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  1. Giacomo Rispondi
    Finalmente. Magari aggiungiamo che "surplus" significa esportare disoccupazione così capiscono tutti e forse ci svegliamo
  2. roberto Rispondi
    Finalmente due economisti bocconiani che riconoscono, sia pure cripticamente, che nell'Area Euro la Germania beneficia di un cambio sottovalutato. Questo è quanto abbiamo ottenuto togliendo al mercato un pezzo di mercato: quello dei cambi. Quanto alle aspirazioni di un cambio di politica da parte dei tedeschi, queste rimarranno tali: non cambieranno mai il loro credo che sia solo e soltanto l'export il motore "sano" della crescita.
  3. Amegighi Rispondi
    Penso che il punto del problema sia quella che Lei definisce come posizione a valle del sistema integrato di produzione, e, nel contempo, la posizione a monte dell'Italia. Ciò riflette, a mio parere, il livello tecnologico della produzione stessa, e, in ultima analisi, il livello di R&D che viene investito. E' vero che possiamo produrre alcune componenti avanzate, ma sempre componenti sono. Il prodotto finito viene fatto altrove. Per anni, la nostra economia è stata "drogata" dalle svalutazioni della lira. Abbiamo perso molti treni importanti (chimica, areonautica, computer ed elettronica, farmaceutica) incapaci di capire che la nostra economia si doveva trasformare, doveva investire in R&D. Ancora oggi investiamo poco più dell'1% in R&D, in gran parte nel pubblico (data la parcellizzazione delle imprese), a fronte del 3% della Germania e degli altri competitors. E' nel frattempo partito il sistema integrato di ricerca europea (ERC) dove se ci difendiamo, lo possiamo fare solo per la capacità dei ricercatori, e non certamente per l'aiuto di un "sistema Stato" costruito per questo. Anzi il "sistema Stato" mi sembra abbia molte idee confuse su quali siano i reali settori strategici da sviluppare nella nostra economia e come svilupparli.
  4. Traison du Clers Rispondi
    Merkel oggi: l'Euro è troppo basso per la Germania. Ma invece di dannarsi l'anima cercando di controllare i mercati, cosa tentata e fallita dai sovietici, lasciamo fare ai tassi di cambio (e quindi ai mercati il loro lavoro). Basta con ''la Germania deve fare questo'', ''gli Italiani devono ridurre i consumi'' '' I Francesi devono essere Olandesi'' ''I Greci devono morire di fame''. Ammettiamo che l'Euro non funziona e torniamo al libero mercato delle monete. Altrimenti salta tutto, e state tranquilli che salta.
    • gianmario nava Rispondi
      gentile traison du clers, mi spiega perchè la lira? perchè non avere il tallero in veneto, il carlino in emilia o il fiorino a firenze e sopratutto non le monete regionali o addirittura sub-regionali al sud? e perchè non una moneta per puglia e piemonte e una diversa per liguria e sardegna? fino a che punto deve esserci omogeneità e quali gli indicatori di omogeneità? tanto per non essere, al solito, general-generici
      • Traison du clercs Rispondi
        Il Sud per come è messo non si riprenderebbe nemmeno con la lira. In ogni caso, il tasso di cambio fisso imposto da Piemonte/Sardegna è spesso citato dagli storici come motivo di impoverimento del Meridione, dalla quale non si è mai ripreso, nonostante un secolo di interventi statali. A riprova che economie diverse non possono avere la stessa moneta. Votare Euro significa condannare tutto il Sud Europa, Francia inclusa a una enorme ''Questione Meridionale'' europea. Alla provocazione si risponde con una lezione.
      • Francesco Rispondi
        perchè siamo parte di un unico Stato Democratico, Parliamo un unica Lingua e possiamo contribuire tutti quanti alla discussione ed al dibattito politico.
  5. Maurizio Cocucci Rispondi
    Personalmente non condivido la tesi che aumentando gli investimenti, soprattutto quelli pubblici, questo possa ridurre il surplus commerciale. Intanto ho l'impressione che vi sfuggano i dati recenti secondo i quali nell'ultimo triennio sia i consumi, pubblici e privati, che gli investimenti hanno visto una crescita maggiore rispetto al passato e questo non ha condotto però ad una riduzione del surplus, anzi è stato esattamente il contrario. La crescita poi dei consumi deriva proprio da un aumento delle retribuzioni che ha conseguentemente incrementato il costo del lavoro più che in altri Paesi dell'eurozona, aumento che ha visto come punto di partenza l'introduzione del salario minimo orario a 8,50 euro, da quest'anno portato a 8,84 euro. Tornando alle componenti del PIL, l'Istituto Federale di Statistica riporta una crescita annuale dei consumi privati del 2,6% sia per il 2015 che per il 2016 mentre è stata del 1,8% nei due anni precedenti. Per la spesa federale l'aumento è stato del 4% e del 5,8% rispettivamente nel 2015 e 2016 e per gli investimenti lordi rispettivamente 3,2% e 4%. Nel 2016 le importazioni sono aumentate però solo dello 0,7% ed una ragione la si può trovare nella composizione della spesa per gli investimenti che hanno riguardato in particolare il settore dell'edilizia più che in macchinari dell'industria privata. Pertanto a che serve auspicare maggiore spesa statale in infrastrutture se la ricaduta sulle importazioni è limitata?
  6. Michele Rispondi
    I salari tedeschi sono già i tra i più alti in europa. dati eurostat. retribuzione media lorda mensile nella industria manifatturiera: germania € 3,5 k, italia € 2,5 k
  7. Michele Rispondi
    L'articolo citato dello Spiegel (a parte essere un po' vecchiotto) lamenta che le imprese tedesche investono troppo all'estero e troppo poco in Germania (cosa che dipende anche dai salari già molto alti in Germania) Con le conseguenza di diminuire, non aumentare, il surplus commerciale tedesco
  8. Michele Rispondi
    I salari in Germania sono già tra i più alti in Europa. Nei dati Eurostat si legge che per l'industria manifatturiera il salario medio lordo mensile in Germania è 3,5k in Italia 2,5k
    • Andrea Tibaldi Rispondi
      Ma che c'entra? I salari dovrebbero aumentare in proporzione alla produttività. In Germania non lo fanno, questo si chiama dumping salariale.
  9. Riccardo Rispondi
    Non mi è chiaro come si possa affermare "impostazione di politica economica basata, tra l’altro, sul contenimento dei salari". In base a cosa il governo tedesco determinerebbe un contenimento dei salari? Che genere di politiche implementa? Cosa dovrebbe fare per aumentarli? Mi pare che in un economia di mercato sviluppata come quella tedesca il salario sia determinato dagli agenti o dalle loro rappresentanze. Forse semplicemente sono i sindacati tedeschi a voler contenere i salari, perchè dovremo imporre loro di modificare le loro preferenze?
    • Raniero Rispondi
      L'immigrazione di massa è una politica di contenimento di salari. Infinita offerta di manodopera a basso costo.
      • Andrea Tibaldi Rispondi
        Con le riforme Hartz, l'avvento dei minijob, tra l'altro finanziati con lo sforamento delle regole europee del 3% deficit/PIL. Non c'entra nulla se i salari in Germania sono più alti che altrove, i salari devono aumentare proporzionalmente alla produttività. E in Germania non è successo.
      • Andrea Tibaldi Rispondi
        Volevo rispondere al commento sopra...
  10. Michele Rispondi
    Qual è l'elasticità della domanda di beni tedeschi nel mondo rispetto al prezzo? Se le Porsche vendute negli USA costassero 5/10% in più a causa di un cambio euro\dollaro più forte o a causa di dazi, se ne venderebbero di meno? Gli investment bankers di Wall Street si comprerebbero un pick-up Chevrolet Silverado (con tutto rispetto) perché costa in proporzione un po' meno? Quanto ci perderebbero le società italiane che vendono componenti alle aziende tedesche?
    • Fox Rispondi
      Come se la Germania producesse esclusivamente prodotti la cui domanda è anaelastica. Una golf che passa da 20.000 a 25.000 come la mettiamo?