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  1. Alessandro Pescari Rispondi
    In poche righe e con molta chiarezza il prof. Daveri ci dà conferma del quadro economico/finanziario del n/paese. Ossia, in primavera si scrive la trilogia dei sogni e in autunno-inverno dobbiamo ricorrere ad altre alchimie (es. "flessibilità UE") per continuare a vivacchiare. Va bene tutto, compreso proseguire ad illudersi, ma la realtà è ben altra ed oramai anche molti cittadini comuni si chiedono quando arriverà il momento che la nostra classe politica/dirigente, riesca ad affrontare i nodi che bloccano un paese tra i più grandi del mondo e che nonostante tutto riesce a far valere le proprie qualità.
  2. luca Rispondi
    Ma davvero voi esperti credete nei tendenziali che riportate. Con l'aumento dell'IVA il massimo che cresce è l'evasione fiscale e le frodi IVA. Tagli veri non ce ne sono, pertanto rimane invariato il PIL ma aumenterà ancora il debito pubblico. Alla fine, nessuna manovra di abbassamente IRE(S), etc...
  3. Michele Rispondi
    Un DEF a cui non crede nessuno. Neanche chi lo ha scritto. Sarebbe molto più onesto dire agli italiani la verità: 1) non ci sono spazi per riduzioni di imposte fino a che il debito pubblico non sia stato ridotto al 70/80% del GDP 2) la crescita va ricercata per altre vie: spendendo meno e soprattutto molto meglio le imposte che pochi italiani pagano e aumentando i redditi da lavoro 3) la lotta all'evasione e alla corruzione passano attraverso epocali riforme (catasto, curva aliquote irpef, pubblico impiego, appalti, lavoro etc) che necessitano rigore e tempo 4) le riforme fatte fino ad ora sono troppe, confuse, sbagliate e dannose 5) attraverso le riforme occorre operare una massiccia redistribuzione di risorse dal capitale al lavoro e ridurre il precariato al fine di garantire la competitività stessa delle imprese italiane (vedi Germania) 6) buona parte della classe politica e dirigente attuale va rottamata per manifesta incapacità, conflitto di interessi e collusione con corruzione e evasione fiscale
    • Giovi Rispondi
      Che senso ha parlare di lotta all'evasione quando Juncker stesso fa del Lussemburgo un paradiso fiscale per Apple, Google etc.? Noi possiamo fare tutte le riforme che vogliamo, il fallimento è sistemico e parte dal trattato di Maastricht. Tra l'altro se l'Italia non cresce, mettersi a fare surplus primari non serve assolutamente a niente, nemmeno a impedire che il debito cresca. Poi, ridurre all'80%? Quindi 40 anni di surplus primari (a condizione che funzionino, e non lo fanno)? Davvero ci si aspetta di fermare la rivolta popolare strillando contro ''populisti'' e ''ignoranti'' per tutto questo tempo?
      • Michele Rispondi
        1) prima di gridare contro le pagliuzze altrui bisognerebbe aver rimosso la propria trave: 110 mld di evasione annua parlano da soli, così come il regime da paradiso fiscale che abbiamo in Italia in caso vendita di società ( con la pex si paga 1,2% del capital gain) 2) il debito pubblico è una tassa lasciata in eredità alle generazioni future. Gli anni del governo Renzi hanno dimostrato che il deficit spending non funziona: crescita risibile, la metà dell'Europa 3) con le regole europee invece altri crescono eccome: la Germania dimostra il successo di una ricetta fatta di stipendi molto più alti, sindacati nei cda, grandi imprese, rigore nei conti pubblici, una macchina amministrativa efficace, bassa evasione e bassa corruzione. Se ci riescono loro perche non possiamo riuscirci noi?
  4. Alessandro Sebastiani Rispondi
    La ringrazio per l'articolo chiaro ed essenziale, come tanti che si leggono sulla "voce.info", che permette a noi lettori di comprendere argomenti che esulano dalle nostre competenze, ma che comunque ci coinvolgono come cittadini di questo paese. Riguardo le sue conclusioni le chiedo: se nei i prossimi anni si dovesse realizzare lo scenario, a mio parere più probabile, di una crescita intorno all' 1% del pil, un'inflazione anche essa di circa 1%, la cessazione del Q.E. da parte della BCE, l'Italia riuscirà a percorrere questo "stretto sentiero" fra sostenibilità del debito e sviluppo ?
    • Vincenzo Rispondi
      Secondo me un 1% di inflazione e 1% di PIL reale non bastano ad avviare il percorso di risanamento che serve. Comunque, almeno finchè Draghi resterà alla guida della BCE, una inflazione dell'1% non sarà ritenuta sufficiente a spingere la crescita e quindi il QE continuerà.
  5. Michele Rispondi
    Il DEF 2017 dimostra, una volta di più, che la flessibilità (=maggior debito) che Renzi ha ottenuto dall'Europa non è servita a nulla. La crescita ottenuta è veramente modesta, la peggiore d'Europa. Paradossalmente il DEF 17 prevede che la stessa crescita (1%) sarà ottenuta pur in caso di attuazione delle famose clausole di salvaguardia con aumento delle imposte per 1.1% del PIL nel 2018 e 1.3% nel 2019. Allora, la domanda è: posto che sia vero quanto prevede il DEF, perché negli ultimi 3 anni le clausole di salvaguardia sono state cancellate rinviando in questo modo la essenziale riduzione del debito, e senza ottenere nulla dal lato della crescita?
  6. Gabriele Rispondi
    In relazione alla dinamica di progressiva flessione del rapporto debito/Pil (nel 2018 - 1,5 punti) disegnata nel DEF, pesa anche l'incognita dell'avanzo primario ( passerebbe al 2,5% dall'1,7% del 2017). Posta la disattivazione delle clausole di salvaguardia, quali misure sostitutive troveranno al Mef per ottenere uno 0,8% di surplus primario aggiuntivo? Inoltre, è esplicitamente ammesso il mancato rispetto della regola del debito per il 2018 (con proiezione 2020).
  7. fml Rispondi
    Controprova che da PD e quest'UE non ci può o tantomeno deve aspettare nulla se non la continuazione del declino.