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  1. Ema Rispondi
    "...Oltre che accrescerne la cultura finanziaria andrebbe evidenziato che è cultura finanziaria anche il “sapere di non sapere” (la consapevolezza di dover chiedere consiglio, supporto) e anche, nel chiedere, la capacità di riconoscere la presenza di conflitti di interesse in chi offre consigli o opera sul mercato..." Il 14 e 15 luglio la Banca d'Italia assieme all'Associazione delle Banche Italiane ha tenuto un corso ai magistrati sull'usura. Ma se la Cassazione con sentenza n. 46669/11 afferma che le circolari e le istruzioni della Banca d'Italia non rappresentano una fonte di diritti ed obblighi… e nella ipotesi in cui gli istituti bancari si conformino ad una erronea interpretazione fornita dalla Banca d'Italia non può essere esclusa la sussistenza del reato sotto il profilo dell’elemento oggettivo perché diamo ai magistrati una educazione "di parte" e non oggettiva in modo che siano più "giusti" nel momento di emettere una sentenza? La cultura finanziaria che fa crescere l'Italia ha ancora tanta strada da fare e occorre dare l'esempio a partire dalle strutture pubbliche di vertice.
  2. Pif Rispondi
    Mi pare che i temi economico finanziari non siano mai stati un must nelle nostre scuole, negli stessi licei che risulterebbero migliori penso sia più dovuto alle influenze famigliari che a quelle della scuola, i nostri programmi sono incentrati a premiare, quando va bene, la cultura classica e quella scientifica, ma di tutto ciò che è cultura economico-sociale dall'illuminismo in poi solo tracce a livello quasi omeopatico. Un segnale positivo viene da quello che ho letto sul nuovo programma delle scuole di Renzi che prevede materie economiche anche alle medie inferiori ma è un po poco.
    • rob Rispondi
      la cultura è cultura non è una cosa a comparti stagni. Cosa c'è di più classico in una cultura economico-sociale? Se si dovesse fare una vera e rivoluzinaria Riforma Scoalstica basterebbero 2 indirizzi; uno classico che può far tutto e accedere al tutte le facoltà Universitarie ( i migliori medici e ingegneri provengono da li) l' altro professionale per le specializzazioni che con le tecniche attuali devono durare 3 anni. Ma poichè le riforme sono fatte in funzione dagli insegnanti da occupare facciamo una miriade di inutili scuole (Liceo scienze applicate, liceo umanistico e menate varie). Ma la cosa tragica in questo Paese che non si leggono giornali e tantomeno libri vera fonte di cultura, ma in compenso siamo un Paese con 4 quotidiani sportivi la biada al popolino è servita
      • ivan_terzo Rispondi
        Una genialata. Praticamente un ritorno alla scuola pre-fascista. Ma per favore! Il problema è molto più complesso e comprende trame e relazioni, neppure facilmente decifrabili, che includono il comportamento degli studenti, quello delle rispettive famiglie, quello degli insegnanti, della struttura scolastica e delle istituzioni che gravitano attorno all'istruzione. E per comportamento non intendo (unicamente) il modo con cui persone e istituzioni si pongono, ma come reagiscono in base alle rispettive professionalità che, nei casi peggiori, possono anche essere insufficienti o addirittura non esistere. Ovvero uno studente può essere un cattivo o un buono studente, un docente può presentare altrettante varietà di "caratteri", le strutture scolastiche possono essere carenti e le istituzioni indifferenti. Insomma è un gioco di pesi e di relazioni affatto scontate.
  3. alice Rispondi
    Qual è in Italia il livello di "financial literacy" degli intermediari finanziari?
  4. roberto fini Rispondi
    Siamo sicuri che il problema sia quello di reintrodurre ore? Sembra certamente una soluzione di buon senso, ma una lettura appena approfondita dei risultati del PISA potrebbe facilmente mettere in evidenza che non c'è alcuna correlazione fra buone performance e la presenza della materia nel curricolo scolastico. Semmai c'è qualche relazione fra risultati positivi e capacità dei docenti di inserire contenuti di carattere economico-sociale nell'ambito del loro insegnamento, ma anche qui mi sembra si tratti di evidenze non particolarmente robuste. Probabilmente il ragionamento va spostato dalla scuola in quanto tale all'intera società: quella italiana è pervasa dalla certezza che il denaro sia lo sterco del demonio, che è quanto meno di cattivo gusto da parte dei genitori parlare di soldi di fronte ai figli, ecc. Per carità: non aggiungiamo ore di economia (e diritto) nella scuola. Già perché per insondabili ragioni, nessuno parla di rimodulare l'organizzazione didattica in modo da togliere ore ad un carico di attività didattiche di tipo frontale che è già fra i più pesanti in OECD. Ma se qualcuno lo proponesse si solleverebbe un vespaio: rinunciare ad un'ora di cattedra significa perdere posti di lavoro. Comprensibile, ma forse è per questo che i ragazzi italiani hanno cattive performance, non solo in financial literacy. Ragionare sui risultati nel loro insieme sarebbe molto interessante...
    • paolo Rispondi
      Questo discorso potremmo metterlo nella categoria "benaltrismo", mi scusi ma secondo lei chi dovrebbe dare ai ragazzi le competenze economiche l'insegnante di educazione fisica o magari quello di storia? In base al suo principio visto che non c'è alcuna relazione tra la disciplina insegnata e le "performance", avrei una proposta che ci farebbe risparmiare tantissimi soldi...torniamo al maestro unico dalla prima elementare all'ultimo anno delle superiori.
  5. paolo Rispondi
    Che l'Italia sia agli ultimi posti dell'alfabetizzazione finanziaria non deve sorprendere, il Ministro Gelmini ha letteralmente spazzato via dai licei lo studio dell'Economia Politica ( oltre a quello del Diritto ), per cui gli studenti possono studiare queste materie soltanto negli istituti tecnici. Adesso, visto che si parla di riforma della Scuola, inviterei gli autori ( e la redazione di lavoce.info ) a sensibilizzare il governo Renzi sull'importanza della reintroduzione delle due ore di Diritto ed Economia nei Licei, altrimenti restiamo sempre nel campo della "denuncia" ( in Italia siamo bravissimi ), ma difettiamo nelle soluzioni che a volte sono davanti agli occhi di tutti. Paolo Accardi coordinamento docenti in discipline giuridiche ed economiche