Sergio Bocchini Rispondi
      Scusate ma il commento di Gianni mi sembra scritto da uno che vive nel mondo dei sogni in cui il 5 stelle porterà la pace, la felicità e un mondo migliore utilizzando i motori ad unicorni. Se si dice qualcosa di irrealistico non importa di che colore sei stai solo facendo falsa pubblicità e se ci credi in quello che hai detto è pure peggio. Ben venga il controllare i fatti. E forse peggiore è chi ci crede per partito preso perché odia questo fantomatico PD che dovrebbe essere la radice oscura di ogni male.
  4. EzioP1 Rispondi
    Di Maio può solo rispondere così come rispose Grillo quando messo alle strette, "fidatevi di me". Ma questa richiesta di fiducia significa incapacità di dialettica e di ragionevoli proposizioni.
  5. Andrea Malan Rispondi
    Sono sostanzialmente d'accordo con voi (http://milleruote.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/09/25/cchiu-pile-pe-tutti/) anche se le recenti uscite di Marchionne appaiono un po' troppo catastrofiste, pro domo sua
  6. Savino Rispondi
    Non per niente, Marchionne ha definito l'auto elettrica "un'arma a doppio taglio", probabilmente perchè conosce i motivi elencati. Una volta Grillo, sulle auto ad idrogeno e su altri aspetti futuristici, faceva la gag per cui dalle marmitte ci si poteva fare l'aerosol, adesso tutto ciò non fa neanche più sorridere. Consiglio al sito autorevole lavoce.info di continuare ad occuparsi di discussioni economiche serie e di lasciar perdere le sbandate grilline. Se il popolo, alla fine, credesse alle panzane di Di Maio, facendolo diventare premier, l'unico programma possibile sarebbe quello sotto dettatura della troika.