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  1. Luigi Rispondi
    La Sabbadini era invisa a Renzi e di conseguenza è stata allontanata. Renzi vuole solo persone ossequianti e sottomesse alle sue falsità
  2. Marco Di Marco Rispondi
    La logica delle proteste è, per me che lavoro all'Istat, incomprensibile. Linda ha un enorme talento e nessuno le impedirà di continuare a produrre studi e analisi sulle condizioni delle donne. Le proteste lasciano intendere che all'Istat esisterebbe una specie di censura "antifemminista" all'Istat, e che solo un incarico direttivo alla Sabbadini garantirebbe la gender neutrality delle statistiche. Ora, questo secondo me semplicemente non è vero. Le statistiche di genere non corrono nessun pericolo. La verità di fondo è che all'Istat esistono molte professionalità eccellenti, oltre a Linda Laura, che sono più numerose degli incarichi di dirigenza disponibili. Non è possibile considerare tali incarichi (spesso onerosi di incombenze amministrative) come misura del prestigio scientifico o professionale. D'altra parte, la stessa Linda Laura si è trovata ad operare scelte apparentemente "ingiuste", rimuovendo capaci ricercatori dai loro incarichi per le ragioni più disparate. A queste rimozioni non ha mai fatto seguito, lo dico per esperienza personale, una censura dei lavori prodotti dal singolo.
  3. Umbe Rispondi
    I dati sono pericolosi. Generano un mostro che non puoi cotrollare: informazione . L'ISTAT morirà. Tutta.
  4. Marina Rispondi
    Penso che essendo l'ISTAT un Istituto di ricerca , sia opportuno da parte dei dirigenti ed in generale dei ricercatori non confondere la militanza socio-politica con gli obiettivi delle rilevazioni .
  5. Giovanni Salzano Rispondi
    A leggere bene il nuovo atto organizzativo generale dell'Istat (http://www.istat.it/it/files/2011/05/AOG1.pdf) sembrerebbe che in realta' le statistiche sociali siano state disgiunte da quelle ambientali (come peraltro sembra sensato) e riunite con i censimenti demografici nella nuova "Direzione centrale per le statistiche sociali e il censimento della popolazione (DCSS)". Il punto e' che la riorganizzazione semplifica riducendo i dipartimenti da quattro a due. Quello che era il dipartimento per le statistiche sociali e ambientali viene di fatto smembrato e distribuito in due direzioni del mega-dipartimento per la produzione statistica. La domanda che le autrici avrebbero dovuto porsi e' come mai Linda Laura non sia stata messa a capo della Direzione centrale per le statistiche sociali e il censimento della popolazione della quale sarebbe stata naturale candidato, anche se le sue indubbie doti di grande comunicatrice avrebbero potuto suggerirne la candidatura alla Direzione centrale per la diffusione e la comunicazione dell’informazione statistica. O forse il passaggio da direttore di dipartimento a direttore centrale avrebbe comportato una "retrocessione" di fatto per la Sabbadini? Se cosi' fosse questa sarebbe l'ennesima distorsione provocata da una lunga sequenza di riorganizzazioni che hanno moltiplicato il numero delle poltrone ai vertici dell'Istituto senza migliorarne sensibilmente l'efficienza. Forse la riorganizzazione di Alleva segna una inversione di tendenza?