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  1. AVV. ANIELLO SANDOLO Rispondi
    Caro prof. Boeri sulla base del rapporto INPS 2016 su 16 milioni di pensionati ne abbiamo 4 MILIONI CHE SUPERANO GLI 80 ANNI( aspettativa di vita).Questi RAGAZZI alla loro età , visto che si fanno i bisognini addosso, hanno bisogno e chiedono maggior ASSISTENZA e MINOR PREVIDENZA. Allora, per fargli fare una buona vecchiaia, diamogli una miglior ASSISTENZA, anche di tipo domiciliare, ma in cambio a partire dalle pensioni nette di 1000 € AL MESE in su, iniziamo a fare delle ( modello IRPEF) ritenute mensili del 3% , del 6%, del 9%, del 12% - di sicuro non muoiono di fame - ma questo metodo soft, non fa macelleria sociale, e porta in modo STRUTTURALE nelle casse dell'INPS e altri ENTI RISPARMI x 47 MILIARDI e 472 Milioni di €. Per vedere se funziona E FUNZIONA BASTA PROVARLO. AVV. ANIELLO SANDOLO
  2. Vittorio Rispondi
    Signor Boeri grazie di esistere.
  3. Silvestro De Falco Rispondi
    Caro Professor Boeri, credo che lei si occupi troppo dei conti dello Stato e troppo poco degli scompensi che questo metodo a contributi definiti sta creando per la generazione di lavoratori post 1996.
  4. Luca Fantolino Rispondi
    Le pensioni sono da sempre oggetto di interventi politici. Solitamente vengono motivati da ragioni di equità ma di fatto queste ultime misure del governo vanno nella direzione di accentuare la penalizzazione dei giovani che pagano più tasse, più contributi e ricevono meno servizi, godranno di una pensione inferiore e per molti meno anni. Perché interventi quale APE non vengono finanziati dalle generazione più fortunate? Si potrebbe fare un'opera di vera equità se venissero calcolate le pensioni in essere con metodo contributivo e si decurtassero almeno quelle che risultano fortemente in eccesso.