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  1. Filippo Ottonieri Rispondi
    Con la scelta che è stata fatta, i costi per i contribuenti saranno invece massimi: si butteranno miliardi per protrarre una falsa operatività, e poi altri per i sontuosi ammortizzatori sociali che "spettano" ai dipendenti Alitalia. Bisognava portare subito i libri in tribunale.
  2. Michele Rispondi
    Come è possibile immaginare che i commissari possano "rimettere rapidamente ordine nella gestione e nei conti aziendali"? In pochi mesi? In una situazione dove nessuno ci è riuscito in anni e anni? Potranno, forse, trovare degli acquirenti che, a debiti azzerati, siano disposti ad accollarsi una parte delle attività pagando zero.
  3. Lorenzo Rispondi
    L'autore dell'articolo considera un'opzione quello che descrive nell'ultima frase qundo invece sarà l'unico orizzonte (e qui verrebbero fuori commenti non trascrivibili).
  4. Henri Schmit Rispondi
    Ottimo articolo, come sempre. Mi domando che cosa si possa vendere. Gli attivi, non certo la società. Si dovrebbero dare soldi a chi prende una struttura con alcuni slot nell'attivo, pochi aerei vecchi di proprietà, un passivo aumentato di 600M e una perdita gestionale incurabile. Nessuno ha mai proposto di “processare” almeno giornalisticamente, nell’opinione pubblica, i colpevoli, dai venditori di fumo patriotico del 2008 ai salvatori legati all'alta finanza internazionale più recenti. Allora i più orgogliosi hanno applaudito e votato; adesso preferiscono rimuovere questo ricordo penoso. Si dovrebbe invece ricostruire i fatti e cacciare per sempre autori e complici. Sono anch'io colpevole del disastro: intuendo le vere ragioni della decisione del 2008 non ho da allora, per protesta gandhiana, preso più alcun volo Alitalia. Ho comunque sbagliato tutto, perché il miglior mestiere in questo paese è quello del commissario. Non solo nel trasporto aereo.
  5. Michele Rispondi
    I 600 milioni messi di nuovo dai contribuenti italiani beneficiano almeno della prededuzione? Cioè sono privilegiati nella ripartizione dei proventi di una ipotetica vendita? In uno scenario "normale", gli azionisti ad oggi dovrebbero avere azzerato il loro valore, i creditori chirografari dovrebbero perdere buona parte del loro capitale essendo subordinati a creditori privilegiati (dipendenti, fisco etc) e al finanziamento di 600 milioni dello stato. Nessuno parla più dei 75 milioni investiti dalle Poste. Ovviamente sono persi. Tutto regolare?