logo


  1. Asterix Rispondi
    Buongiorno, una domanda da non tecnico: che differenza c'è tra la Grecia che con un debito pubblico di 230 mld di euro sta pensando di ricorrere ai derivati e l'Italia che, ha derivati di coperture per circa 167 miliardi di euro, con perdite potenziali di 37 miliardi di euro? I dati Eurostat pubblicati da Repubblica ci dicono che l'Italia ha effettuato operazioni con derivati per 28 mld di euro ogni anno dal 2006 ad oggi, mentre la Grecia ne ha effettuate per 2,5 l'anno, inferiore a quanto effettuato dalla Germania, della Svezia e dell'Olanda ?
    • marcello Rispondi
      Che i derivati greci sono dei semplici swap su di un tasso di crescita, con una perdita certa e guadagni incerti, mentre i derivati italiani, sono a perdita potenzialmente illimitata, mi sembra di capire, se poi sono come quelli dei comuni, tipo Roma, allora sono un disastro. Vorrei proprio sapere di che cosa stiamo parlando e chi ha fatto la stima dell'evento estremo e quale è questo evento, presumo un tasso d'interesse.
  2. Amedeo Rispondi
    Caro Umberto, soltanto una domanda: come mai definisce i perpetual bonds come strumenti appartenenti alla "preistoria finanziaria"? Da quanto mi risulta sono degli strumenti, sebbene atipici, abbastanza standard sul mercato.
    • Umberto Cherubini Rispondi
      Caro Amedeo, capisco la tua domanda. Oggi le cosiddette perpetui ty sono considerati prodotti di innovazione finanziaria perché' sono utilizzati dalle banche come sostituti del capitale regolamentare. Nel campo dei titoli pubblici invece sono molto vecchi. Almeno così sembra a me, che quando nel 92 andai a censire i titoli presenti in tesoreria COMIT per fare la prima misurazione del rischio trovai un prezioso irredimibile Regno d'Italia 1905. Comunque forse è un'impressione mia. Infatti un amico mi ha fatto avere una discussion di Cochrane del 2012 sulla gestione del debito pubblico in cui suggerisce l'emissione di titoli perpetui. Tornerò sull'argomento presto. Grazie per l'osservazione.
  3. Francesco Paoletti Rispondi
    L'economia politica è da sempre una materia "tecnica" che studia - date certe condizioni di contesto - le migliori strade per raggiungere un equilibrio economico. Le scelte non appartengono mai all'economia e alla "tecnica" ma alla Politica, e quindi ai rappresentanti del Popolo. Che tendono a commettere due errori "tecnici": 1. scelte di breve periodo che trasferiscono i problemi del presente (aggravati) agli anni a venire, 2. scelte irrealistiche che "dimenticano" di considerare tutti gli elementi di contesto rilevanti. Il primo errore in Grecia è stato compiuto per anni; il secondo lo si vorrebbe compiere di questi tempi. Entrambi gli errori (quello del passato e quello del presente) non sono dovuti all'economia politica e agli scienziati economici ma ai Politici. L'economia può solo ricordare, come faceva Einaudi, che "i fatti hanno la testa dura". Purtroppo, spesso. inascoltata
  4. marcello Rispondi
    Si potrebbe adottare una stima basata sull'effetto moltiplicativo degli investimenti e della spesa aggregata, su cui esistono molti precedeni. Essendo le distribuzioni soggettive si può sempre definirne più di una assumendo un intervallo di probabilità come del resto fa l'IPCC nel suo ultimo rapporto. Sui titoli ricordo anche che qualche lusro fa vennero introdotti i bet for nature swap, per paesi con molti più problemi della Grecia. Non mi sembrano problemi nsolubili, come sempre è una questione di costi e di premio al rischio, quello che è stato cancellato ai sottoscrittori originari del debito greco. Certo il futuro è incerto, ma tra i due sentieri, quello ciclico (austerità) e quello anticiclico (spesa qualificata) mi sembra che anche le recenti evidenze non lascino dubbi sulla superiorità del secondo.
  5. Stefano Antoniutti Rispondi
    Se ho capito bene, la Grecia ha debiti da restituire alla CEE per ca 230 miliardi di €. Ma ha pure un debito al 170 ed oltre % del PIL. Ho capito anche che buona parte dei 230 miliardi (debito oltre a quello deo 170%) è stata usata per restituire debiti alle banche tedesche e francesi che avevano incautamente prestato ad un debitore inaffidabile, pena la loro bancarotta. Alla fine della fiera, vorrei solo capire: dove sono andati a finire tutti questi soldi che han costituito la montagna di debiti di quel paese ? Ancora: che piano di riforme fiscali presenta Tsipras ? L'atteggiamento gretto e bigotto dei tedeschi e compagnia non mi piace proprio, ma esiste o no la responsabilità o ogni popolo dell Euro fa quel che vuole, senza pagare mai tanto ci pensano gli altri ? MI si dice che ogni famiglia italiana ha contribuito (tramite lo Stato) a ca 1600 €, tanto per dire: non sono noccioline.
  6. FABIO Rispondi
    Stimatissimi professori, vi ho studiato, vi ho seguiti in una facoltà di Economia in tutte le vostre diavolerie finanziarie. Si diceva che l'economia aveva risolto i problemi del mondo. Poi nel 2008 è crollato il castello che è stato creato dagli artifici finanziari. Sono intervenuti gli Stati Sovrani, le banche centrali pompando liquidità. Il mondo è piombato nella crisi economica e alcuni paesi come la Grecia e l'Italia strangolati dai benpensanti e dagli scienziati economici. L'Economia Politica ha perso il nome politica e vestito l'abito della tecnica. Con questa si vuole cancellare la democrazia, come scelta del popolo. Non siete più credibili. E' giunto il momento che le scelte economiche di un paese vengano scelte dal popolo non da tecnici. Quanta coerenza c'è stata e c'è nell'economia attuale?