A quasi due anni dall’esplosione delle primavere arabe, solo l’Egitto, la Libia e soprattutto la Tunisia hanno realizzato significativi progressi in termini di libertà politiche e civili. Miglioramenti più marginali si sono avuti in Giordania e Marocco. Tutti gli altri paesi del Golfo, eccetto Oman e Kuwait, hanno visto ridursi le libertà. I regimi monarchici sono più stabili delle repubbliche e negli Stati ricchi di materie prime non agricole l’evoluzione democratica è quasi nulla. Scarso rispetto dei diritti politici e civili nelle democrazie uscite da guerre civili cruente.
Uno degli aspetti controversi dell’Imu è costituito dall’utilizzo delle valutazioni catastali per la definizione del valore della base imponibile. I dati catastali non solo sono distanti dai veri valori di mercato, ma lo sono in maniera non uniforme tra territori e tipologie abitative. Un esercizio di simulazione dell’utilizzo dei valori di mercato fatto per la Toscana evidenzia come una operazione relativamente semplice permetterebbe di accrescere l’equità del prelievo e di ridurre la pressione sulla casa di residenza.
Sembra raggiunto l’accordo di massima per la nuova legge elettorale. La proposta mira a un ritorno al proporzionale, alzando però la soglia di sbarramento, reintroduce le preferenze e prevede il rispetto di quote di rappresentanza di genere. L’impressione è che sia stata congegnata per impedire che dalle urne esca una chiara maggioranza e per giustificare la successiva formazione di un Governo di larghe intese. Eppure sarebbero bastati piccoli correttivi alla legge attuale per migliorare la qualità del personale politico. Garantendo però al paese la governabilità.
La nuova legge elettorale dovrebbe eliminare le liste bloccate e favorire un riavvicinamento tra eletti ed elettori; semplificare il quadro politico senza comprimere la rappresentanza ma consentendo processi riaggregativi di sensibilità politiche tra loro compatibili; mantenere una competizione di tipo bipolare. Tutto ciò si può ottenere adattando al nostro paese il sistema del voto alternativo. Garantirebbe maggiore qualità nel processo di selezione delle candidature. E porterebbe all’abbandono del premio di maggioranza, sconosciuto in tutte le grandi democrazie.
Barack Obama eletto per il secondo mandato di presidente, avrà bisogno di un nuovo patto sociale, di un great realignment, per far uscire gli Stati Uniti da un sentiero di crescita del debito insostenibile.
Il Governo deve intervenire con un decreto per cambiare la legge elettorale. Perché l’accordo che si profila all’orizzonte è peggio del “Porcellum”: non rappresenta la vera volontà degli elettori, non garantisce la governabilità, non seleziona la classe politica. Bene guardare all’Australia, che prevede primo voto e ballottaggio in un solo turno.
Mentre le fondazioni bancarie, che hanno bruciato miliardi di patrimonio, celebrano la Giornata del risparmio, diventa solo un ricordo il mito del risparmio italiano. Non cresce come una volta, cresce meno rispetto a tutti gli altri paesi europei e la ricchezza finanziaria è soprattutto in mano ai più vecchi.
Cambia nuovamente la strategia della Fiat in Europa, secondo il nuovo piano industriale. Punta sul segmento più alto del mercato europeo facendo leva sui marchi Alfa Romeo e Maserati, abbandonando il segmento medio su cui aveva puntato sin qui. È una sfida ad alto rischio.
Medicina europea per uscire dalla crisi, l’austerità fiscale può rivelarsi letale. È il tema di un libro appena uscito. Dovremo dire: “l’operazione è riuscita, ma il paziente è morto”? O siamo in tempo per cambiare cura?
La giornata del risparmio è diventata ormai un logoro rito, ignorato dai più. Eppure mai come quest’anno, il 31 ottobre è stata l’occasione per meditare su problemi fondamentali dell’economia e della società italiana. In primo luogo, perché il mito del risparmio italiano è sempre più un ricordo.
L’onorevole Elio Belcastro, del Partito del Sud, denuncia che il prezzo dei voti, nella sordida compravendita che precede le elezioni, ha raggiunto i 300 euro. Belcastro osserva indignato che, in elezioni precedenti, il prezzo non superava i 70 euro.
Lasciamo da parte facili ironie sul fatto che di solito la lamentela sul prezzo viene dal lato della domanda (chi ha una certa età ricorderà forse la buffa canzone “Carlo Martello” di de André, in cui il sovrano lamenta un certo tipo di inflazione). Il punto che voglio fare e’ molto semplice. L’incremento di prezzo non necessariamente indica un peggioramento del senso civico dei siciliani. Invero, il prezzo dei voti potrebbe essere aumentato a causa di una riduzione dell’offerta di voti. Cioe’, se meno votanti sono disponibili a essere comprati, il prezzo di un voto aumentera’ (in equilibrio). In questo caso, la notizia riportata dall’onorevole Belcastro sarebbe una buona notizia.
Questo paradosso e’ un classico della teoria economica. In un mercato in cui sia la domanda che l’offerta possono variare, l’aumento del prezzo di equilibrio indica solo che il rapporto fra domanda e offerta e’ aumentato; ma non consente di trarre conclusioni sui valori assoluti di nessuno dei due lati del mercato. Per fare un esempio concreto, in un altro mercato illecito, quello della droga, un aumento del prezzo e’ generalmente interpretato come un successo, perche’ e’ evidenza che l’interdizione ha effetto.
Quindi: dalla teoria economica arriva un verdetto di assoluzione dei votanti siciliani (seppure per mancanza di prove)!
Siamo all’elezione del quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti. Ma un altro risultato elettorale sembra già definito. Stando ai sondaggi, ci sarà un sostanziale pareggio tra Repubblicani e Democratici, con i primi che manterranno il controllo della Camera e i secondi quello del Senato. Ma ciò determinerà uno stallo nelle decisioni su questioni fondamentali. E in particolare impedirà di arrivare a un nuovo patto sociale che produca una politica di bilancio sostenibile.
Fiat ha presentato i conti trimestrali e l’atteso nuovo piano industriale. Sotto il profilo dei conti non ci sono novità: positivi gli Stati Uniti e il Sud America, mentre in Europa il gruppo continua a generare perdite. Per questo è previsto un riposizionamento nel mercato europeo, innalzando la gamma dei prodotti e abbandonando le roccaforti tradizionali del segmento medio. È una scommessa ad alto rischio. Ma dal suo esito dipende il futuro della produzione automobilistica in Italia. Per avere qualche speranza di vincerla, serve il contributo di tutti.
L’austerità fiscale è la medicina che porterà l’Europa fuori dalla crisi? Non ci crede Mario Seminerio e nel suo libro La cura letale spiega perché, attraverso un’analisi puntuale, in un linguaggio chiaro e accessibile a tutti. È il contributo di un opinionista non accademico al dibattito sulla crisi. Particolarmente apprezzabile perché sui media, vecchi e nuovi, a volte spopolano tesi accattivanti, ma del tutto prive di fondamento teorico e empirico. Mentre non sempre gli economisti riescono a trasportare in quelle discussioni la loro autorevolezza accademica.