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  1. Mario Rossi Rispondi
    Il discorso non è pertinente perchè si prende come punto di partenza la situazione attuale senza dare un occhio a come si è arrivati a questo punto. E' ben strano infatti che che si voglia operare un tumore allo stomaco quando le metastasi sono già ai polmoni e pensare che l'intervento possa risolvere qualcosa. Bisognerebbe essere chiari e dire che questi soldi sono quelli che erano destinati all'economia reale e che invece sono stati giratia clientele e prebende varie(magari anche a Panama) per amici e grandi elettori. Il problema è sempre lo stesso: il sistema di potere e non si farà mai giorno finchè non si cambia radicalmente rotta
  2. Piero Rispondi
    La soluzione governativa per il sistema bancario è la seguente: le banche italiane costituiscono una SGR che dovrà acquistare tutto l'inoptato degli aumenti di capitale bancari e ad un valore doppio di quello di mercato, le obbligazioni junior delle cartolarizzazioni di crediti deteriorati delle banche. Penso che una soluzione più "sciocca" e "ridicola" di questa non poteva essere attuata, si porrà a carico dei risparmiatori il problema bancario, acquisteranno gli strumenti finanziari emessi dallaSGR, si formeranno in questo modo le stesse "polpette avvelenate" create dalle banche americane nel 2008, l'unica differenza sarà che nel nostro caso, l'inganno ai risparmiatori verrà fatto direttamente dal governo. Non si considera che i crediti NPL sono crediti fatti alle imprese che sono ancora in attività, il governa invece di aiutare le banche dovrebbe aiutare queste aziende a rimanere sul mercato e quindi se verranno risanate potranno pagare i loro debiti, dobbiamo considerare che tutte queste imprese siano come una grande azienda che ha alle proprie dipendenze migliaia di lavoratori, cosa deve fare quindi il governo? deve estendere la garanzia 662 per tali imprese al fine di agevolare la concessione del credito bancario alle stesse, in questo modo anche il passato credito potrà essere rimborsato. Non si esce da tale situazione se non si aiutano queste imprese nel credito. Altra cosa sono i crediti già in sofferenza delle banche, qui parliamo di imprese già fallite o inattive, per esse le banche già devono avere fatto gli accantonamenti per ridurre i crediti al valore di mercato, in difetto siamo in presenza di bilanci bancari falsi.
  3. luigi vignaroli Rispondi
    ancora troppe banche, troppi sportelli, troppi consigli di amministrazione, scarsa informatizzazione dei processi.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Ennesimo articolo eccellente per chiarezza e equilibrio sul tema del rischio bancario. Mi domando tuttavia che male (cioè quale aiuto di stato) c'è, se il sistema bancario, coordinato - senza costrizione - dalla mano pubblica, crea un veicolo per la ricapitalizzazione, il rifinanziamento e la gestione dei NPL. Quale strumento collettivo il veicolo sarà per natura interessato a condizioni di trasparenza, di mercato e di efficienza. perché deve andar bene per tutti e rendere il massimo; sarebbe la migliore garanzia per tutti, tranne per chi cede i NPL, ma è giusto che sia lui a rimetterci. E triste e sorprendente che sia lo Stato a dover prendere l'iniziativa invece delle principali (e più sane) banche. Sono loro i principali interessati per fermare lo spiraglio del degrado.