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  1. Federico Leva Rispondi
    Visto che tutto parte dalla lettera del presidente BCE, tanto vale mettere il collegamento in modo che ciascuno possa leggersela: https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/other/170120letter_valli_zanni_1.it.pdf
  2. Maurizio Cocucci Rispondi
    Non ho capito il senso della prima parte perché trovo corretto definire il saldo Target2 come una attività o passività nei confronti dell'eurosistema dato che esso rappresenta appunto il saldo dei conti in essere tra una banca centrale e le altre (attuali) 18. Mentre, nel caso una nazione dovesse lasciare l'eurozona, la sua banca centrale dovrà regolare la posizione con la Banca Centrale Europea in quanto garante del sistema Target2. In pratica se un Paese lasciasse l'eurozona e la posizione della propria banca centrale fosse a debito e questo non fosse regolato, la BCE sosterrebbe una perdita che verrebbe ripartita in base alle quote di appartanenza tra le rimanenti banche centrali. Però non vedo come questa ipotesi dovesse verificarsi fin quando il bilancio della banca centrale coinvolta risulta in attivo. Esempio, la Banca d'Italia avrà anche 350 mld di euro per questa voce, ma se ha dall'altra adeguati asset che la compensano è quindi in grado di regolare la passività presso la BCE nel caso l'Italia lasciasse l'eurozona. Il problema sorgerebbe nell'ipotesi che questi asset (es.titolo di Stato) dovessero subire un crollo del loro valore di mercato.
  3. Guido Iodice Rispondi
    Un altro articolo che aggiunge confusione ad un tema che era chiaro prima che a parlarne fossero gli economisti.
  4. Marco Trombetta Rispondi
    Io credo che queste partite contabili non sono "debiti" verso l' Eurosistema. Sono "riserve a tempo" di liquiditá di un sistema nazionale rispetto a un altro. Secondo me sono "equity" e non "liabilities". Riflettono il fatto che la liquiditá "italiana" é uscita dal sistema italiano e é entrata nel sistema (per esempio) tedesco ed é andata a finanziare indirettamente il sistema tedesco attraverso (per esempio) l'acquisto di buoni del Tesoro tedeschi. Nel futuro, quando i buoni tedeschi maturano, questa liquiditá rientrerá nel sistema italiano e la "riserva a tempo" si riclassificherá come "riserva bancaria" vera e propria. Il problema quindi non é la natura debitoria di questi 350 miliardi (che secondo me non esiste) se no che la Banca Centrale italiana immette liquiditá nel sistema tedesco e non nel sistema italiano, favorendo quindi gli investimenti tedeschi e non gli italiani. Se l'Europa esiste e ci crediamo a livello "consolidato" di Banca Centrale europea non cambia nulla. Se invece ci preoccupiamo delle economie nazionali la operazione non é "neutra".
  5. Piero Rispondi
    Se uscissimo da Euro, cacciati o volontariamente, nn siamo costretti a ridenominare tgt2 a 1936,27 come i creditori esteri ovviamente vorrebbero. Così come Btp con clausola Cac ilndiritto di veto ce lo avrebbe BankItalia che Effettivamente li compra (secondo i Capital Key) e nn la Bce come molti credono. Il vero problema evidenziato dal rpt MedioBanca mi sembrano i 700 mlf di EuroBond di Diritto Estero che le nostre Banche han emesso x finanziarsi a seguito del congelamento del mkt interbancario (problema molto più grave degli Npl ormai Dolorosamente in buona parte risolto).
    • Luigi Rispondi
      perdonate la mia Ignoranza, cosa si intende per EuroBond?