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  1. SpeculaThor Rispondi
    Mi occupo di finanza da 20 anni e con profitto. Teoria e Pratica unificate. Se scegliamo di non essere ipocriti bisogna dire la verità assoluta. Nè il sistema bancario nè Consob vogliono che ci sia Autentica Educazione Finanziaria. Le coperture che date da questi Organi di presunta Vigilanza ad operazioni quanto meno spregiudicate sono infinite. Dal giro ai clienti dei bond argentini e Parmalat per svuotarsi un portafoglio che scotta, alla cecità del caso Ligresti, alla non pubblicazione dei prospetti probabilistici di rischio voluta da Consob, alla copertura sul classamento di Bond Subordinati e CoCo al retail nel modo più sfacciato (Bail In in Ue fu approvato nel 2014: ma fu tenuto nell'ombra per 2 anni x consentire classamenti senza rumore). Oppure ai mega prestiti agli amici che tutti conoscono perfettamente da decenni, oppure alla mitica clausola Cac sui Btp che speriamo la gente non debba mi scoprire cosa è. Eccetera eccetera eccetera eccetera eccetera. Gli Stati sono ormai soggetti Catturati dai poteri economici e Finanziari. La Scuola è un Ente dello Stato Catturato. Ho assistito a Corsi di Educazione Finanziaria ad alunni delle superiori presso primari istituti. Personalmente sapevo che facevano robe turche. Eppure a sentirli sembravano agnellini e pontificavano. E molti proff di economia ci credevano a quelle fanfaluche. Quindi Autentica Educazione Finanziaria non si farà mai. Non è una mia opinione. Se lo vorrete e potrette pubblicare Così Parlò SpeculaThor
  2. Francesca Rispondi
    Il problema non è inserire un'ora di matematica finanziaria quanto più inserire MINIMO un'ora di economia che possa toccare e approfondire quanti più argomenti possibili nell'ampio spazio che questa si porta dietro. Sarebbe bello riformare l'intera istruzione, snellirla di tutte le figure inutili che si porta dietro, puntare su un bagaglio culturale forte e solido, fare leva sul fatto che questa sia la miglior forma di investimento e fare in modo che sia proprio l'istruzione il vero motore della crescita.
    • bob Rispondi
      "snellirla di tutte le figure inutili.." Oltre che snellirla di tutti i corsi inutili espressione di una burocrazia insopportabile. Esluso Liceo Classico e Liceo Scientifico gli altri corsi , eccetto alcune eccezioni, dovrebbero essere corsi di specializzazione ...che senso ha che un perito chimico nel 2016 fa 5 anni di scuola per diplomarsi . Inoltre distinguere il concetto di: scuola e cultura! Sono due cose diverse. La cultura in particolare dovrebbe ripartire dall' educazione civica che i "rivoluzionari con il culo al caldo" del ' 68 hanno distrutto
  3. Alberto Rispondi
    Come sempre si tenta di dare una soluzione senza sapere qual è il problema. E’ certificata un’ignoranza in economia ? In finanza ? In matematica finanziaria ? Nella gestione del proprio risparmio ? Devono sapere cosa sia l’inflazione, una politica Keynesiana o come si calcolano gli interessi composti o come funziona un derivato ? Nelle scuole superiori, l’insegnante abilitato in matematica è un laureato in matematica, poiché nel piano di formazione non ci sono esami di matematica finanziaria, di finanza o economia. Come si intende far insegnare una materia che non ha studiato ?
    • Francesca Rispondi
      Corretto!!
  4. antonio cajelli Rispondi
    Beniamino, purtroppo esiste una letteratura ormai decennale che dimostra quanto la conoscenza di concetti matematico-economici non serva a nulla nelle scelte di tutti i giorni. Abbandoniamo questo paradigma 'razionale': l'uomo è istinto ed emozioni: istinto ed emozioni governano la nostra vita e le nostre scelte. Decidere di accettare questo stato di cose può aiutare a fare qualcosa. Continuare sull'altra strada può aiutare solo una parte del mercato, quello che sulle scelte delle persone guadagna. Un elemento di complessità è che - posso dirlo, dopo anni di esperienza scolastica - che il corpo insegnante (ce l'ho anche in casa) come molti adulti di oggi ha un suo rapporto disfunzionale con il denaro, quindi non se la sente di affrontare questo insegnamento. E lasciarlo come materia matematica (anche qui, il mondo è pieno di esempi) non ha favorito nessuno né ha migliorato le scelte delle persone. Oggi il compito difficile è capire come le persone prendono le loro scelte. Più che la matematica ci aiutano le neuroscienze, la psicologia economica, la sociologia e l'antropologia. Studiamo di più e meglio, ascoltiamo le voci indipendenti, nell'interesse più alto che è quello di tutti. Collaboriamo. Con rispetto per le osservazioni di tutti.
    • Alberto Rispondi
      E' proprio perché le persone sono istintive ed emotive che nei ragionamenti che sento, sopratutto in TV, ragionano secondo criteri soggettivi in cui lo scopo è vincere l'agone retorico. Non sanno individuare in dettaglio la questione da analizzare e affrontarla con logica razionale. Insegnare a pensare in modo logico, conoscere le fondamenta della statistica per saper interpretare masse di dati e una base degli argomenti che il sofista adotta protegge dai ciarlatani imbonitori che ti consigliano di seminare i zecchini nel campo dei miracoli.
    • beniamino piccone Rispondi
      Caro Antonio, siamo dalla stessa parte. Quando scrivo "Se si prendono in considerazione gli ostacoli “cognitivi” nell’apprendimento dei concetti finanziari, l’efficacia dell’insegnamento è rafforzata", intendo dare importanza alla finanza comportamentale. L'homo sapiens è ben diverso dall'homo oeconomicus. Le emozioni e le scorciatoie della mente giovano un ruolo rilevante. Ha ragione Gianni Toniolo che ieri sul Sole 24 Ore invita psicologi ed economisti a collaborare di più.
  5. Pierluigi Molajoni Rispondi
    È da tempo che penso che siccome è difficile capire la storia senza qualche nozione di economia, i principi basici (non ci sono pasti gratis, l'uso delle risorse che si fa va confrontato con gli usi alternativi, ecc) andrebbero insegnati all'inizio delle medie. Andare molto oltre qualche principio basico diventa difficile per l'immediato apparire di qualche ideologia. Allora dovrebbe entrare nello studio della filosofia.
    • bob Rispondi
      ..io credo che è molto difficile capire l' economia senza capire ma soprattutto studiare la Storia. Questo è un Paese che ha bisogno di cultura come l' ossigeno, per cultura intendo saper minimamente leggere e scrivere, saper capire e " tradurre" un concetto logico, saper leggere e interpretare un articolo di giornale. Allora le iniziative "spot" una tantum non servono a nulla , sono " brodini caldi" che non risolvono nulla. Ma per evidenti ragioni storiche questo è un Paese dove la cultura fa paura più che in altri Paesi. Noi siamo il Paese che più di tutti utilizza la rete per gossip e futilita' varie, ma agli ultimi posti per lavoro o sviluppo dell'economia. Provate a vedere quante aziende operano con una cultura di rete...non credo più del 1% . Allora mi chiedo cosa vuol dire "..incrementare l' insegnamento della matematica.."? Come se la matematica soprattutto quella finanziaria , dei mercati fosse considerata 2+2 =4 piuttosto che avere un bagaglio culturale e di apertura mentale che ti consente di valutare e smascherare il "ciarlatano" di turno
      • beniamino piccone Rispondi
        Sfondi una porta aperta caro Bob. Come storico dell'economia appassionato della figura di Paolo Baffi http://fausteilgovernatore.blogspot.it/2016/09/che-bello-presentare-il-mio-terzo_14.html non posso che condividere. Trovo che I ragazzi di oggi, non conoscendo la storia, fanno estrema fatica ad andare alla radice delle cose. Se a una classi di student di 19 anni chiedi chi sono Aldo Moro, Andreatta, Baffi, Mattei, Carli, Sindona, Andreotti, ti guardano come fossi un pazzo. Oltre che finanza bisogna insegnare storia economica. Vaste programme, diceva il generale De Gaulle.