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  1. Enrico Motta Rispondi
    Alla fine dell'articolo si parla della "contraddizione di fondo della zona euro: moneta unica senza uno stato". Qui andrebbe fatta una precisazione: la contraddizione di cui sopra non è una imposizione del Destino, ma il frutto di un colossale errore, cioè partire dalla moneta unica per fare l'Europa. Non lo dico per polemizzare contro determinati europeisti, italiani e non, che così vollero, ma per evitare in futuro altri errori e illusioni. Ricominciamo da altro, ad esempio da una politica estera comune, e dal suo supporto militare anch'esso comune. Eliminiamo le più vistose differenze sul piano fiscale, vedi il caso Lussemburgo-Junker. Poi vedremo. Un'altra riflessione: come si fa ad unificare repubbliche (es. Francia) con alcune monarchie (Olanda, Belgio) in cui sia la repubblica che la monarchia hanno un radicato significato storico- culturale? Forse la moneta unica è stato un ripiego, vista l'impossibilità di una unificazione più profonda.
  2. Ernest Rispondi
    Federal transfers to state and local governments more than doubled since 2000. This silent bailout accelerated with the 2009 American Recovery and E poi non e' vero che la FED o comunque il governo USA non "salva" i singoli stati americani. Vedere qui: "Reinvestment Act (ARRA), which allocated $144 billion to state and local governments—a disproportionate amount going to spending-heavy states." http://www.forbes.com/sites/realspin/2012/06/27/the-silent-bailout-of-the-states-the-greatest-threat-to-our-economic-freedom/
  3. Ernest Rispondi
    Non è Draghi da solo che decide, è il governing council della BCE che mette a votazione le decisioni.
  4. piero Rispondi
    Che la Bce di comporti in tale modo, vista la linea che ha assunto fino ad oggi, era prevedibile, ma che Renzi scenda in campo e dica che la Bce ha ragione, e' il più grande errore politico che poteva fare, già Renzi aveva annunciato una simile mossa, alla Merkel aveva detto che non avrebbe fatto un'asse con la Grecia per ridurre l'austerita, il suo fide Padoan, conferma tale linea. Ora se anche Renzi si mette sulla scuderia della Merkell, ossia di chi ha rovinato l'Europa con il suo egoismo, per la Merkel kate solidarietà ha un solo verso, si applica solo quando se ne avvantaggia la Germania, basta vedere con il debito greco, nel 2012 ha spalmato tra tutti i paesi europei il debito greco che avevano le banche tedesche, noi italiani vi siamo trovati sulle spalle il debito greco dei tedeschi, oggi noi dobbiamo sostenere un paese simile, Renzi rifletta bene, se non vuole fare un suicidio politico in Italia.
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Si legga l'articolo "Chi è (ancora) esposto al rischio greco" di Silvia Merler e osservi (attentamente) il grafico che riporta l'esposizione delle banche straniere sul debito pubblico greco e potrà verificare lei stesso (se lo vorrà e se possiede onestà intellettuale) che nel dicembre 2009 e nello stesso mese del 2010 furono le banche francesi ad essere più esposte, non quelle tedesche. L'aiuto alla Grecia poi proviene prevalentemente dal FMI, dalla BCE e dai fondi salvastati, i quali però raccolgono denaro emettendo obbligazioni quindi quanto da noi versato non è andato alla Grecia ma si trova iscritto in conto capitale. Chiunque desideri informarsi può andare al sito del European Stability Mechanism (che contiene anche i dati del predecessore EFSF) e scaricare l'opuscolo che viene costantemente aggiornato e verificare di persona. Inoltre i fondi hanno aiutato le banche di altri Paesi (Irlanda, Portogallo, Cipro e Spagna) in quanto a questo servono, ad aiutare chiunque si trovi in condizioni di difficoltà. La Germania poi verso la Grecia ha effettuato prestiti bilaterali (probabilmente non ne era a conoscenza) a dimostrare che l'egoismo risiede solo nella sua antipatia verso quel Paese, il che ci sta ma altra cosa è scrivere imprecisioni a sostegno di quello che è solo un suo giudizio personale.
  5. Andrea Fumagalli Rispondi
    Interessante e chiaro articolo che, almeno, a differenza di altri che si trincerano dietro ragioni tecniche (come se si trattase di un atto dovuto), riconosce la natura prettamente politica della Bce. Ma credo anche che si debba riconoscere che l'obiettivo di far sedere al tavolo delle trattative i paesi europei.crei una situazione anomala: uno dei commensali al tavolo (la Grecia) auspicato e forzato dalla Bce si trova (grazie proprio a qusta decisione Bce) con una pistola puntata alla tempia (il rischio di non avere più liquidità per la sopravvivenza delle persone) Che trattativa sarebbe? http://quaderni.sanprecario.info/effimera/
  6. stefano Rispondi
    In effetti "anche la BCE ha delle regole da seguire", regole che essa stessa definisce in un'autonomia che sconfina nell'arbitrarietà: il "risk-control framework" permette alla BCE di scegliere letteralmente caso per caso cosa accettare da ogni singola controparte come collaterale eleggibile. Di questo diritto "di vita e di morte" la BCE ha fatto un uso politico larghissimo nel corso di questi 6 anni di crisi, travalicando ampiamente il suo mandato e ridicolizzando a più riprese la nozione di "democrazia" agli occhi dei cittadini europei. La Grecia è insolvente da 6 anni, e non da oggi perchè coraggiosamente (e ragionevolmente) lo dichiara il ministro delle finanze di un governo che nulla ha a che fare con la banda di ladri che hanno guidato il paese verso il baratro, e per cui Juncker e Draghi hanno fatto il tifo. “Sei insolvente quando lo diciamo noi”: ecco il coraggio e la determinazione di Draghi. Due "bailout" vergognosamente allestiti per far "rientrare dall'esposizione" le banche tedesche e francesi a carico dei contribuenti europei, sono stati smentiti previsione per previsione, numero per numero, come era ovvio fin dall'inizio. Il significato politico della decisione del 4 febbraio (che ha diviso il Governing council della BCE tanto poco era ovvio) è il seguente: la Grecia deve accettare le condizioni che gli saranno poste, perchè la BCE e la Germania sono pronte a spingerla fuori dall'euro.
  7. annibale Rispondi
    La famiglia dell'artigiano intagliatore ha un debito di 100 con la banca di quartiere, la quale nel tempo sollecita un piano di rientro che prevede la progressiva vendita degli strumenti da intaglio. È evidente che questa richiesta priverà l'artigiano dei mezzi per lavorare, in breve smetterà di guadagnare 100 all'anno e il suo reddito diminuirà in rapporto al debito. La qual cosa allarmerà ancora di più la banca, che pretenderà altri tagli molto molto austeri, che precipiteranno la famiglia nell'indigenza. Un mattino l'artigiano si reca in banca a proporre un accordo che preveda una ripresa della sua attività lavorativa, in modo da guadagnare soldi con cui pagare il debito e non far morire di fame i propri figli. Il banchiere si inalbera e prende una misura 'tecnica' (i tuoi figli non possono più andare alla charitas per mangiare perché la tua solvibilità è dubbia) per ricattare l'artigiano e costringerlo a tornare alle politiche di austerità, che distruggono la sua economia domestica a favore di creditori esteri (ah già era l'artigiano e la banca...). A volte mi chiedo se ai professori di finanza l'apprendimento eccessivo di paroloni tecnici (tecnicamente dette supercazzole) fa perdere il senso della realtà. Una misura tecnica è neutrale rispetto alle scelte democratiche, mentre la BCE interferisce pesantemente con le scelte che sono vagliate dai parlamenti eletti dai popoli. L'artigiano non definirebbe 'tecnico' il provvedimento che rischia di mandarlo in rovina.
  8. Giovanni Teofilatto Rispondi
    Una situazione di cambio di valuta è principio di stagflazione di cattiva politica economica non orientata alla dimensione di spesa di consumo soddisfacente in misura di sussistenza e sfruttamento delle classi operaie ed eliminazione della classe media: polarizzazione del reddito è causa di mercati efficienti di aspettative di condivisione dei profitti individuali di logiche matematiche individuali e causa di illusione monetaria come la tecnologia, è COMUNISMO.