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  1. Marcomassimo Rispondi
    La piena occupazione non si ottiene con l'abbassamento degli orari di lavoro ma con la spesa pubblica in infrastrutture, come diceva Keynes; il fatto è che ovviamente molti liberali vedono la piena occupazione come il fumo negli occhi perchè dicono le teste dei lavoratori così tendono a rilassarsi in fase lavorativa e a scaldarsi in fase contrattuale
  2. Giovane Arrabbiato Rispondi
    Ottimi risultati economici: 54%+ sotto la soglia povertà; 100%+ in più di lavoratori con stipendi da poveri; 80%+ con doppio impiego; 30%+ pensionati poveri. C'è un motivo se la classe intellettuale sta perdendo credibilità. Ma vabbè, l'importante è dare dei "nazisti" a chi si oppone all'abolizione dei confini e tagliare ogni discorso.
  3. enzo Rispondi
    figuriamoci dopo il voto italiano
  4. Marcomassimo Rispondi
    Se i paesi europei non risolvono i loro problemi sociali -che sono disoccupazione, precarietà, salari stagnanti- l'Europa politica resterà sempre un sogno prevalendo al contrario le pulsioni divisive; per farlo Corbyn ha proposto giustamente il "QE della gente", al posto di quello delle banche; creazione di moneta finalizzata non all'acquisto di titoli ma alla realizzazione di infrastrutture ad alto tasso di manodopera umana
  5. Henri Schmit Rispondi
    Analisi troppo pessimista e troppo conservatrice. Il potere "sovrano" nell'UE è chiaramente nel Consiglio e la democraticità dipende in primis dagli assetti nazionali. I risultati elettorali tedeschi erano prevedibili e previsti. I partiti di governo pagano il prezzo del malcontento dei perdenti sociali, un fattore non riflesso ne “gli ottimi risultati economici”. Dobbiamo riflettere sulle “cause” del successo dell’AfD dovuto prima alla difesa della responsabilità fiscale nazionale all’interno dell’UE; la crisi dell’immigrazione gestita come sappiamo dalla cancelliera ha creato una seconda ondata di consensi al movimento di protesta dei perdenti; aggiungiamo i due fattori Brexit e Trump che puntano nella stessa direzione e la misura è piena, cioè al 13%. Il nuovo scenario mondiale di cui AfD è un riflesso "irrazionale" cambia numerosi punti fissi della politica estera italiana. Inutile piangere, bisogna provare a capire che cosa è (era) sbagliato nel vecchio paradigma. Esattamente come la Brexit anche la coalizione con i liberali può essere un incentivo benefico per l’UE: finalmente si accetta l’idea (non nuova) di un’UE a più velocità con il tandem F-D al centro (lo è da almeno 40 anni, dai tempi di Giscard-Brandt). Devono tremare non i paesi piccoli ma quelli deboli, inadempienti, incapaci di tener il passo. Aggiungerei: finalmente! Il nuovo paradigma permetterà, spero, all’Italia migliore di prevalere su quella che ora occupa le prime pagine dei giornali, e non solo.
    • Henri Schmit Rispondi
      Intendevo ovviamente Giscard-Schmidt.
  6. Maurizio Cocucci Rispondi
    Mi permetta di dissentire, sebbene parzialmente, dalla analisi sul voto tedesco. Intanto non vedo la sorpresa, erano mesi che AfD era data da tutti i sondaggi tra il 10 ed il 13%. Erano mesi che Unione e SPD erano dati in perdita. In sostanza il voto è stata la conferma di stime che erano conosciute da tempo. Le ragioni economiche c'entrano poco così come c'entra poco il rigore di bilancio o "Schwarze Null". AfD fin quando non ha fatto presa la questione immigrazione (2015) era data attorno al 6% (nel 2013 non raggiunse il quorum), dopo è salita guadagnando altri 6 punti. FDP (che non è partito euroscettico!) con un programma di ancora maggiore attenzione al rigore dei conti e severo nei confronti delle politiche di aiuto ai Paesi UE in difficoltà ha guadagnato gli stessi voti, ovvero in termini percentuali anche loro il 6%. Verdi e Linke, rispettivamente di sinistra moderata ed estrema sinistra, hanno sostanzialmente mantenuto i consensi guadagnando ciascuno meno del 1%, il che unito alla perdita della SPD mi fa dubitare di dissensi dell'elettorato rispetto a questioni economiche. Nei Länder ex DDR tra l'altro la disoccupazione è in continua riduzione con salari al contrario in aumento. Per quanto riguarda l'Italia, beh... presentarci con 7 banche salvate da crisi derivanti più da cattive (anche illecite) gestione che dalla crisi economica non è un buon biglietto da visita in fatto di credibilità.
  7. Savino Rispondi
    Non mi pare ci siano stravolgimenti per l'Europa, anzi, il prossimo ministro delle finanze tedesco sarà giustamente ancora più rigoroso dell'attuale sui conti pubblici. Sono i Paesi cicala, ribellisti e furbetti come il nostro che debbono seriamente preoccuparsi. Piuttosto, Di Maio si metta a combattere la casta del debito pubblico e Salvini cominci a dire prima i nostri ....debiti.