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  1. Emanuele Rispondi
    Ricordo che era prevista anche la chiusura delle banche centrali nazionali. Che cosa ne è stato di quel proposito? Veti incrociati anche lì?
  2. Henri Schmit Rispondi
    Chiaro ed istruttivo. Con l'esperienza degli ultimi mesi capisco tuttavia sempre meno quali critiche meriti la nuova regolamentazione europea delle crisi bancarie. Contrariamente a quello che sembra affermare l'articolo tutto era ampiamente prevedibile, da anni. Su questo sito i primi articoli (non ricordo le firme) sono stati pubblicati in tempi non sospetti. La mia reazione a caldo allora era di contestare l'euforia degli esperti perché la nuova regolamentazione avrebbe favorito il deflusso dei depositi, degli investimenti e dei finanziamenti dalle banche deboli verso quello più forti (fra cui solo un paio di istituti italiani). Addirittura la soluzione inventata per MPS (il 'ristoro' invece della 'risoluzione') mostra quanto tutto sia flessible ed adattabile. Il vero problema non è l'unione bancaria europea, ma gestione bancaria (dei finanziamenti, delle sofferenze; e degli investimenti finanziari) e la sua sorveglianza da parte degli organi di vigilanza e dei giudici ordinari in questo paese. Troppe inefficienze, troppi personalismi, troppi privilegi, troppa attività occulta, troppe frodi, tempi troppo lunghi per risolvere.
  3. Andrea Resti Rispondi
    Chiaro, lineare e purtroppo molto condivisibile.