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  1. Francesco Tedeschi Rispondi
    Il mattarellum può risuscitare per via parlamentare; la negazione della reviviscenza era legata ad una totale abrogazione del "porcellum". Lo scorporo era previsto solo per l'elezione della Camera, come pure le "liste civetta". Il 25% di nominati, svolgeva la funzione di "diritto di tribuna" delle minoranze. Il "Mattarellum" modello Senato e una diversa ripartizione della quota proporzionale è indubbiamente meglio della proposta naufragata ieri. Il PD ha perso il contatto con il territorio, con la gente; il M5S crede di surrogare tale contatto con internet. Il collegio impone una presenza e un dialogo insuperabili da questo tipo di partiti. La crisi non è nelle istituzioni, ma nella rappresentanza politica. Si nega l'evidenza e quindi si cercano, invano, soluzioni nei sistemi elettorali proporzionali. Uno scenario simile si è visto durante la 4^ Repubblica Francese e anche questa è un'evidenza che si continua a negare...
  2. Maurizio Cocucci Rispondi
    Ci sono due passaggi che non sono proprio corretti. il primo è questo: "il numero dei seggi totali che spettano a ciascun partito è in larga parte determinato dal risultato nella parte proporzionale.". Il numero dei seggi che spetta a ciascun partito è assegnato solo, non in larga parte, sulla base del secondo voto, quindi su base proporzionale e corretta per effetto dell'esclusione di quei partiti che non hanno superato la soglia prevista. Forse avete inteso dire questo ma così come è scritto non appare chiaro. La seconda osservazione riguarda la parte successiva: "Se un partito ottiene il 40 per cento dei suffragi a livello nazionale su base proporzionale, allora ha diritto a 40 deputati eletti in quel Länder (che sarebbe Land perché Länder è il plurale)". Anche qui non è chiaro e rispecchiante esattamente il processo. Ogni Land ha un numero prefissato di seggi e ogni partito ha diritto a tanti seggi quanti il secondo voto (quello dato ai partiti) decreta su base proporzionale. Al totale assegnato vanno conteggiati quelli ricevuti con il primo voto, ovvero ai candidati e quindi con il mandato diretto. Se i mandati diretti fossero inferiori ai seggi assegnati il partito compensa la differenza in base alla lista bloccata. Se invece il partito ha ricevuto più seggi con il primo voto di quanti ha diritto, il numero totale dei seggi assegnato a quel Land viene aumentato e questi distribuiti in modo tale che alla fine le percentuali rispecchino l'esito proporzionale.
  3. Francesco Tedeschi Rispondi
    In via preliminare, una precisazione: la descrizione del sistema tedesco è corretta: si veda il dossier della Camera dei Deputati, pubblicato lo scorso febbraio: http://documenti.camera.it/leg17/dossier/Testi/ac0146.htm. Nel merito, c'è poco da dire: una legge elettorale di corto respiro, priva di quella visione di garanzia di rappresentanza e governabilità, fondata sulla reale volontà degli elettori, quindi inutile. La conferma è data dal fatto - inoppugnabile - che nulla è stato detto su chi, la sera delle elezioni, potrà proclamarsi vincitore e quindi governare. Le chiacchiere, oltre ad essere inutili, in questo caso hanno un costo e questo è un lusso che non possiamo permetterci, visti gli scenari futuri che ci aspettano.
  4. Piero Borla Rispondi
    Tutti pazzi per il sistema tedesco. Ma limitatamente alla ‘formula elettorale’, ossia al modo di trasformare i voti in seggi (proporzionale con soglia al 5%). Per quanto riguarda la stabilità e operatività del governo, qualcuno ricorda che in Germania esistono a questo fine nella costituzione apposite norme; che in Italia mancano. Malgrado le polemiche su liste bloccate/preferenze, e sui parlamentari ‘nominati’ dall’alto, nessuno esprime richiami al sistema tedesco in punto designazione dei candidati alle elezioni. In Germania hanno liste bloccate sì, ma compilate con metodi che oscillano fra vere e proprie primarie ‘chiuse’ (riservate agli iscritti al partito) e congressi straordinari. Le candidature, sia nei collegi uninominali sia per le liste di Land, escono da un procedimento stabilito per legge e caratterizzato da: - votazioni a scrutinio segreto - inderogabilità del risultato delle votazioni (prevalenza della base; scarsissima possibilità di intervento del gruppo dirigente nazionale) - tutela della legge penale sulla regolarità delle procedure Si fa ancora in tempo a introdurre qualcosa del genere ?
  5. Marisa Manzin Rispondi
    La descrizine del sistema tedesco non è corretta. Il 50% non c'entra. Vi potete informare anche semplicemente su wiki: https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_elettorale_tedesco
    • Paolo Balduzzi Rispondi
      Grazie mille per l’osservazione. Tuttavia, anche leggendo il link proposto troviamo conferma che il Bundestag è composto da 598 seggi e che il Paese è diviso in 299 collegi uninominali. Di norma (salvo le eccezioni che menzioniamo) chi vince in un collegio uninominale è membro del Parlamento: quindi metà dei seggi (il 50%, appunto) è assegnata ai vincitori dei 299 collegi uninominali in cui è diviso il Paese. Il restante 50% è quindi è ripartito secondo le liste della parte proporzionale. La quota totale di seggi di un partito è determinata dal voto nella parte proporzionale. Vero: la dimensione della Camera può essere variabile, ma non capiamo dove la frase “il 50 per cento dei seggi è assegnato ai partiti con legge proporzionale su lista bloccata per ogni stato (länder) e l’altro 50 per cento con maggioritario puro in collegi uninominali nei quali ogni länder è suddiviso” risulti errata. Se potesse essere più precisa le saremmo davvero molto grati: non si finisce mai di imparare.
  6. Henri Schmit Rispondi
    Non condivido un presupposto implicito o un'insinuazione dell'articolo che ridicolizza una proposta di legge elettorale che pretende ispirarsi al modello tedesco. Gli autori fanno come se il modello tedesco fosse valido e la replica italiana necessariamente zoppa. Ma non è così. Qualsiasi replica necessita aggiustamenti, non necessariamente peggiorativi. Basterebbe separare completamente i due elementi (uninominale e proporzionale) e la versione italiana sarebbe decisamente migliorativa rispetto al modello. Ma è il modello stesso che è profondamente viziato. Funziona solo perché in Germania c'è la sfiducia costruttiva. Il parlamento italiano quasi unanime si appresta ad approvare un progetto 1. che mette tutti (i partiti) d'accordo perché gradiscono le liste bloccate, 2. che non favorisce la governabilità perché manca la sfiducia costruttiva (già clamorosamente assente nell'ominosa riforma bocciata il 4 dicembre) e 3. che dietro l’alibi d’ispirarsi alla presunta best practice, perpetua in gran parte il vizio più grave delle due ultime normative entrambe censurate (ma per altre ragioni!) dalla Corte costituzionale.
    • Paolo Balduzzi Rispondi
      L’articolo ironizza sul fatto che si voglia spacciare per tedesco ciò che tedesco non è, per non si sa quale ragione. Non prende una posizione a favore o meno del modello tedesco ma è critico sugli elementi che sembrano caratterizzare la proposta italiana. La nostra posizione sul dibattito è espressa chiaramente qui: http://www.lavoce.info/archives/47100/mattarellum-la-legge-piu-semplice/
      • Henri Schmit Rispondi
        Forse sono troppo negativo. Ma ho capito perfettamente. Il Mattarellum è solo un po' meno proporzionale e un po' meno basato su candidature bloccate della (pessima) normativa tedesca vigente. Mattarellum e la nuova proposta ora discussa in aula replicano entrambi i vizi, uno assoluto, le liste bloccate, l'altro relativo, l'eccessiva ricerca del vano proporzionalismo.
        • Francesco Tedeschi Rispondi
          Il Mattarellum è un sistema complesso, tanto nominato, quanto poco conosciuto: basti ricordare che il sistema della Camera è diverso da quello del Senato; ha tanti difetti, è vero ma è collaudato, ha dimostrato di funzionare nella terza e ultima votazione ma, a mio parere, ha un grande pregio: è un sistema "neutrale", perché non legato alle convenienze dei partiti attuali. poiché obbliga i candidati a confrontarsi sul campo e non nei salotti televisivi, è evidente la ripulsa, anche di chi, a parole - ovviamente, si è detto favorevole... L'uninominale di collegio a doppio turno è quello che ci serve e domenica ne avremo l'ennesima dimostrazione. Il problema è un altro: chi non vuole vincere=governare, non approverà mai un sistema elettorale che lo consenta. Il voto prima della legge di bilancio è un atto di codardia politica e questo dato di fatto non è cosi ignoto come sembra...
          • Henri Schmit
            Sono d'accordo. Ma il Mattarellum (che aveva 25% di nominati più lo scorporo per renderlo più proporzionale) è morto da quando la Consulta ha negato la possibilità di reviviscenza. Condivido la retrologia sulla contrarietà del m5* all'uninominale con ballottaggio. Purtroppo nemmeno il PD che ne trarrebbe grande vantaggio lo difende. Perché? Teme l'assenza di nominati?