logo


  1. Salvatore Recupero Rispondi
    Insoddisfazione. Per misurarla non è forse necessario rilevare lo scarto esistente tra il livello di remunerazione di un dirigente e quello di un operaio ? . Ai tempi di Valletta, alla Fiat, quello scarto era pari a 4 volte . Oggi lo scarto tra la remunerazione di marchionne e quella di un suo operaio è pari a 40 volte o forse più. Situazione riscontrabile nel pubblico impiego anche se in misura inferiore. L'insoddisfazione è anche acuita dalla condizione dii insicurezza dell'operaio o dell'impiegato rispetto una possibile e probabile delocalizzazione o disoccupazione o del piccolo imprenditore , costretto a navigare nei marosi di una crisi. senza tempo, senza credito , senza punti di rifermento nel mondo globalizzato o di un padre che teme per il figlio laureato la prospettiva della disoccupazione. "Mala tempora currunt " dicevano gli antichi romani. La nostra governance è all'altezza di questi tempi ?
  2. Savino Rispondi
    La "gente" non si informa più a dovere da oltre 30-35 anni. Nel frattempo, è stata abolita la scala mobile, è cambiata la politica dei redditi,sono subentrati i parametri di Maastricht, è subentata la globalizzazione, è subentrata l'Europa allargata, è subentrato l'Euro, si è avuta la crisi finanziaria globale. La "gente", quindi, pensa ancora di vivere a fine anni '70 - inizio anni '80. Da qui il malcontento, la disillusione, la nostalgia della lira. Bastava vivere la realtà ed essere aggiornati per non farsi travolgere dagli eventi.
  3. Piero Caracciolo Rispondi
    Quale è la definizione di "piccola borghesia" in questo contesto? Grazie,