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  1. enzo Rispondi
    Rispetto alle numerose proposte avanzate certo il mattarellum resta il migliore. Certo dopo le osservazioni della corte, per evitare che a prendere tutto nel collegio sia una forza poco rappresentativa, si potrebbe introdurre il secondo turno di ballottaggio (di collegio). Non si risolverebbe comunque il malcostume italiano di listoni fatti per vincere e che poi ,una volta accaparatisi i posti in parlamento, tornano a creare partitini sotto forma di gruppi parlamentari. Ma la principale domanda è : perché di fronte all'evidenza della preferibilità del sistema maggioritario anche i partiti che ne trarrebbero i maggiori benefici ci stanno riportando al proporzionale? per ottenere la maggiore quota possibile di potere rappresentativo ma nello stesso tempo essere sicuri di non dover fare un governo da soli , ma coinvolgere come minimo altri due partiti, per formare un governo rispetto al quale far finta di non condividerne le scelte. In altri termini fiducia in parlamento , opposizione chiacchiereccia in tv e sui giornali.
  2. Francesco Tedeschi Rispondi
    Il dibattito di queste ore sulla nuova proposta di legge elettorale, che di tedesco ha solo il nome [cfr. l'editoriale sulla Stampa di ieri di Gian Enrico Rusconi] conferma come il ritorno, o meglio una ripresa del percorso migliorativo del "Mattarellum" interrotto nel 2005, è la strada più giusta, ricordando in tal senso gli studi scritti all'indomani delle elezioni del 2002. Al momento, con una convinzione "artificiale" si è optato per l'ennesimo esperimento in direzione del proporzionale, ancorando il tutto ad una soglia di sbarramento troppo alta per essere vera. Niente di nuovo sotto il sole: a promuovere la "riforma" sono gli alfieri del populismo "vecchi e nuovi" in quanto fautori della democrazia immediata che non prevede mediazioni di alcun genere nel rapporto tra il leader e il suo popolo (con buona pace di chi, con ingenuità infantile, si ostina a sostenere il contrario...). Nel merito il sistema "tedesco" un risultato lo anticipa già: non il vincitore certo auspicato qualche tempo fa, ma una coabitazione fondata su una rappresentanza sterile, perché minoritaria in partenza. Rimane attuale quanto scritto da Giovanni Sartori nel 1992 [Seconda repubblica? si ma bene]: "Ma chi oggi invoca per l'Italia il sistema tedesco mal capisce quel sistema e se ne aspetta benefici che in Italia non produrrebbe". Di certo la proposta attuale non va nella via maestra del legame tra eletti ed elettori fondato sul territorio e non nelle segreterie di partito...